Perché invece di puntare a riavere indietro una parte dei prestiti ma a riaverla con certezza, i creditori continuano a chiedere indietro l’intera somma, sapendo che non riusciranno mai a ottenerla?

Baranes: “Se si trovasse una soluzione che va bene a Syriza e che permettesse al governo Tsipras di uscire vincitore, Podemos alle elezioni tra tre mesi prenderebbe la maggioranza assoluta dei voti. Questo le istituzioni europee lo sanno bene ed è una eventualità che vogliono evitare. Dall’altro lato, accettare tout court le richieste della Troika sarebbe inaccettabile per Atene. Nello stesso momento, se la Grecia uscisse dall’euro, sarebbe una sconfitta per la Bce che da 5 anni va ripetendo che la moneta unica è irreversibile. Quindi si va avanti con questa telenovela, creata per salvare i creditori, cioè le banche. Per anni gli istituti tedeschi e francesi hanno prestato allegramente denaro a quelle greche perché conveniva: con quei soldi i greci compravano prodotti tedeschi e francesi. Tutti contenti, finché non è scoppiata la crisi dei subprime e Atene non è riuscita a rifinanziare il proprio debito pubblico.

A quel punto le banche sono andate in crisi e hanno chiuso i rubinetti di colpo. Le istituzioni sono intervenute con un piano di salvataggio, il primo da 300 miliardi nel 2010, ma circa l’80% di questi soldi sono diventati una partita di giro: le istituzioni internazionali hanno dato questi soldi al governo greco, che li ha usati per ripagare i debiti con le banche, e quindi il Fondo Monetario e la Bce sono subentrati nel ruolo di creditori. Risultato: le banche sono rientrate di tutti i loro crediti e il cerino è rimasto ai contribuenti: 5 anni fa l’esposizione dell’Italia verso la Grecia era di zero euro, mentre le banche private francesi erano esposte per 80 miliardi, le tedesche per 40-50. Poi la situazione si è ribaltata”.

Continuiao a restare ancora in Europa dove non contiano una sega e dove comandano banche e finanzieri ?