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Discussione: Papi e progresso

  1. #81
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Luigi Lambruschini, cardinale e Primo Ministro di Gregorio XVI:

    ostacolò l'introduzione nello Stato pontificio delle ferrovie e dell'illuminazione a gas, in quanto il progresso era, secondo lui, anti-cattolico.

    In questo fu pienamente appoggiato dal pontefice regnante:
    Papa Gregorio XVI, al secolo Bartolomeo Alberto Cappellari, papa dal 1831 al 1846, nemico delle ferrovie, in quanto sosteneva che favorissero le rivoluzioni.

  2. #82
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    mi piace di più il commento sotto,in cui l'autore appunto dimentica personaggi come Fermi, come già solo si vede questo, l'Italia pur con tutti i suoi difetti, non smise di far nascere scienziati
    Le mosche bianche tardive(rispetto al periodo analizzato dal Russo) e fuggitive aggiungo ci sono e ci saranno sempre ma come sempre non fanno la tendenza.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  3. #83
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Se non vi fosse stato il cristianesimo, l'impero romano avrebbe appreso la cultura scientifica greca, avanzatissima (nel senso galileiano), invece che cadere nella superstizione cristiana e dare in mano ai copisti documenti preziosissimi ed importantissimi che testimoniavano la grande scienza, per copiarci sopra sciocchezze in merito a miracoli e resurrezioni.

    In altre parole, senza il cristianesimo saremmo 2000 anni avanti dal punto di vista della conoscenza scientifica, medica e tecnologica.
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  4. #84
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Se non vi fosse stato il cristianesimo, l'impero romano avrebbe appreso la cultura scientifica greca, avanzatissima (nel senso galileiano), invece che cadere nella superstizione cristiana e dare in mano ai copisti documenti preziosissimi ed importantissimi che testimoniavano la grande scienza, per copiarci sopra sciocchezze in merito a miracoli e resurrezioni.

    In altre parole, senza il cristianesimo saremmo 2000 anni avanti dal punto di vista della conoscenza scientifica, medica e tecnologica.
    Per tornare alla scienza e tecnologia ellenistica (macchina di Anticitera, conoscenze astronomiche pre-copernicane, macchine di Erone, medicina e chirurgia avanzata) o post-ellenistica (Ipazia) ci vollero secoli e secoli.

    Il modello erroneo aristotelico-tolemaico conviveva a livello scientifico con quello eliocentrico di Aristarco e nessuno perseguiva l'altro come accadde a Galileo in nome di un passo biblico geocentrico, letto in maniera letterale.

    Se il progresso fosse proseguito senza cristianesimo fondamentalista, guerre e barbari, forse avrebbero inventato il motore a vapore: Erone, nel I secolo a.C. ci andò vicino, chissà se qualcuno avesse ripreso le sue ricerche (invece di, in occidente, lottare coi barbari e in oriente scannarsi su questioni teologiche; oltre che puntare tutto sulla schiavitù come fecero i romani) con millenni d'anticipo ci sarebbe stata una rivoluzione tecnologica con un balzo in avanti notevole 1000 anni prima del XVIII secolo, e senza carbone.
    Ultima modifica di Jerome; 25-08-15 alle 15:40

  5. #85
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Citazione Originariamente Scritto da Keynez Visualizza Messaggio
    Per tornare alla scienza e tecnologia ellenistica (macchina di Anticitera, conoscenze astronomiche pre-copernicane, macchine di Erone, medicina e chirurgia avanzata) o post-ellenistica (Ipazia) ci vollero secoli e secoli.

    Il modello erroneo aristotelico-tolemaico conviveva a livello scientifico con quello eliocentrico di Aristarco e nessuno perseguiva l'altro come accadde a Galileo in nome di un passo biblico geocentrico, letto in maniera letterale.

    Se il progresso fosse proseguito senza cristianesimo fondamentalista, guerre e barbari, forse avrebbero inventato il motore a vapore: Erone, nel I secolo a.C. ci andò vicino, chissà se qualcuno avesse ripreso le sue ricerche (invece di, in occidente, lottare coi barbari e in oriente scannarsi su questioni teologiche; oltre che puntare tutto sulla schiavitù come fecero i romani) con millenni d'anticipo ci sarebbe stata una rivoluzione tecnologica con un balzo in avanti notevole 1000 anni prima del XVIII secolo, e senza carbone.

    Vedo che siamo perfettamente in linea.


    Quello che sorprende è proprio il metodo utilizzato in epoca ellenistica, applicavano il metodo scientifico che oggi chiamiamo "galileiano" secoli prima di Galileo. E' proprio questo fatto incontestabile che mi fa ritenere quasi certo che senza le superstizioni cristiano-romane lo sviluppo nel tempo di tale metodo avrebbe fatto scoprire tecnologie e leggi fisiche mille anni prima.
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  6. #86
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Vedo che siamo perfettamente in linea.


    Quello che sorprende è proprio il metodo utilizzato in epoca ellenistica, applicavano il metodo scientifico che oggi chiamiamo "galileiano" secoli prima di Galileo. E' proprio questo fatto incontestabile che mi fa ritenere quasi certo che senza le superstizioni cristiano-romane lo sviluppo nel tempo di tale metodo avrebbe fatto scoprire tecnologie e leggi fisiche mille anni prima.
    Già Archimede applicava pienamente il metodo sperimentale, infatti; Lucrezio, che era un poeta, mostra di conoscere la teoria atomista di Epicuro e Democrito, che, seppure in via ipotetica, come rilevato anche da Odifreddi ha delle notevoli somiglianze con la fisica moderna; la matematica poi era in pieno sviluppo, dai babilonesi agli egizi fino a Pitagora ed Euclide.

    Fu Teodosio I, e non gli arabi in seguito (come è stato anche ipotizzato) che inizialmente non erano affatto avversi alla cultura occidentale (la inglobavano), a far bruciare la biblioteca di Alessandria perché considerata, come il tempio di Delfi (distrutto) e i giochi olimpici (vietati) un centro di paganesimo. nche studiosi cattolici affermano che l'incendio, anche se la biblioteca sopravvisse, fu appiccato nel III-IV secolo, quindi non dai musulmani. I più benevoli parlano degli scontri tra Aureliano e Zenobia di Palmira, altri di editto esplicito di Teodosio contro i manoscritti che giudicava eretici e pagani.

    Seppure i fanatici c'erano anche nel paganesimo, erano molti di meno e il progresso scientifico non fu mai ostacolato da autorità pagane. I cristiani erano l'unica minoranza religiosa ad avere problemi in quanto minoranza religiosa (e non per motivi politici come gli ebrei) coi romani, perché fra di loro c'erano dei facinorosi, evidentemente, come i successivi monaci parabolani come uccisero Ipazia. Altrimenti non si spiega, non è solo un fatto di adorare l'imperatore (fatto simbolico e politico, solo in certi periodi era richiesta l'adorazione della statua) o di Dio unico (c'erano altri monoteismi, la stessa religione solare enoteista poi adottata anche da imperatori come Eliogabalo e Aureliano), come mai anche imperatori illuminati (come Traiano, Adriano e Marco Aurelio) vedessero male i cristiani, considerandoli fanatici religiosi (religiosi, non politici). Marco Aurelio era un filosofo tollerante, non un rude soldato come Diocleziano, eppure parla dei cristiani come fanatici.

    Teodosio e Costantino, in particolare, furono due degli uomini più dannosi della storia umana, specie Teodosio. La furia di certi cristiani dell'epoca tardo pagana ricorda quella odierna dell'Isis.
    Ultima modifica di Jerome; 25-08-15 alle 16:01

  7. #87
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Citazione Originariamente Scritto da Keynez Visualizza Messaggio
    Già Archimede applicava pienamente il metodo sperimentale, infatti; Lucrezio, che era un poeta, mostra di conoscere la teoria atomista di Epicuro e Democrito, che, seppure in via ipotetica, come rilevato anche da Odifreddi ha delle notevoli somiglianze con la fisica moderna; la matematica poi era in pieno sviluppo, dai babilonesi agli egizi fino a Pitagora ed Euclide.

    Fu Teodosio I, e non gli arabi in seguito (come è stato anche ipotizzato) che inizialmente non erano affatto avversi alla cultura occidentale (la inglobavano), a far bruciare la biblioteca di Alessandria perché considerata, come il tempio di Delfi (distrutto) e i giochi olimpici (vietati) un centro di paganesimo. nche studiosi cattolici affermano che l'incendio, anche se la biblioteca sopravvisse, fu appiccato nel III-IV secolo, quindi non dai musulmani. I più benevoli parlano degli scontri tra Aureliano e Zenobia di Palmira, altri di editto esplicito di Teodosio contro i manoscritti che giudicava eretici e pagani.

    Seppure i fanatici c'erano anche nel paganesimo, erano molti di meno e il progresso scientifico non fu mai ostacolato da autorità pagane. I cristiani erano l'unica minoranza religiosa ad avere problemi in quanto minoranza religiosa (e non per motivi politici come gli ebrei) coi romani, perché fra di loro c'erano dei facinorosi, evidentemente, come i successivi monaci parabolani come uccisero Ipazia. Altrimenti non si spiega, non è solo un fatto di adorare l'imperatore (fatto simbolico e politico, solo in certi periodi era richiesta l'adorazione della statua) o di Dio unico (c'erano altri monoteismi, la stessa religione solare enoteista poi adottata anche da imperatori come Eliogabalo e Aureliano), come mai anche imperatori illuminati (come Traiano, Adriano e Marco Aurelio) vedessero male i cristiani, considerandoli fanatici religiosi (religiosi, non politici). Marco Aurelio era un filosofo tollerante, non un rude soldato come Diocleziano, eppure parla dei cristiani come fanatici.

    Teodosio e Costantino, in particolare, furono due degli uomini più dannosi della storia umana, specie Teodosio. La furia di certi cristiani dell'epoca tardo pagana ricorda quella odierna dell'Isis.
    La persecuzione dei cristiani è cosa complessa, certamente tutti i motivi che hai scritto concorsero a motivare il timore nei loro confronti, tuttavia io aggiungerei anche le questioni politiche, perché in realtà i cristiani erano considerati a tutti gli effetti degli ebrei, il cristianesimo era infatti per i primi secoli considerato una setta ebraica in piena regola.
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  8. #88
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    La persecuzione dei cristiani è cosa complessa, certamente tutti i motivi che hai scritto concorsero a motivare il timore nei loro confronti, tuttavia io aggiungerei anche le questioni politiche, perché in realtà i cristiani erano considerati a tutti gli effetti degli ebrei, il cristianesimo era infatti per i primi secoli considerato una setta ebraica in piena regola.
    Ma dichiararsi ebrei, se pagavano la tassa detta fiscus iudaicus, non era illegale, i cristiani invece avevano proprio delle leggi contra personam, come se l'avessero davvero fatta grossa.

    Nerone a parte che li condannò per l'incendio non per la religione, ci furono persecuzioni sotto Traiano, Adriano, Antonino, Marco Aurelio, Decio, Valeriano, Settimio Severo, Diocleziano e Galerio. E sempre avevano il rischio di persecuzioni popolari. Degli imperatori che restarono in carica per abbastanza tempo, solo Commodo, Caracalla e Filippo l'Arabo li protessero, questo fa pensare che avessero qualcosa che facesse, rispetto ad altri culti stranieri e agli ebrei stessi, qualcosa che infastidisse il romano medio (solitamente molto tollerante in materia religiosa) particolarmente. Forse, venerando un condannato per sovversione alla crocifissione ("il Re dei Giudei"), facevano la figura di sovversivi ancora più degli ebrei stessi, può darsi fosse quello il problema alla radice.

    Traiano e Adriano fanno capire nei rescritti che la sola qualifica accertata di cristiano poteva costare la condanna, a morte o ai lavori forzati o, se andava bene, all'esilio con la confisca dei beni, ed erano considerati sovrani abbastanza tolleranti. Stranmente invece, Caracalla e Commodo (lui forse perché aveva l'amante favorita, che poi lo tradirà facendolo assassinare, che era cristiana), considerati dei despoti, erano tolleranti verso di loro.

  9. #89
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Citazione Originariamente Scritto da Keynez Visualizza Messaggio
    Forse, venerando un condannato per sovversione alla crocifissione ("il Re dei Giudei"), facevano la figura di sovversivi ancora più degli ebrei stessi, può darsi fosse quello il problema alla radice.
    Si, è una ipotesi interessante, secondo me. Anche il loro monoteismo era assai "assolutistico" più di tutti gli altri culti coevi. Anche la "minaccia" dell'avvento imminente del "regno di dio" e della conseguente distruzione dell'impero sapevo molto di sovversivo dal punto di vista squisitamente politico.

    Infine, il loro proselitismo era quasi unico, gli ebrei infatti si guardavano bene dall'aprire la loro religione ai non ebrei, mentre i cristiani facevano del proselitismo e della "conversione dei gentili" una missione prioritaria, certamente questo non giovava alla loro reputazione.
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  10. #90
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    Predefinito Re: Papi e progresso

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Si, è una ipotesi interessante, secondo me. Anche il loro monoteismo era assai "assolutistico" più di tutti gli altri culti coevi. Anche la "minaccia" dell'avvento imminente del "regno di dio" e della conseguente distruzione dell'impero sapevo molto di sovversivo dal punto di vista squisitamente politico.

    Infine, il loro proselitismo era quasi unico, gli ebrei infatti si guardavano bene dall'aprire la loro religione ai non ebrei, mentre i cristiani facevano del proselitismo e della "conversione dei gentili" una missione prioritaria, certamente questo non giovava alla loro reputazione.
    I romani di certo erano un po' straniati e infastiditi dalla crocifissione di Cristo; "la maggioranza pagana dell'epoca vedeva il nascente culto cristiano come una setta pericolosa, un qualcosa di oscuro e maligno. Erano infatti diffuse diverse opinioni sul culto praticato dai cristiani, alcune delle quali sostenevano che essi praticassero cannibalismo rituale, violenza sessuale nei confronti di bambini, omicidio e infanticidio rituale, sostenessero l'ateismo, auspicassero la resurrezione dei corpi dei morti, e proclamassero l'odio nei confronti dell'umanità (in base ad alcuni passi della Bibbia, forse, NDR).Bisogna calarsi nella situazione sociale del II secolo in cui la diffusione del cristianesimo proseguiva nonostante (e probabilmente anche alimentata da) l'alone di mistero e occultismo che sembrava caratterizzarne l'azione propagandistica e l'opinione che se ne aveva in ambiente pagano per comprendere come la crocifissione fosse vista dai cristiani come il simbolo di Gesù stesso, mentre dai pagani come un'ulteriore conferma del fatto che il culto cristiano fosse maligno, e che i cristiani adorassero la morte. I pagani razionalisti tendevano inoltre ad interpretare l'idea della risurrezione della carne in modo letterale, concependola come un vero e proprio ritorno alla vita del corpo della persona defunta", quindi come una specie di "zombificazione" come nelle credenze popolari di Haiti (per il popolo) o qualcosa di irrazionale e poco intelligente (per gli istruiti: vedere l'episodio di Paolo all'Areopago, i filosofi stoici ed epicurei presenti se ne vanno subito appena sentono parlare di resurrezione)

    Ma tutto questo vale più per il popolo, non per gente istruita e potente come Adriano e Marco Aurelio, o per Celso, per i quali forse erano solo agitatori invasati.



    https://it.wikipedia.org/wiki/Graffito_di_Alessameno

    Forse è vero il fatto del proselitismo, infatti nell'unico periodo di proselitismo della loro storia (dopo la distruzione del Tempio), anche gli ebrei stessi vennero messi al bando (sotto Domiziano). https://it.wikipedia.org/wiki/Domizi...ione_religiosa
    Ultima modifica di Jerome; 25-08-15 alle 16:36

 

 
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