
Originariamente Scritto da
Blue
Sto leggendo, anzi,
divorando un libro che è uscito a gennaio e del quale ho fatto una recensione
qui.
Bella l'ambientazione (siamo nella Parigi di fine Ottocento), verosimili i personaggi, interessanti le riflessioni su chi è pazzo davvero e chi no (anche a quell'epoca, purtroppo, i pazzi - quelli veri - non erano rinchiusi ma circolavano liberi fuori dalla Salpêtrière, il manicomio di Parigi) e coinvolgenti le storie delle internate. Povere donne che venivano, di fatto, incarcerate a vita contro la propria volontà, il cui unico torto era stato quello di non adeguarsi o di ribellarsi ai ruoli e ai canoni imposti dagli uomini. Già, perché le donne che entravano alla Salpêtrière vi restavano per sempre: anche dopo essere guarite, non potevano uscire senza il consenso di chi le aveva fatte rinchiudere.
Poche le figure maschili presenti nel libro (e, quelle poche, non fanno certo bella figura), sulle quali spicca il neurologo Jean Martin Charcot, il medico della struttura (ruolo che ricopriva anche nella realtà), considerato un precursore di Sigmund Freud e noto in tutta Parigi per i suoi studi sull'ipnosi come cura dell'isteria (non a caso, definita nell'Ottocento "nevrosi femminile"). Charcot tiene ogni settimana delle sedute pubbliche - cui assistono medici, giornalisti, fotografi, curiosi - durante le quali esibisce le pazienti come attrazioni da circo e le induce ad avere attacchi isterici tramite ipnosi, mentre il pubblico guarda a bocca aperta le convulsioni di queste povere donne. Il medico della Salpêtrière non usa catene o camicie di forza, ma "compressori uterini" e sostanze psicotrope per
calmarle.
"Il ballo delle pazze", che dà il titolo al libro, è un'altra delle novità introdotte da Charcot: ogni anno, a primavera, il manicomio femminile apre le porte agli esponenti della Parigi bene in occasione di un ballo in maschera, durante il quale la bella società può avvicinare le internate: donne infelici che vivono ogni anno in attesa di quell'evento grazie al quale, dopo essere state cancellate dalla società, possono tornare a vivere almeno per un giorno.
E' un libro di donne sulle donne, del quale consiglio la lettura soprattutto agli uomini.