Salve buongiorno, apro una discussione, ho un momento di ispirazione! È innegabile che, sia piacevole o triste dato, la responsabilità per la ripartenza gravi sullo Stato. Ovviamente non esiste una sola unica ragione, sta di fatto che dei nostri destini è il padrone.
Ad ogni modo, stante la centralità dell'apparato statuale centrale, è necessario trovare un meccanismo per agganciare tale attore con le componenti della società civile; in una democrazia avanzata questo ruolo è proprio dei partiti politici, che sono canalizzatori delle domande sociali; ovviamente è in vigore un contesto pluralistico, quindi sono necessari più partiti. Ad ogni modo tale compito di canalizzazione, che i politologi chiamano mi sembra gate-keeping, è possibile in un quadro politico stabile e chiaro: è necessario che si sappia quali partiti sono portatori di quali istanze ed è necessario che essi dispongano di una volontà e di una capacità di esprimere queste domande sociali. Oggi, in questo contesto di grave decadimento politico-economico, le istanze socioeconomiche sono certe volte meno rappresentate delle istanze più culturali e inerenti al tema dei diritti civili. Inoltre, ci sono partiti puramente urlatori e qualunquisti che dispongono di un notevole seguito elettorale. Tuttavia se la cerniera tra domande sociali (mutuato dall'inglese social demands) e lo Stato viene a perdersi, si determina una grave diminuzione dell'efficacia dell'azione di governo; solo alcuni settori possono raggiungere il governo, e solo alcune di queste domande sociali viene ad essere presa in considerazione.
In osservanza anche del ddl cost. "Boschi" che "libera" una delle due Camere, sarebbe d'uopo aumentare gli spazi di democrazia, anziché ridurli inopinatamente, tramite la realizzazione almeno di un grande forum permanente in cui tutti i settori della società civile siano adeguatamente rappresentati, senza l'intermediazione spesso inefficiente dei partiti politici.