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Discussione: Vai col gender!

  1. #501
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    RIMINI, MAMMA DENUNCIA L’ALLENATRICE LESBICA DELLA FIGLIA: “L’HA MOLESTATA”
    Divieto d’avvicinamento, emesso dal gip del Tribunale di Rimini, nei confronti di un’allenatrice lesbica che avrebbe molestato e sedotto una sua giocatrice minorenne. La torbida vicenda è emersa in seguito alla denuncia presentata dalla madre della ragazzina che, senza mezzi termini, ha raccontato agli inquirenti di come la figlia fosse finita tra le grinfie della lesbica.
    Una serie di avances che, l’allenatrice, avrebbe rivolto alla ragazzina quando questa non aveva nemmeno 14 anni. Gesti che, però, in un primo tempo non avrebbero mosso sospetti tanto che, la mamma, avrebbe acconsentito diverse volte a far dormire la figlia a casa della donna fino a quando sarebbe scattato il sospetto e, di conseguenza, la denuncia. Toccherà all’allentrice, durante l’interrogatorio di garanzia, fare chiarezza sul suo rapporto con la ragazzina.
    https://voxnews.info/2018/01/25/rimi...lha-molestata/

    CORTOCIRCUITI
    Lei aggredisce lei, ma viene assolta perchè ha troppi ormoni maschili
    Siamo a Radcliffe in Inghilterra. Una donna colpisce violentemente sua “moglie”, ma viene assolta dai giudici perché a causa della sindrome dell’ovaio policistico di cui soffre produce troppi ormoni maschili e dunque è scusata per i suoi eccessi di violenza.
    La sentenza è interessante per più motivi. Intanto una coppia omosessuale femminile si scopre quasi essere una coppia etero, dove c’è una donna che si comporta da donna ed un’altra che invece sembra un uomo. In secondo luogo la mancanza di imputabilità deve preveder l’incapacità di intendere e volere: impossibile da predicare nel caso di un certo squilibrio ormonale. La decisione dei giudici poi ci suggerisce che le persone non possono essere libere dai loro istinti, tesi che alla fine è quella sposata dalle lobby LGBT. Altra riflessione: perché allora non assolvere tutti i maschi violenti dato che loro, certamente, hanno più ormoni maschili della donna lesbica di cui sopra? Infine la sentenza è politicamente corretta: è sempre il maschio il carnefice delle donne e se una donna usa violenza su un’altra donna vuol dire che ha prevalso in lei, senza sua colpa, la parte mascolina, ma dato che alla fine è donna dobbiamo assolverla perché lei stessa vittima del lato oscuro mascolino.
    Nella sentenza però si aggiunge un altro motivo per non condannare la donna: lei da piccola ha assistito ad abusi domestici. Ecco forse spiegata la tendenza omosessuale di questa donna. La vicenda infine comprova che gli atti di violenza su persone omosessuali sono perpetrati spesso, come dimostrano molte ricerche, da altre persone omosessuali.
    Lei aggredisce lei, ma viene assolta perchè ha troppi ormoni maschili - La Nuova Bussola Quotidiana

  2. #502
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Canada, sussidi statali solo a imprese gay friendly
    Il governo canadese offrirà sussidi ad organizzazioni no profit e a piccole imprese, in materia di assunzioni stagionali estive, solo se firmeranno un documento in cui si dichiareranno favorevoli all’aborto e alle rivendicazioni gay.
    Il progetto si chiama Canada Summer Jobs e prevede l’adesione da parte di chi vuole ricevere i fondi ad alcuni principi, quali i “diritti riproduttivi e il diritto a non essere discriminati sulla base del sesso, della religione, della razza, dell’origine nazionale o etnica, del colore, della disabilità mentale o fisica, orientamento sessuale o dell’identità o espressione di genere“.
    Il ricatto è dunque evidente. Organizzazioni cattoliche ed imprese gestite da persone che si ispirano ai valori cristiani saranno messe all’angolo: a loro spetta il dovere di obiettare per opporsi a questa decisione iniqua del governo retto dall'ultraliberale Justin Trudeau.
    Canada, sussidi statali solo a imprese gay friendly - La Nuova Bussola Quotidiana

    QUESTIONI DI LOBBY
    Se i vescovi ci impongono il film "omo"
    Qual è il modo più veloce e sicuro per cambiare la mentalità della gente? Proporre i modelli voluti attraverso le opere di intrattenimento: canzoni, spettacoli tv, film e così via. È per questo che abbiamo via via visto popolarsi le serie tv, soprattutto quelle dirette ad adolescenti, di personaggi felicemente gay; ed è per questo che sempre più spesso chi guarda la tv si trova davanti presentatori e ospiti dello stesso sesso che indugiano nel baciarsi. Uguale al cinema, dove diventa sempre più difficile trovare film importanti che non contemplino almeno un qualche spezzone dedicato alla promozione dell’amore omosessuale. All’inizio si resta scandalizzati, poi si diventa infastiditi, quindi alla fine ci si abitua e chi malgrado tutto non condivide la nuova tendenza si rassegna e al massimo se la prende con i tempi che cambiano.
    E la promozione dell’omosessualità nella Chiesa? Più o meno segue lo stesso indirizzo. Se da una parte si bombardano i fedeli con motivazioni teologiche e pastorali che rendono urgente il riconoscimento dei cattolici Lgbt, con annesse scuse per le “chiusure” del passato, molto più efficace è rendere “familiare” l’unione omosessuale nei media cattolici. Un esempio clamoroso, per non dire scandaloso, lo abbiamo visto in questi giorni, a proposito del film di Luca Guadagnino “Chiamami con il tuo nome”, candidato a ben quattro Oscar. La storia gira tutta intorno all’amore omo che sboccia tra un adolescente e un giovane ricercatore (clicca qui per ulteriori dettagli), ma ciò che non può passare inosservata è la critica entusiastica che al film di Guadagnino riservano il quotidiano Avvenire e la Commissione nazionale per la valutazione dei film (CNVF), entrambi strumenti ufficiali della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
    Per Avvenire, Guadagnino «sembra ispirato da una compostezza, un’eleganza stilistica e un equilibrio narrativo mai raggiunti prima»; e «ci mette il cuore, la propria anima, con una serenità e una leggerezza mai riscontrate prima nel suo cinema». E ancora: «Alcune scene sono esplicite ma mai volgari, e la passione che cresce tra i due giovani si inserisce nel riuscitissimo affresco di una città di provincia dove la noia estiva si sposa al languore». E si potrebbe andare ancora avanti. Mai un cenno al fatto che «la passione che cresce tra i due giovani» sia almeno problematica. No, ci mancherebbe, tutto normale. Anche il fatto che uno dei due ragazzi sia minorenne: tecnicamente non è pedofilia (questa riguarda l’attrazione verso bambini che non hanno ancora raggiunto la pubertà), ma è così anche per la stragrande maggioranza dei casi che vedono protagonisti i preti accusati di abusi sessuali su minorenni.
    Prendiamo dunque nota che per il quotidiano dei vescovi italiani non c’è alcun problema se un maggiorenne ha rapporti omosessuali con un minorenne, anzi ne apprezza la trasposizione poetica.
    Così come del resto fa la Commissione della CEI incaricata di valutare i film, valutazione che – ricordiamolo – serve anche a orientare le scelte delle decine e decine di sale parrocchiali in Italia.
    Ebbene, per la CNVF, il film di Guadagnino è caratterizzato da «struggente malinconia, affidato a toni di estrema pulizia e generosità espressiva»; è «la metafora di un realismo favolistico», e «alla fine vince, in ogni caso, la giovinezza, stagione di errori, illusioni e sogni, durante la quale è bello rischiare e rompere le convenzioni». Anche qui nessun problema sui contenuti, sulla promozione dell’omosessualità, sull’ammiccamento alla pedofilia. Ci mancherebbe.
    Insomma, prepariamoci: la CEI ci vuole tutti proni alla cultura omosessualista.
    Se i vescovi ci impongono il film "omo" - La Nuova Bussola Quotidiana

  3. #503
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    F1 VIETA LE OMBRELLINE: “NON SONO PIÙ APPROPRIATE”
    Anche la F.1 si piega al politicamente corretto e dice addio alle ombrelline: “Non sono più appropriate”. Dal mondiale 2018 basta con le avvenenti ragazze in griglia. Saranno sostituite dal nipotino di Hamilton vestito da principessa?
    Il manager Bratches: “Era una cose da aggiornare per la nostra visione di questo sport: anche se esisteva da tempo, la riteniamo una pratica in contrasto con le norme della società civile e non appropriata per la F.1”. In contrasto con le ‘norme della società civile’.
    Siamo circondati da eunuchi. Ecco perché Trump domina: basta avere un po’ di palle e il mondo è tuo, vista la marea di effemminati che lo sgoverna.
    https://voxnews.info/2018/01/31/f1-v...u-appropriate/

    COPPIA LESBICA TORTURA 3 BIMBI, COSTRETTI A MANGIARE ESCREMENTI
    La polizia del Maryland ha arrestato due lesbiche per aver segregato in casa e torturato tre bambini di 8, 9 e 10 anni. Tra le torture anche quella delle scosse elettriche.
    Non solo. La 29enne Amanda R. Wright e la fidanzata 25enne Besline Joseph non solo avrebbero picchiato ripetutamente i bambini ma li avrebbero anche rinchiusi negli armadi e nello scantinato dell’abitazione di Mardela Springs. E forzati più volte a mangiare escrementi. Wright e Joseph, ora in prigione, dovranno rispondere entrambe, fra gli altri reati contestati, delle accuse di abusi su minori di primo grado.
    https://voxnews.info/2018/02/01/lesb...re-escrementi/

    Incubo sifilide a Bologna, il 70% delle vittime è omosessuale
    di Rodolfo De Mattei
    A Bologna è allarme sifilide che nel 70% dei casi colpisce gli omosessuali. A mettere in guardia i cittadini è la responsabile del centro Malattie a trasmissione sessuale del Sant’Orsola, Antonietta D’Antuono che in un intervista concessa al Resto del Carlino sottolinea come, a partire dai primi anni del 2000, si sia assistiti ad una progressiva e preoccupante impennata di contagi: «Prima vedevamo 20 nuovi casi di infezione attiva, poi sono diventati 60 e infine l’andamento si è stabilizzato tra i 70 e gli 80 casi. Dal 2010, inoltre, stiamo assistendo a un nuovo aumento: 192 casi nel 2013, 170 nel 2014, 223 nel 2015 e 216 nel 2016».
    UOMINI OMOSESSUALI
    Come chiarisce la prof. D’Antuono, rispondendo alla domanda su “chi sono i più colpiti”, le maggiori vittime della sifilide sono gli uomini e in particolare coloro tra questi che hanno rapporti sessuali con persone dello stesso sesso, “Uomini per due terzi e nel 70% omosessuali (Msm), ma ci sono anche persone che hanno rapporti con uomini e donne e persino donne incinte che scoprono l’infezione durante i controlli in gravidanza”.
    GIOVANI E DISINIBITI
    Tra coloro che si presentano presso gli ambulatori del Sant’Orsola, ben il 25% sono giovani sotto i 25 anni di età, che contraggono il virus a causa dei loro disinibiti e promiscui comportamenti sessuali:
    «Nel centro Malattie a trasmissione sessuale arrivano complessivamente 3.500 nuovi pazienti all’anno e gli under 25, con un trend in aumento negli ultimi due anni, sono il 25%. Le visite complessive, compresi i controlli, sfiorano quota 30mila. Abbiamo notato che sono in crescita i giovani che si presentano per fare gli esami di profilassi per le Mst, forse per paura o per maggiore consapevolezza, e in questo sono agevolati dall’accesso diretto. (…) L’informazione sulla sifilide è scarsa. E quando si era diffusa la paura dell’Aids, per un po’ di tempo le persone si sono protette durante i rapporti sessuali. Forse oggi assistiamo a un cambiamento dei costumi, con un abbassamento della guardia rispetto alle misure di protezione e a una maggiore circolazione del Treponema pallidum, il batterio che provoca la sifilide».
    DALL’IDEOLOGIA ALLA REALTA’
    Ancora una volta la cronaca reale squarcia dunque il velo di ipocrisia circa la presunta “normalità” e “bontà” dello stile di vita omosessuale. Come sottolineato dalla stessa specialista del Sant’Orsola, è infatti proprio il “cambiamento dei costumi”, in altre parole la “normalizzazione” di condotte sessuali contro natura, ad aver favorito e scatenato la recrudescenza della sifilide, una malattia che sembrava oramai scomparsa e che si riaffaccia drammaticamente per ammonirci e ricordarci che, anche in amore, esiste una legge naturale da rispettare.
    Incubo sifilide a Bologna, il 70% delle vittime è omosessuale « www.agerecontra.it

  4. #504
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    CORRETTEZZA POLITICA
    Parità di genere: il Canada cambia le parole dell’inno
    Con l’approvazione del Senato la modifica è diventata definitiva dall’1 febbraio: spariscono tutti i termini che potevano riferirsi solo al genere maschile
    di Giuseppe Sarcina, corrispondente da Washington
    Via la parola «figli», plurale maschile e quindi discriminante per tutte le cittadine. Il Senato del Canada ha approvato l’1 febbraio la legge per cambiare l’inno nazionale, sostituendo in realtà poche parole. Il terzo verso finora suonava così: «True patriot love in all thy sons command», che si può tradurre così: «Possa l’autentico amore patriottico impadronirsi di tutti i tuoi figli». La nuova versione chiude la frase con «in all of us» e quindi «Possa l’autentico amore patriottico impadronirsi di tutti noi».
    Nella lingua inglese «all» naturalmente è neutro: vale sia per il maschile che per il femminile e quindi la discriminazione di genere viene superata. La decisione del Parlamento conclude un percorso iniziato esattamente due anni fa, quando il deputato Mauril Bélanger, compagno di partito del primo ministro Justin Trudeau, presentò la proposta per modificare «O Canada».
    Il brano venne composto inizialmente in francese nel 1880 dal poeta e magistrato Adolphe Basile Routhier su musica di Calixa Lavallée. Il testo in inglese risale, invece, al 1906. «O Canada» diventò l’inno ufficiale del Paese solo nel 1980, rimpiazzando, tra l’altro il britannico «God Save the Queen».
    Parità di genere: il Canada cambia le parole dell’inno - Corriere.it

    Quote arcobaleno in sanità
    Manlio Converti, presidente di Amigay che è un’associazione di medici LGBT, pubblica una lettera sul Quotidiano Sanità in cui chiede “riconoscimenti istituzionali, come potrebbero essere le quote arcobaleno”.
    Le quote arcobaleno non hanno ragion d’essere perché, al di là delle riserve morali che concernono la condizione omosessuale e le relative condotte, l’ordine dei medici, come qualsiasi consesso rappresentativo, non deve rappresentare tutte le tipologie dell’umano esistente. A seguire questa logica dovremmo avere rappresentati delle seguenti categorie in ogni parlamento e in ogni ordine professionale: anziani e giovani, abili e disabili, alti e bassi, magri e grassi, sposati e non, juventini, milanisti, etc.
    Inoltre chiedere quote rosa significa ammettere di essere portatori di un handicap connaturato alla condizione omosessuale, handicap che dovrebbe essere invece compensato da un intervento dall’alto. Alle persone disabili è giusto riservare dei parcheggi dedicati – quote di parcheggio: volere simili quote negli ordini professionali per i medici omosessuali non significa forse riconoscersi “disabili” come professionisti proprio perché omosessuali?
    Quote arcobaleno in sanità - La Nuova Bussola Quotidiana

  5. #505
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    La pazzia prosegue: stato di Washington, puoi diventare demigender o binario senza consulto medico
    Il Dipartimento della Salute dello Stato di Washington ha previsto la possibilità di cambiare "sesso" per il tramite di un'autocertificazione. E’ sufficiente che il dichiarante lo faccia tramite un tutore da lui scelto. Quindi non servirà più non solo l’intervento chirurgico, ma anche una semplice visita medica per valutare la sanità mentale del richiedente. Queste nuove regole sono vigenti dal 27 gennaio scorso.
    La persona potrà diventare maschio, femmina oppure X. Il Dipartimento chiarisce cosa si debba intendere con X: “intersessuali, agender, amalgagender, androgino, bigender, demigender, da-femmina-a-maschio, da-maschio-a-femmina, genderfluid, genderqueer, neutri, non binario, pangender, terzo sesso, transgender, transessuale, Due Spiriti e non specificato”.
    Forse chi vuole cambiare sesso potrà anche, secondo le nuove regole, non andare dalla psicologo, ma consigliamo fortemente una visita agli estensori di un simile elenco.
    MiL - Messainlatino.it: La pazzia prosegue: stato di Washington, puoi diventare demigender o binario senza consulto medico

    SI PUÒ FARE: BERMUDA ABOLISCE MATRIMONI GAY
    L’arcipelago delle Bermuda cancella i matrimoni omosessuali, per sostituirli con semplici unioni civili. Il governatore del territorio britannico d’oltremare, John Rankin, ha firmato la legge a riguardo che era stata approvata a grande maggioranza a dicembre da entrambi i rami del parlamento locale.
    L’obiettivo, ha spiegato il governatore, è bilanciare l’opposizione ai matrimoni omosessuali, da un lato, e il rispetto dei pronunciamenti della Corte di giustizia dell’Ue che garantiscono protezione legale alle coppie dello stesso sesso.
    Il governo del Regno Unito si è detto “seriamente deluso” da questa legge, ha detto il portavoce della premier britannica Theresa May, James Slack, ma a suo dire non sarebbe stato corretto da parte del Regno Unito bloccare una legge “democraticamente votata dal parlamento di Bermuda”.
    Quando c’è da difendere un ‘progresso’, ecco che viene buona anche la UE e le manette delle sue corti.
    Comunque sia: è la dimostrazione che dagli errori si può tornare indietro. Soprattutto se, come avvenuto in Italia, sono stati imposti da un governo non eletto.
    https://voxnews.info/2018/02/09/si-p...matrimoni-gay/

  6. #506
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Canada, il serial killer dei gay… è gay.
    La polizia: «Scoperti sei corpi, pensiamo di trovarne ancora». Il 66enne Bruce McArthur contattava uomini più giovani sulle app di dating, li uccideva e li nascondeva nei giardini dei suoi ignari clienti. Si presentava come «un romantico»
    «Non me ne capacito, sembrava così normale» dice adesso Parker Liddle del suo ex giardiniere. La polizia nei giorni scorsi ha scavato nel giardino di Liddle, 75enne residente della Toronto «bene», alla ricerca di resti umani. Sono le vittime del serial killer dei gay: Bruce McArthur, 66 anni, le ha fatte a pezzi e disseminate nei grandi vasi da fiori nelle case che curava per i suoi facoltosi clienti. Gli investigatori ne hanno già recuperati sei, ma hanno requisito almeno 15 grandi fioriere (di quelle usate anche per gli orti urbani) e un terreno che l’uomo usava per depositare gli attrezzi. Stanno inoltre esaminando centinaia di casi di uomini scomparsi.
    McArthur era stato arrestato il 18 gennaio e accusato di due omicidi in connessione alla sparizione dal Gay Village di Toronto di Andrew Kinsman, 49 anni, e Selim Esen, 44, ma il numero di assassinii che gli vengono contestati è presto aumentato e la polizia si aspetta che cresca ancora. Oggi le vittime accertate sono sei.
    «Sono timido e romantico»
    «Posso essere un po’ timido prima di conoscerti meglio, ma nel fondo del cuore sono un romantico» scriveva McArthur sulle app di dating rivolte agli «orsi» della comunità gay con le quali cercava le sue vittime, tutte più giovani di lui. Su Facebook postava invece immagini di gattini, dei due figli e dei nipotini, e foto sue in costume da Babbo Natale. McArthur, che è alto 1 un metro e e 77 centimetri, secondo gli investigatori contattava le sue vittime online e le attirava per incontri sessuali nel furgone che usava anche per lavorare, per poi ucciderle. Vicini e conoscenti lo descrivono come gentile e insospettabile, solo dopo il suo arresto è emerso il suo lato violento. Peter Sgromo, un docente universitario 52enne che aveva conosciuto McArthur a un gruppo di sostegno per uomini gay con figli, ha raccontato alla polizia di come McArthur, che pure non gli aveva mai dato l’impressione di essere aggressivo, durante il sesso è diventato improvvisamente violento: «Stava per rompermi il collo — ha ricordato — pensavo davvero che me lo avrebbe spezzato da come lo torceva». Sgromo, che è ancora più robusto di McArthur, è riuscito a liberarsi con una gomitata e ha interrotto l’incontro, senza però denunciarlo.
    https://www.radiospada.org/2018/02/c...dei-gay-e-gay/

    Trump e la discriminazione gay
    La US General Services Administration (GSA) è un ente del governo degli Stati Uniti che gestisce alcune funzioni delle agenzie governative. Ora la GSA ha pubblicato l’Equal Employment Opportunity (EEO), un documento che indica quali sono i criteri di assunzione da seguire per le agenzie relativamente ai principi di uguaglianza. In esso si dice che le assunzioni non devono discriminare le persone in merito a razza, colore della pelle, provenienza geografica, religione, sesso, età, disabilità e informazioni genetiche. Manca il riferimento all’orientamento sessuale e alla cosiddetta identità di genere.
    Il mondo LGBT è insorto ed ha ricordato che sono ancora vigenti gli ordini esecutivi di Bill Clinton del 1998 e di Barack Obama del 2014 che invece includevano queste due voci. Pare poi che l’EEO del 2015, in cui si escludevano criteri di scelta discriminatori in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere, sia anch’esso vigente, perché mai abrogato.
    Comunque sia, il nuovo EEO è la prova che l’amministrazione Trump vuole smarcarsi dalla presa dell’ideologia gender e che giustamente non vuole riconoscere l’omosessualità e l’identità di genere come realtà naturali al pari di sesso e razza.
    La US General Services Administration e la discriminazione gay - La Nuova Bussola Quotidiana


  7. #507
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    LE NUOVE DIRETTIVE UNESCO PER CORROMPERE I BAMBINI

    Maurizio Blondet 16 febbraio 2018

    L’UNESCO (che è l’agenzia “culturale”” dell’ONU) ha appena pubblicato le direttive globali per i nuovi standard di educazione sessuale da impartire in tutte le scuole ed asili infantili dell’Occidente. Firmata dalla direttrice generale dell’UNESCO, l’ebrea francese Audrey Azoulay, che è stata ministra della “cultura” per Hollande, che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta.
    Fra le cose curiose del testo, c’è che la direttive della “nuova educazione sessuale” , l’UNESCO dice che s’inserisce nel programma politico dell’ONU per il 2030 sullo “Sviluppo Sostenibile” (sic).

    http://unesdoc.unesco.org/images/002...07/260770e.pdf

    L’Unesco prescrive le conoscenze e gli atteggiamenti da inculcare nei giovani secondo ogni classe di età. Si martella sull’esigenza di informare sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate (contraccezione ovunque, l’aborto “laddove è legale”: ecco lo sviluppo sostenibile) e sui “diritti alla salute riproduttiva”; ma non meno martellante è l’insistenza sulla ‘uguaglianza di genere’ e la promozione dell’ideologia di genere. Con particolare cura per l’insegnamento gender ai bambini tra i cinque e gli otto anni.
    In 139 pagine scritte in perfetta neolingua della dittatura LGBT, l’UNESCO sottolinea con forza il “rispetto” per l’orientamento sessuale, il “rifiuto degli stereotipi”, il “diritto” degli scolari di godere dei piaceri della carne, naturalmente condito con gran pedagogia “della responsabilità” da non confondere in alcun modo con la moralità tradizionale. Difatti afferma come cosa fatta che la responsabilità dell’educazione sessuale dei figli va sottratta alla famiglia e ai genitori, e deve essere data allo Stato (che veglia su tutti noi ché non insegniamo ai bambini gli “stereotipi” che mancano di rispetto ai sodomiti). L’educazione alla castità non viene evocata se non per condannarla come malsana, e contraria allo sviluppo sostenibile. Ai bambini viene insegnato a mettere in discussione e persino a rigettare i valori e le convinzioni dei loro genitori sul sesso e sul matrimonio, i bambini devono al più presto “riconoscere” che i loro “valori” possono essere “diversi” dai loro genitori.


    Audrey Azoulay, ebrea francese.
    Il programma pedagogico che l’UNESCO vuole estendere ai bambini del pianeta intero attraverso le sue “linee-guida tecniche” prevede che fin dalla scuola primaria (dai 5 agli 8 anni) gli scolari imparino dall’insegnante l’omosessualità nel quadro di una sessualità sostenibile. Dai 9 ai 12, ai ragazzini e ragazzine viene insegnato come individuare i segnali della gravidanza. Dai 9 anni gli scolari imparano le modalità del piacere maschile e femminile. La masturbazione viene raccomandata purché, stranamente, “in privato”: forse per scongiurare che adulti particolarmente sensibili a queste direttive vengano colti in flagrante pedofilia, insegnando in classe come “toccarsi”? Forse si suggeriscono ripetizioni private in casa? Fuori dagli occhi indiscreti?

    Secondo il nostro ministero e governo, come noto, la “teoria del gender” non esiste, e non viene insegnata nelle scuole, si tratta di una allucinazione di genitori complottisti, gli stessi che credono che 12 vaccini siano dannosi, e che esistono le scie chimiche. Infatti è vero: ecco l’UNESCO prescrivere che i bambini a 5 anni imparino a “definire il genere e il sesso biologico e descrivere la loro differenza”, e vengono invitati a “riflettere sul proprio sentimento di appartenenza a un genere”. Una nozione di cui ciascuno capisce la necessità per preparare i piccini alla dura realtà della vita che li attende nel mondo globalizzato come disoccupati sostituiti da robot e “immigrati”; infatti la “riflessione” sul proprio “sentimento gender” è il preludio necessario per il corso ulteriore: a 9 anni, si chiederà agli scolari di “saper spiegare come l’identità di genere di una persona può non corrispondere al sesso biologico” – e soprattutto a “dimostrare rispetto per l’identità di genere altrui”; dai 5 anni va inculcato il rispetto per le famiglie “diverse”; dai 12, i bambini devono essere già edotti sul fatto che i rapporti omosessuali sono “piacevoli” e non portano affatto infezioni; l’uso del condom sarà insegnato approfonditamente.
    Le conoscenze dei bambini in materie omosex devono essere sistematicamente valutate e tracciate (forse come preludio all’espulsione dalle scuole, come per i non-vaccinati; forse per identificare i renitenti da sottoporre a “corsi di recupero”). Ma non solo i bambini: anche gli insegnanti dovranno essere sottoposti ad un rigoroso programma di indottrinamento, e se occorre di rieducazione, in modo che apprendano a trasmettere le opinioni e i valori richiesti dall’ONU . “Questa formazione può essere inclusa come parte del curriculum degli istituti di formazione degli insegnanti (pre-servizio) o come formazione degli insegnanti in servizio”, spiega il documento dell’UNESCO: è facile capire che questo è un progetto di “selezione” di insegnanti omogenei all’ideologia LGBT e “sbarramento”, quando non licenziamento, di insegnanti non convinti dei “valori ONU”: una intimidazione e discriminazione odiosa basata sulle idee e la morale dei docenti. Possono essere bloccati nella carriera e perdere lo stipendio se non si adeguano alla nuova morale “libertaria”, così come i medici di base possono essere espulsi dal sistema sanitario se si oppongono alle 12 vaccinazioni.

    IL NUOVO “JUS SODOMITICUM”
    Del resto il recentemente nominato alto responsabile delle Nazioni Unite, il thailandese Vitit Muntarbhorn, che è un avvocato “dei diritti” e attivista omosessuale, ha apertamente dichiarato che la libertà religiosa è “secondaria” in confronto alla libertà LGBT; le scuole cattoliche o protestanti “devono” indottrinare sui benefici dell’omosessualità, e fin dalle più tenera età: “Quanto prima, tanto meglio”.

    https://www.thenewamerican.com/cultu...on-on-children
    E’ la dittatura mondiale dei pederasti, che si attua in un nuovo jus sodomiticum obbligatorio, e contrario al diritto naturale. Non a caso la Cassazione ha tolto la faiglia ad una coppia di Casale Monferrato e l’ha resa adottabile, perché la mamma a 57 è “troppo vecchia” e incapace (si noti la neolingua: “di comprendere quali siano i bisogni emotivo affettivi e pratici” della bimba, mentre Niki Vendola, che è diventato “mammo” sodomitico per acquisto di bambino altrui, a 58 anni, non è troppo vecchio e non viene perseguito dalla stessa Cassazione, anzi. Un tipico esempio di “diritto diseguale”, favorevole ai viziosi ricchi e potenti e ostile ai poveri normali. Cosa ci vuole per riconoscere il nuovo totalitarismo?


    lui 58, ma ha più diritti

    lei 57 anni, le hanno tolto la figlia.

    https://www.maurizioblondet.it/le-nu...mpere-bambini/
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #508
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    DANNO I BAMBINI AI GAY, E LI TOLGONO AI GENITORI ANZIANI
    La Cassazione ha confermato l’adottabilità della bimba nata da una coppia di genitori anziani di Casale Monferrato ritenendoli incapaci “di comprendere quali siano i bisogni emotivo affettivi e pratici” della bimba, e risultando il padre “dipendente” dai desideri della moglie. Con il verdetto depositato oggi la Suprema Corte ha confermato la sentenza emessa dalla Corte di appello di Torino nel 2017 nel processo di secondo grado-bis.
    Invece i gay e le lesbiche hanno la capacità di comprendere i “bisogni emotivo affettivi e pratici” dei bambini.
    https://voxnews.info/2018/02/14/dann...itori-anziani/

    HIV, i più a rischio rimangono gli omosessuali
    Secondo le recenti Linee guida Hiv-Aids della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e del Ministero della Salute il 40% dei sieropositivi sono omosessuali maschili. E tenendo conto che la popolazione omosessuale è intorno all’1-2% possiamo ben comprendere come le condotte sessuali omosessuali siano rischiose.
    In merito a tali linee guida c’è un particolare curioso. Come fa notare il dott. Manlio Converti, psichiatra e presidente di Amigay, “è scomparso dall’indice delle Linee guida Hiv-Aids di Simit e ministero della Salute qualsiasi riferimento alle persone gay, bisessuali e transessuali, ancorché citate nei lavori scientifici e nelle stesse linee guida più spesso come MSM (uomini che fanno sesso con altri uomini) o TGW (Trans Gender Woman)”. In breve: i gay sono categoria a rischio, se ne parla diffusamente nelle Linee guida allora perché non dedicare a loro una sezione specifica?
    Questo accade perché il politicamente corretto è vittima di sé stesso. Se gli autori delle Linee guida avessero dedicato una sezione alle persone LGBT sarebbero stati tacciati di discriminazione perché avrebbero associato le persone LGBT ad alcuni gravi patologie, quasi a voler stigmatizzare le condotte sessuali di queste ultime. Se al contrario, come è avvenuto, non si dedica una sezione specifica la sentenza di omofobia viene pronunciata ugualmente dal momento che, come annota il militante Converti, “è inaccettabile perché oggettivamente aumenta la negazione, nega informazioni vitali e aumenta la morbilità e mortalità delle persone LGBT”. Un bel cortocircuito.
    HIV, i più a rischio rimangono gli omosessuali - La Nuova Bussola Quotidiana

  9. #509
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    GENDERCRAZIA
    "Mia figlia non è maschio": sospesa la patria potestà
    Dopo decenni di martellamento ideologico, un tribunale dell'Ohio ha sospeso la potestà genitoriale di una famiglia in disaccordo con chi vuole risolvere i problemi psicologici della figlia, che si pensa un maschio, con i trattamenti ormonali. Ma qual è il vero obiettivo di un potere che asseconda i disagi anziché provare a risolverli?
    Sono circa trent’anni che nei programmi, obiettivi e conferenze “educative” degli enti internazionali la famiglia non viene più citata, ma vista anzi come un ostacolo alla libertà di scelta dei figli. Così dopo decenni di martellamento ideologico che parte dalla concezione erronea di libertà ormai assunta per osmosi dalla maggioranza degli occidentali che si illude di essere in grado di autodeterminarsi, una famiglia si è vista sospendere la potestà genitoriale sulla figlia perché in disaccordo con chi voleva risolvere i suoi problemi psicologici con trattamenti ormonali per il cambiamento di sesso.
    Già negli anni Settanta si cominciò a parlare di programmi di “educazione tra pari”, per entrare nelle scuole ad insegnare la sessualità ai piccoli, la contraccezione, l’aborto e il sesso libero, fino ad arrivare alle leggi odierne (come quelle canadesi) che riconoscono un presunto "diritto sessuale" e anche "religioso" dei bambini a cui le famiglie devono obbedire se non vogliono essere denunciate. Sappiamo che anche l'UNICEF o l'UNFPA ormai parlano dei "diritti sessuali e riproduttivi" come "diritti dei bambini", così come l'Oms che caldeggia l'educazione sessuale fin dall'asilo.
    Una mentalità ormai tanto diffusa da portare un tribunale dell'Ohio a sospendere la potestà genitoriale dei genitori di una diciassettenne che si identifica come un uomo e la cui famiglia è in causa con gli “esperti” del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, convinti che debba essere sottoposta a terapia ormonale. Questi ultimi hanno infatti testimoniato contro il padre che si rifiutava di chiamare la figlia con un nome maschile, identificando la causa dei pensieri suicidi della minorenne con tale rifiuto di confermarla nel suo stato mentale confuso e ferito.
    Ma la ragazza era già stata ricoverata a 15 anni a causa di una depressione e di una cosiddetta “disforia di genere”, definita dall’American Psychiatric Association (Apa) come “un conflitto fra il sesso biologico della persona e il genere con cui si identifica”. Com’è possibile allora che un “conflitto”, come lo chiama la stessa Apa, ora venga risolto non tanto cercando la causa che lo genera bensì assecondandolo? Non sarebbe un po’ come dire a chi è convinto di essere un gatto, di poterlo curarlo mettendogli la coda?
    Eppure la giovane ora è sotto la custodia legale dei servizi sociali della contea di Hamilton che hanno stabilito che debba vivere temporaneamente a casa dei nonni, i quali hanno deciso di assecondarla nel suo credersi un uomo: “Pensiamo che i nonni siano quelli con una mentalità e una volontà più aperte”, ha perciò dichiarato l’avvocato rappresentante della diciassettenne, Paul Hunt. Pertanto la Corte sta pensando di trasferire a loro la custodia legale. I medici sostengono, infatti, che la ragazzina starebbe meglio da quando ha cominciato la terapia psicologica, ma che occorrerebbe procedere immediatamente ai trattamenti ormonali per ridurre il rischio di suicidio.
    Non importa se i genitori hanno dichiarato di amare la figlia, per cui dicono di soffrire, essendo disposti a lasciarla vivere dai nonni, ma domandando che almeno non si proceda con i bombardamenti ormonali. Dato che, ha spiegato Karen Brinkman, avvocato dei genitori, “questa ragazzina non è in grado di prendere ora una decisione che potrebbe alterare tutta la sua vita”. Solo per questo i genitori chiedono che sia riconosciuta la loro potestà genitoriale, “così da prendere le decisioni mediche che ritengono essere le migliori per la loro figlia fino al compimento dei 18 anni”. Ovviamente la famiglia è stata attaccata dall’avvocato dell’ospedale, Donald Clancy, perché secondo lui ciò che li spinge è solo il credo religioso (come se questo fosse per forza irragionevole e sbagliato): “Il padre - ha continuato Clancy - ha dichiarato che ogni cambiamento di sesso va contro ciò in cui crede e che lasciare che la ragazzina avvii la transazione è come strappargli il cuore dal petto”. L’uomo ha poi, ragionevolmente aggiunto, che assecondare la figlia significherebbe alterare la percezione della realtà anche dei suoi fratelli.
    Brinkman ha quindi replicato sul fatto che la motivazione dei genitori non combacia solo con la loro fede ma con una ricerca fatta di “contatti con professionisti del settore medico con migliaia di ore di ricerche, con l’osservazione della loro figlia”, convincendoli che “un trattamento ormonale le farebbe più bene che male”. Ma secondo l’accusa la famiglia sarebbe persino colpevole di averla traumatizzata, iscrivendola ad una scuola cattolica dove veniva chiamata con il suo nome di battesimo. Persino i documenti legali le recherebbero “un trauma”. L’avvocato dei nonni spinge quindi per il cambiamento dei documenti.
    Insomma, da quando i figli sono diventati dello Stato, prima attraverso campagne martellanti di sessualizzazione fuori da ogni limite, diffuse grazie alla presenza invasiva dei media e dalle scuole, chi osa rispettare la realtà, convinto che un desiderio non corrisponda necessariamente ad essa, viene privato dei suoi diritti fondamentali. I nuovi nemici dello Stato dunque non sono tanto le famiglie in generale, o come un tempo stabiliva il diritto minorile quelle che vanno oggettivamente contro il bene dei ragazzi, ma quelle che non concepiscono la libertà come un assoluto senza vincoli.
    Resta però una domanda: perché allora non togliere la patria potestà anche a quei genitori di figlie anoressiche che non le assecondano nella loro convinzione di non dover mangiare perché si sentono grasse, ma che cercano anche tramite una terapia di aiutarle ad accettare la realtà e ad amarsi senza fuggire da se stesse? Forse perché in realtà l’interesse del potere non è tanto quello di assecondare ogni delirio, ma di farlo quando questo serve alla destrutturazione dell’identità più profonda della persona, raggiunta primariamente attraverso la sessualizzazione libera dei bambini (coronamento del potere sugli indifesi cominciato prima con l’aborto e che ora si spinge verso la pedofilia).
    "Mia figlia non è maschio": sospesa la patria potestà - La Nuova Bussola Quotidiana

    Il ritorno del bus contro l'ideologia gender
    Il bus contro l'ideologia gender torna nelle piazze italiane. Ecco il secondo tour organizzato dagli attivisti pro life. Facile prevedere polemiche
    Francesco Boezi
    Il bus antigender è tornato. La prima opera di sensibilizzazione contro quella "colonizzazione ideologica", campagna che si era svolta durante lo scorso autunno, aveva toccato numerose città italiane.
    L'equivalente iniziativa sudamericana, peraltro, era stata criticata persino da George Soros. "A false narrative has taken root in Latin America...", aveva postato su Twitter il magnate, sottolineando come, secondo il punto di vista di un articolo pubblicato sul sito di Open Society, la narrativa messa in campo dall'iniziativa della fondazione non rispettasse la realtà dei fatti. Il gender, per alcuni, continua a non essere etichettabile come un'ideologia. CitizenGo e Generazione Famiglia, almeno per quanto riguarda l'Italia, hanno rimesso in moto la loro macchina organizzativa.
    L'autobus che si propone di contrastare la diffusione del gender nelle scuole inizierà il suo secondo tour italiano il prossimo sabato 20 febbraio, a Reggio Calabria. Poi sarà la volta di Catania, Livorno, Torino, Milano, Verona, Bologna, Cesena, Pescara e infine Roma, dove la campagna si concluderà il 27 febbraio, forse simbolicamente, davanti alla sede della Corte di Cassazione.
    Il fine è sempre lo stesso: "La sosta durerà all'incirca un'ora e mezza, durante la quale regaleremo a chi ci raggiungerà i Vademecum per Genitori Protagonisti nelle Scuole e la maglietta ufficiale del Tour 2018 - ha scritto Filippo Savarese, che è uno degli organizzatori del tour, su Facebook -. Prima e durante la sosta, gli attivisti pro life si muoveranno all'interno delle città mostrando il messaggio "cubitale" esposto sul bus che recita: "Non confondete l'identità sessuale dei bambini". Volantini, contro "la confusione" sull'identità sessuale di cui i bambini sarebbero finiti per diventare loro malgrado vittime, poi, saranno distribuiti alle persone interessate.
    "Non possiamo tollerare che insegnino ai nostri figli e nipoti che si può scegliere sin dalla più tenera età se essere maschi, femmine o altri 'generi' neutrali", hanno scritto gli stessi promotori sul sito ufficiale dell'iniziativa. "Abbiamo aumentato le tappe del tour rispetto alla volta scorsa - hanno aggiunto - per raggiungere città in cui non eravamo potuti arrivare. Se ci aiuterete a renderlo possibile, nei prossimi tour potremo aumentarle ancor più!". Le precedenti manifestazioni, sarà bene ricordarlo, sono state accompagnate da numerose polemiche. Il messaggio che questo autobus ha portato in dote per la prima volta quattro mesi fa, insomma, non è di certo passato inosservato.
    "Tutto ci dice che si sta preparando una nuova, grande ondata ideologica nelle scuole italiane. La lobby del movimento Lesbiche-Gay-Bisessuali-Transessuali (LGBT) si sta riorganizzando per tornare prepotentemente nelle classi dei nostri figli e dei nostri nipoti con altri progetti fondati sull’ideologia gender", hanno dichiarato gli organizzatori. Una "lobby" che opererebbe "per dire che non si nasce uomini e donne. Che l’identità sessuale cambia, anche a piacimento. Che un’identità sessuale vera e propria, in fondo, non esista nemmeno". Per tutti questi motivi, in definitiva, le due organizzazioni citate hanno optato per un secondo tour del bus della libertà.
    Generazione Famiglia, intanto, ha lanciato un'ulteriore campagna finalizzata, questa volta, all'abolizione dell'UNAR: "La nomina di Luigi Manconi a nuovo coordinatore dell’UNAR da parte di Paolo Gentiloni conferma che il Partito Democratico usa quest’organo del Governo come avamposto della grande colonizzazione ideologica che mira a distruggere l’antropologia autenticamente umana soprattutto nella formazione dei ragazzi nelle scuole", ha affermato sempre Savarese mediante una nota. Partito Democratico e ideologia gender, per i militanti pro life, rappresentano un connubio difficilmente scindibile. E Luigi Manconi, che non avrebbe trovato posto nelle liste stilate da Matteo Renzi, sarebbe stato "riciclato" in questo posto strategico per la diffusione di una certa cultura.
    Il ritorno del bus contro l'ideologia gender


  10. #510
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Io a dir la verità ho visto dei bus con la pubblicità elettorale.
    "PENSA ALLA FAMIGLIA - VOTA PD".
    Da voltastomaco.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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