
Originariamente Scritto da
cireno
io sono agnostico, come ho già detto e siccome "non muove foglia che Dio non voglia" è Dio che lo vuole. Mia nonna aveva un cognome ebreo, era ebrea ma andava in chiesa tutte le mattine. Lei non sapeva niente di passate religioni, di Baal o di Yaweh, lei era certa che Dio esistesse e andava a parlargli in chiesa ogni giorno.
Io conosco molto delle antiche civiltà, e delle loro religioni, e certe cose mi disturberebbero se intendessi credere a Dio. Per esempio:
-ho già scritto in altro thread della nascita di Krishna dalla vergine Divaki, messa incinta dal Sole dei Soli Maradiva dopo che un sonno profondo l’aveva colpita. Krishna diventerà Visnu per la religione indiana. Poi nel Vangelo viene raccontata la stessa storia: la vergine Maria che rimane incinta dal seme di Dio e la nascita del Cristo. Una combinazione.
Nessuna combinazione, tutte le religioni monoteiste che conosciamo nascono dalla religione sumerica, dove Baal è il gemello di Jahveh, stesso dio antropomorfo, cioè simile all’essere umano. La Bibbia narra del diluvio che Dio ha mandato sulla terra per distruggere quello che aveva creato, chiama Noè e gli dice di fare una barca ecc.ecc, conosciamo tutti la storia. Bene, nel Poema di Gilgamesh, poema sumerico trovato su tavolette scritte in carattere cuneiforme almeno duemila anni prima di Cristo, troviamo la stessa storia: un Noè sumerico che si chiamava Ut-napishtim che aveva fatto le stesse cose di Noè sempre sulle parole qui però sussurategli di nascosto da un Dio.
Ma non è un caso, semplicemente è un copia-incolla, anche se diversi sono gli intendimenti. Perfino i nomi sono simili: Noè vuol dire, in una radice semitica, “colui che prolunga” e Ut-napishtim ha lo stesso significato, ma ancora di più: anche la storia del Noè sumerico è copiata da una precedente, dove il Noè si chiamava Ziusudra che in sumerico antico voleva dire sempre la stessa cosa.
Ut-napishtim diventa alla fine un dio, anche se minore, con il dono dell’immortalità. E ecco che Gilgamesh preoccupato dalla idea della morte lo va a trovare e qui gli viene spiegato che una pianta che sta in fondo al mare può dare la perduta giovineza, Gilgamesh va, pesca la pianta e si avvia verso la città per dare la lieta novella con la pianta in mano. Ma, accaldato e assetato, si ferma a un pozzo, appoggia la pianta e vi si immerge. Arriva un serpente e si mangia la pianta, e subito perde la vecchia pelle e torna giovane: e qui nasce la leggenda del perché il serpente muta la pelle, e anche quella del serpente cattivo che poi nella Bibbia tenterà Eva con la famosa mela.
Le somiglianze sono altre ancora ma del resto Baal, il dio sumerico che si adorava nella civiltà assiro-babilonese, è stato per secoli anche il dio dei semiti, anzi delle dodici tribù che poi sono diventate Israele e che si sono inventate Yaweh. Niente di cui stupirsi, quindi.
Niente di cui stupirsi ma certamente molto su cui riflettere, per me, non certo per mia nonna.