Povero popolo degli studi settore
Ammonta a 27.500 euro l’anno la busta paga lorda media del popolo degli studi di settore. Tre milioni e mezzo di contribuenti tra piccoli imprenditori, professionisti, commercianti, ambulanti e artigiani sparsi lungo lo Stivale che hanno pagato a caro prezzo il costo della crisi. Basta pensare che rispetto al 2007 è diminuito sia il loro numero (6%) che il reddito (-6,6%). Una contrazione che interessa tutti i settori e in modo particolare quello manifatturiero (-14%). Così come emerge dalla fotografia scattata dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.
Detto che i lavoratori autonomi milanesi sono i più ricchi, vantando redditi per 38.100 euro l’anno, mentre a Vibo Valentia sono state presentate le dichiarazioni di commercianti e artigiani più leggere (15.300 euro), le tabelle mostrano comunque un’Italia delle professioni con redditi mediamente modesti con una sfilza di autonomi che vive sotto i 15-16.000 euro l'anno: dai parrucchieri (11.400) ai macellai (16.000), passando per gli orefici (14.300) e i gestori degli impianti sportivi (4.800 euro).
E ci sono persino delle categorie che sono addirittura vicine alla soglia di povertà. Secondo il Dipartimento delle Finanze tra queste figurano gli antiquari (10.100 euro), i fiorai (11.900) e i tassisti (14.500 euro). Ma anche gli albergatori se la passano non proprio bene, almeno stando ai loro Unico: dichiarano un reddito di 13.200 euro l'anno, quasi la metà di coloro che gestiscono camping (23.200).
Non va meglio a bar e ristoranti: i primi dichiarano mediamente 16.300 euro, i secondi 14.500.
Redditi decisamente bassi anche per i proprietari di discoteche e sale da ballo (5.800 euro). E sotto i 5mila euro ci sono anche i gestori di centri benessere (3.700 euro) e di palestre (4.800 euro).
E' certo, comunque, che sono i pescatori i più poveri in assoluto: vivono con un reddito di 2.100 euro l'anno. Mentre dall'altro lato della classifica ci sono i ricchissimi notai che vantano un reddito medio di 327.000 euro
E lo stesso trend negativo si registra anche dal punto di vista geografico: i dati del Mef evidenziano, infatti, una diminuzione piuttosto omogenea in tutte le aree territoriali.
In particolare, in Lombardia tutte le province sono sopra la media italiana di ventisettimila euro. Una situazione simile nelle altre regioni del Nord, con qualche sporadica eccezione. Al Sud, invece, le dichiarazioni di commercianti e artigiani mostrano redditi sotto i 20.000 euro.
Capitolo a parte, infine, per il regime dei contribuenti minimi, ai quali non si applicano gli studi di settore. Il numero di “persone fisiche con ricavi/compensi fino a 30.000 euro” scende di circa 250.000 soggetti (-26%)
da miaeconomia.leonardo.it (25/06/2010)
Secondo voi questi redditi sono "credibili"....???
Saluti




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iaociao:IMPERIUS
