Ci sono tragedie di fronte alle quali preferiamo chiudere gli occhi
ci sono mondi a noi lontani e volutamente sconosciuti in cui la sofferenza e la tortura si consumano con silenziosa indifferenza
ci sono animali ai quali la bestialità umana ha sottratto ogni gioia di vivere.
C’è una sorta di compiaciuto cinismo nell’idea che la distanza psicologica, geografica e morale, da umilianti torture d’umiliate vittime, possa lenire il dolore di una sofferenza annunciata e predetta, conosciuta e obliterata, condannata ma mai punita.
Esiste una macabra compiacenza nel sapere che si è fatto, ma non abbastanza da
contribuire alla fine del problema..
C'è una triste e incompleta
speranza nel sapere che altri faranno senza capire che noi stessi dovremmo,
senza aspettare gesta altrui..
La felicità di sapere che qualcuno ha
fatto sparisce con il peso della colpa di non essere quel
qualcuno..
Come sosteneva Albert Einstein
“il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza dire nulla”.
A.L.F.





Rispondi Citando

