

NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA LIBERA SENZA CONTROLLO.
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


Ottimo 3d che dovrebbe stare in evidenza.
Aggiungo ed aggiungerò tempo permettendo.
Elvira Moragas Cantarero
«Viva Cristo Re!». E’ l’ultima frase scritta da Suor Elvira prima di essere fucilata il 15 agosto 1936. Le milizie repubblicane spagnole l’avevano interrogata a lungo nella famigerata prigione di via Marqués del Riscal. Ma lei era rimasta serena e aveva continuato a stringere in mano la sua corona del rosario.
Elvira Moragas Cantarero era nata l’8 gennaio 1881 a San Martino di Tillo, nella provincia di Toledo, da Ricardo e Isabel, entrambi fortemente cristiani. Quando Elvira aveva 5 anni la famiglia si trasferì a Madrid e alcuni anni dopo la sorella Sagrario e poi il padre morirono.
Elvira ricevette in famiglia una solida cultura umanistica che approfondì e perfezionò a Madrid, nella scuola delle suore Mercedarie di San Fernando. E dopo aver frequentato gli studi superiori nell’Istituto Cardenal Cisneros, s’iscrisse alla Facoltà di farmacia – unica donna fra 85 studenti. Appena laureata iniziò a gestire personalmente l’attività di famiglia. Sotto la sua guida fu introdotto nella farmacia il giorno dedicato all’elemosina: ogni sabato i poveri e i bisognosi usufruivano di farmaci gratuiti, una consuetudine che durò per molto tempo, fin dopo la Guerra Civile che sarebbe scoppiata di lì a qualche anno.
Quando anche il fratello Riccardo conseguì la laurea in farmacia, Elvira poté finalmente prendere i voti, un’aspirazione che teneva nel cuore già prima della morte di suo padre. Nel giugno del 1915 entrò nel monastero delle Carmelitane Scalze di Santa Ana y San José. La maestra delle novizie la descrisse come «una donna forte ed energica, capace di portare a termine i più grandi ideali di santità». Prese il nome religioso di Maria Sagrario e nel triennio 1927-1930 fu nominata priora.
Quando il primo luglio 1936 venne eletta priora per la seconda volta, mancavano pochi giorni all’inizio della Guerra Civile che avrebbe insanguinato la Spagna e colpito con inaudita violenza la Chiesa cattolica, portando al martirio migliaia di uomini e donne. Il 20 luglio il Convento venne attaccato dalle milizie repubblicane, le monache vennero scacciate, ma suor Sagrario – rifiutando di unirsi alla fuga verso la città di Pinto di suo fratello Riccardo – preferì rimanere con le sue consorelle, disperse in città. Il 14 agosto fu arrestata mentre era rifugiata nella casa dei familiari di una consorella. Venne condotta nella famigerata prigione di via Marqués del Riscal. Qui fu interrogata più volte, rimanendo serena e tenendo sempre in mano la sua corona del rosario. A notte già inoltrata, i miliziani volevano obbligarla a scrivere qualcosa su un foglio: alla fine suor Maria Sagrario, si inginocchiò, e dopo alcuni istanti di preghiera, su quel foglio scrisse «Viva Cristo Re!». All’alba, fra insulti e bestemmie, venne condotta nella prigione di San Isidro e nelle prime ore del mattino del 15 agosto venne fucilata.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

