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Continua la strage di elefanti nello Zimbabwe: altri 22 esemplari sono stati uccisi con il cianuro nei giorni scorsi nel parco nazionale di Hwange e il bilancio generale sale così a 62 morti nell’ultimo mese.


«Sospettiamo siano stati i bracconieri», ha detto la portavoce del parco, Caroline Washaya-Moyo. E l’ipotesi è più che fondata visto che in quasi tutti i casi la tecnica utilizzata è sempre la stessa: gli animali sono stati avvelenati con il cianuro iniettato nelle arance. «Non sappiamo ancora a quanti siano state tolte le zanne perché ci sono anche dei cuccioli fra le vittime» ammettono i gestori del parco, ma l’obiettivo è sempre quello dato l’elevato valore dell’avorio: nel complesso il Wwf ha stimato che a livello mondiale il mercato dell’avorio genera un giro d’affari di 23 miliardi di dollari l’anno, il quarto dopo quello della droga, delle armi e degli esseri umani. (...)
Uno sforzo che sembra senza speranza sia per la difficoltà di evitare le uccisioni, sia per i deterrenti che non sempre hanno efficacia: lo scorso anno, cinque persone accusate di aver contaminato con il cianuro le pozze d’acqua nella riserva Ngamo Safaris sono state condannate al carcere, con pene tra i 4 e i 14 anni.
È strage d?elefanti in Zimbabwe: 62 avvelenati in un mese - La Stampa

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