Amici, indagine catastrofica per i gufi ed esaltante per zio Brunik che, ex voce nel deserto ora sempre meno solitaria, da un anno vi predica che quando Bob Dylan cantava "The Times they are a'changing" si riferiva proprio al 2015 renziano.
Pure sull'euro gli italiani hanno ricominciato a ragionare.
http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/crisi-gli-italiani-sono-piu-ottimisti-il-2015-sara-l-anno-della-svolta-_2140687-201502a.shtml
Crisi, gli italiani sono più ottimisti:
"Il 2015 sarà l'anno della svolta"
Per la prima volta da quattro anni il numero dei soddisfatti supera quello degli insoddisfatti. Migliora il tenore di vita e 36 italiani su cento hanno fiducia nel futuro
131 - La crisi, in Italia, colpisce ancora una famiglia su 4, ma il 2015 viene ormai percepito da molti come l'anno della svolta. E per la prima volta dopo 4 anni il numero dei soddisfatti della propria situazione economica supera quello degli insoddisfatti. A indicarlo è l'indagine Acri-Ipsos sul risparmio, secondo cui una persona su 20 ha visto un miglioramento del proprio tenore di vita e il 36% ha fiducia nel futuro dell'Italia.
A confermare il miglioramento della congiuntura italiana, sono sempre più numerose le persone che tornano a concentrarsi sul presente piuttosto che sul futuro, con un atteggiamento di spesa più rilassato. Secondo l'indagine Acri-Ipsos, questo si verifica soprattutto tra le classi medie e più abbienti, che tornano a consumare. Le loro spese si orientano soprattutto su elettronica, telefonia, alimentari e auto. Da sottolineare però che ancora oggi quasi una famiglia su quattro (il 23%, di meno rispetto al 2014) afferma che non riuscirebbe, con risorse proprie, affrontare una spesa improvvisa di mille euro.
Euro: maggioranza degli italiani crede alla sua utilità nel lungo periodo - La moneta unica continua a non soddisfare gli italiani. L'indagine dice che quasi tre italiani su quattro non ne sono contenti: il 71%, dato in leggero calo rispetto al 74% del 2014. Secondo il sondaggio, tuttavia, la maggior parte degli italiani crede nell'utilità dell'euro nel lungo periodo.
Il 51% sono certi che tra vent'anni essere nell'euro sarà un vantaggio; il 36% pensa invece che essere nell'euro sarà uno svantaggio anche fra 20 anni (erano il 34% nel 2014); il 13% non ha opinioni in merito.
In ogni caso, l'Europa viene assolta dalla responsabilità della crisi italiana: solo il 4% dei cittadini imputa ogni colpa all'Europa e ben il 48% ritiene che la situazione attuale sia causata dal malgoverno del Paese negli ultimi anni e dalle mancate riforme (questo dato arriva al 53% nel Sud Italia); il 20% dice che le responsabilità vanno divise equamente tra Italia ed Europa; infine, il 26% (in crescita rispetto al 19% del 2014) attribuisce le cause della difficile situazione attuale alle crisi cicliche che hanno dimensioni mondiali e molteplici motivazioni (il 2% non ha un'opinione). Gli italiani, seppur delusi, ritengono che in questa situazione l'Unione europea sia soprattutto un importante e indispensabile aiuto in un momento di crisi (55%), anche se non sono pochi coloro che la ritengono un ulteriore aggravio che rende ancor più complesso il superamento della crisi (44%).




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