Prodi: 2007 anno della svolta




«Il 2007 anno della svolta». Una svolta ancora tutta da costruire ma già fondata su solide basi: il lavoro di questi mesi, una «Finanziaria non esaurisce la politica del Governo, ma ha posto le premesse per una seria politica di sviluppo. È un Prodi disteso ma deciso quello che racconta la sua scommessa ai giornalisti nella tradizionale conferenza stampa di fine anno. Risponde alle domande sul bilancio del 2006, ma guarda soprattutto alle iniziative che dovranno prendere vita nell´anno che sta per iniziare.

Per il presidente del Consiglio il Paese si sta ormai lasciando alle spalle un clima di «rassegnazione e di declino». Ma ora il disegno «per un'Italia più giusta, dinamica e forte, va colorato con il coraggio, la coesione e la generosità». La scommessa si gioca sulla crescita: «Restituire all´impresa e al lavoro la centralità che spetta loro, finora sacrificata a favore della rendita. Aprire un'impresa in un giorno semplificando le procedure burocratiche». La manovra appena approvata, secondo Prodi, va in questa direzione: «Con la Finanziaria abbiamo iniettato nel sistema delle imprese 5 miliardi di euro per il 2007 che diventeranno 9 nel 2008». Nessun dubbio, allora: «È una finanziaria che tocca molti tasti dell'economia e molti aspetti della vita di tutti noi. Come tale era inevitabile che creasse inquietudini e anche qualche incomprensione. Ma è una manovra che porta di nuovo l'Italia fra i protagonisti dell'Unione Europea».



L'agenda di governo. «Pensioni: no ai disincentivi»



Fittissima l´agenda dei prossimi impegni del governo e della maggioranza. Prodi se ne fa carico ad uno ad uno, senza eludere i nodi. Sulle pensioni invita a «non ricominciare con il tormentone, con drammatizzazioni artificiali e con i balletti di ipotesi presentati come decisioni». Però due cose le dice. Primo: «Voglio tranquillizzare tutti gli italiani: la riforma corposa l'abbiamo già fatta. Il sistema va solo affinato e adattato ai mutamenti demografici, un problema che hanno tutti i paesi». L´obiettivo è «offrire garanzie ai deboli e garantire ai giovani la sostenibilità del sistema, perciò in Finanziaria abbiamo voluto accelerare sulla previdenza complementare». Secondo punto, per essere ancora più chiari: no ai disincentivi, «se noi abbiamo come obiettivo che qualcuno rimanga nel mercato del lavoro daremo incentivi a chi rimane».

Il futuro, per altro, non è fatto solo di riforma delle pensioni. Fra le prossime sfide del governo «ci sarà un'azione ampia per ridurre drasticamente i tempi della Giustizia» e la sfida di «mettere al centro della politica la questione della sicurezza». Servirà «un patto per la difesa del potere d'acquisto» dei cittadini. E «un patto per la qualità della pubblica amministrazione» per «ridurre i costi della politica e «procedere alla razionalizzazione della spesa in modo capillare e rendere la Pubblica amministrazione più snella e semplice».



Le sfide della politica. «Cinque anni mi bastano»


Nascosto fra le pieghe della lunga conferenza stampa c´è anche un annuncio importante. A chi gli chiede se tra cinque anni il candidato del centrosinistra sarà ancora lui, Prodi risponde sicuro: «Credo che cinque anni di lavoro intenso siano sufficienti». Grande fiducia sulla durata della legislatura: «Abbiamo vinto con questa maggioranza. questa maggioranza è capace di prendere decisioni e le prenderà anche in futuro». Con o senza il partito democratico? «La maggioranza può vivere senza il Partito Democratico ma l'Italia, che ha bisogno di forza e stabilità nella sua rappresentanza politica, ha bisogno del Partito Democratico», replica deciso il premier. E le differenze con la sinistra radicale e tensioni sul partito democratico creeranno problemi al governo? «Sarò un´incosciente ma non vedo rischi di rottura.

Fra le risposte del presidente del consiglio ce n´è anche una sulla morte di Piero Welby: «Sono contrario all'eutanasia, ma sono contrario anche all'accanimento terapeutico che, in molti casi, diventa una forma di angoscia», commenta Prodi, con un pensiero anche alla decisione del Vaticano di negare i funerali religiosi: «Non entro nel merito della decisione dell'autorità ecclesiastica, ma credo molto nella grandezza della misericordia di Dio».

Non mancano questioni di strettissima attualità giornalistica. Una via per Bettino Craxi? Si può fare. «Se gli dedicassero una via a Sigonella credo che sarebbe giusto».

Prodi ha aperto la sua conferenza stampa parlando della vertenza dei giornalisti: «Ritengo prioritario e urgente che le parti si ritrovino ad un tavolo di trattative per arrivare finalmente ad una soluzione positiva. Lo dico perché in questa controversia non è in gioco solo il vostro futuro, ma il futuro dell'intero sistema di informazione in Italia».