non è che posandosi formano un altra cosa, sempre le stesse ceneri sono e degli stessi giganti, che erano fratelli
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Io supererei questo discorso sterile introducendo una domanda: come intendono il tempo i pagani? Esiste un inizio esiste una fine?
Il tempo dei pagani è ciclico, è quello dei romani, mentre i cristiani hanno il tempo lineare e la rinascita nella carne, ovvero la parusia.
Allora domanda ai cristiani come fanno ha coniugare l'anima con il tempo lineare e la rinascita nella carne. Per questo era interdetta ai cristiani la cremazione fino a poco tempo fa. Oggi ormai sono allo sbando e tutto va bene.......anche se in contraddizione con tutto quello che i concili hanno sancito.....
Concetti di tempo ciclico o lineare possono essere sintetizzati (ma non troppo) nella concezione greco-pagana e cristiana Agostiniana.
Il concetto di ciclo o circolo è tipicamente greco, e caratterizza una concezione del tempo di chiara impronta naturalistica, basata sulla ciclicità: il ripetersi delle stagioni, il ciclico ripresentarsi delle costellazioni nel cielo, il ritmo biologico naturale, ecc. La concezione greca della storia non fa eccezione, ed è anch’essa circolare. Essendo la natura umana immutabile, ogni evento è destinato a ripetersi nelle sue linee essenziali.Un altro esempio di ciclicità è la teoria delle quattro età del mondo (oro, argento, bronzo, ferro), presente in Esiodo.Gli stoici credevano nel concetto di «palingenesi», cioè l’esatta riproduzione degli stessi eventi e delle stesse persone e cose in ogni ciclo), in altre, i grandi cicli si ripetono in maniera sempre diversa.
Agostino introduce la concezione lineare del tempo. Secondo la teologia cristiana il tempo è stato creato da Dio con il mondo e non è infinito; ha avuto un inizio e avrà una fine, con il ritorno a Dio e all’eternità. Una confutazione pagana riteneva che Dio fosse stato inattivo prima di decidersi a creare il mondo. Questo ragionamento presuppone, che Dio viva nel tempo, quando invece vive nell’eternità.la creazione non è avvenuta nel tempo; il tempo è stato creato col mondo.
È l’anima che, invece, misura il tempo e tutto si riduce a un istante fuggevole che muta continuamente: il passato infatti è l’attenzione presente che poniamo sui dati della nostra memoria; il futuro è l’attesa di ciò che potrà avvenire, posta all’attenzione presente della nostra mente, mentre il presente è l’attenzione posta sull’attimo che scivola nella nostra memoria.
Oggi (grazie alla teoria del big bang) sappiamo che lo spazio e conseguentemente il tempo hanno avuto un inizio. Come conciliare questa consapevolezza con la ciclicità? D'altra parte non capisco come sia possibile la ricongiunzione con i nostri corpi se questi dopo la morte sono rientrati nel ciclo della natura andando quindi indirettamente a comporre altri corpi...
alla seconda questione posso rispondere: Dio avendo in mente i corpi di tutti i viventi, anche se ormai diventati polvere con la resurrezione avremo come Dio ci ha visto per intero, con la differenza che saremo del tutto purificati, quindi non avremo i difetti della carne( malattia, vecchiaia ecc)
Ma se io non credessi nella resurrezione dei corpi e ritenessi che solo figurativamente si parla di corpi, potrei definirmi egualmente cristiano (a titolo di ipotesi)?
Non è proprio così, anche nel cristianesimo la fine è un ritorno perché tutto rinasce nella carne, e comunque dio è fuori dal tempo, preferisco l'eterno ritorno mi rasserena, la concezione cristiana è colma di contraddizioni che non hanno mai colmato.