Senza i mass media occidentali si potrebbe risolvere la questione Aleppo in poche settimane , risparmiando enormi sofferenze . L'inferno deve essere pieno di giornalisti .
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Senza i mass media occidentali si potrebbe risolvere la questione Aleppo in poche settimane , risparmiando enormi sofferenze . L'inferno deve essere pieno di giornalisti .
Siria, Mosca: 20 ottobre tregua di otto ore per evacuare Aleppo
Medio Oriente.Una 'pausa umanitaria'" per "evacuare i malati e i feriti nonché per il ritiro dei miliziani", ha detto il generale russo Rudskoi. Onu: "Insufficiente una tregua di 8 ore, occorre più tempo"
http://www.ansa.it/webimages/img_395...070124e71d.jpgUn'immagine fornita da UNICEF mostra le dure condizioni di vita nelle citta' siriane distrutte dai combattimenti
Putìn non finisce mai di stupirmi per la generosità.
Io ne avrei concesse 4.
Israele invita la Russia a non abbattere i suoi aerei in Siria
http://www.lantidiplomatico.it/resiz...220x140c50.jpgIl regime di Israele ha chiesto alla Russia di non abbattere i suoi aerei durante le operazioni nel territorio siriano.
"Le autorità israeliane hanno inviato una richiesta alla Russia di sviluppare nuove procedure e regole per aprire il fuoco in Siria finalizzata ad aggiungere un meccanismo di coordinamento esistente tra le due parti", ha riportato, ieri, il quotidiano israeliano Haaretz, citando il giornale...
Queste immagini valgono più di tutti gli inutili editoriali che avete letto sulla Siria fino ad oggi
http://www.lantidiplomatico.it/resiz...220x140c50.jpgLa popolazione di due sobborghi della città siriana di Qudsaya, nella provincia diDamasco, accoglie trionfalmente l'esercito siriano impegnato nella lotta di liberazione dai terroristi. Le zone erano sotto assedio dai terroristi da 4 anni. Con l'espulsione dei terroristi, le...
World Affairs / Il vero scopo dietro la "liberazione" di Mosul. Robert Fisk
Il vero scopo dietro la "liberazione" di Mosul. Robert Fisk
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L'Esercito siriano e i suoi alleati si stanno preparando per una massiccia invasione di migliaia di combattenti Isis in arrivo dall'Iraq quando Mosul cadrà . Il vero scopo dietro la tanto declamata "liberazione" della città irachena, sospettano i militari siriani, è quello di sommergere la Siria con le orde di combattenti Isis che abbandonano la loro capitale irachena a favore della loro "mini-capitale" Raqqa all'interno della Siria, scrive Robert Fisk su The Independent.
Per settimane, i media occidentali e gli esperti americani che amano citare hanno predetto una battaglia in stile Stalingrado fino alla morte dell'ISIS all'interno Mosul - o una rapida vittoria sull'ISIS seguita da battaglie inter-confessionali per la città. L'ONU ha messo in guardia delle colonne di rifugiati in fuga da una città assediata. Ma i siriani sospettano che l'ISIS semplicemente abbandonerà Mosul e cercherà di raggiungere le zone della Siria che controlla ancora.
In altre parole, se Mosul cade, l'intero esercito del califfato potrebbe essere diretto contro il governo di Assad e i suoi alleati - uno scenario che potrebbe causare una certa soddisfazione a Washington. E' infatti proprio l'esercito di Assad, con i suoi 65.000 morti in una battaglia che ormai dura da cinque anni, e che è già stato bombardato dagli americani a Deir Ezzor ad un costo di almeno 60 morti - un espisodio che Washington ha descritto come un errore - che si sta preparando a sfidare l'enorme afflusso di combattenti dell'ISIS, che potrebbero attraversare il confine dopo il crollo di Mosul.
Data la possibilità che le truppe siriane e i loro alleati russi possano trovarsi a dover affrontare questi combattenti, non c'è da meravigliarsi che stiano cercando di concludere la loro cattura di Aleppo orientale - qualunque sia il costo in termini di vite umane- prima della caduta di Mosul, conclude Fiskhttp://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_vero_scopo_dietro_la_liberazione_di_mosul_rober t_fisk/82_17513/
Smascherare le manovre dei maledetti è ormai un gioco da ragazzi. L'ho fatto persino io alle prime notizie dell'attacco.
Troppo facile, e la cosa mi preoccupa non poco.
Troppi eventi concatenati, ad iniziare dalle elezioni USA.
Infatti Lavrov se ne è uscito così: “As far as I know, the city is not fully encircled. I hope it’s because they simply couldn’t do it, not because they wouldn’t do it. But this corridor poses a risk that Islamic State [IS, formerly ISIS/ISIL] fighters could flee from Mosul and go to Syria".
“We will be evaluating the situation and take decisions of both political and military nature if this happens,” he added. “I hope the US-led coalition, which is actively engaged in the operation to take Mosul, will take it into account.” (RT)
Ma io mi aspetto una gran brutta sorpresa da qualche altra parte, per impegnare i russi e far passare l'ISIS.
Se no non sarebbero mai partiti per Mosul senza avere la certezza di riuscire a far arrivare questi loro protetti in Siria.
Ricordiamo le parole del negher oggi al Picio: "Mi sono tenuto le cose migliori per la fine del mandato".
Da buon satanino nero...
Ma se dovessi aver visto giusto, preparate il bunker.
La Russia rafforza le sue basi aeree in Siria per fronteggiare la fuga dei terroristi dell'ISIS da Mosul
http://www.lantidiplomatico.it/resiz...220x140c50.jpgCome riporta il sito web Al Masdar-News, l'Air Force russa si prepara ad utilizzare l'aeroporto militare T-4 per lanciare attacchi contro l'ISIS nella Siria orientale. Con l'aiuto di esperti di geo-localizzazione, come Aldin Abazovic, Al-Masdar ha ottenuto e pubblicato la posizione...
Sarà un caso che in contemporanea la liberazione di Mosul abbia subito un rallentamento? :D
RAID DI AEREI BELGI NEI PRESSI DI ALEPPO, SEI MORTI. LA DENUNCIA DI MOSCA E DAMASCO
http://www.lantidiplomatico.it/resiz...220x140c50.jpgCremlino: "Il governo belga o inganna la sua popolazione oppure viene ingannato dall'alleato statunitense"
Dati radar dell'esercito russo e di quello siriano hanno confermato che F-16 dell'Air Force belga hanno effettuato un raid aereo contro la città siriana di Hassadjek, situata nella provincia settentrionale di Aleppo il 18 ottobre scorso. Lo riporta TASS. L'attacco ha provocato...
https://it.sputniknews.com/mondo/201...russia-civili/
Siria, attacco ai civili. La Russia: abbiamo le prove che inchiodano i responsabili
Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201...russia-civili/
USA MANDA DAESH IN SIRIA PER ABBATTERE ASSAD. OCCHIO A ERDOGAN... - Blondet & Friends
USA MANDA DAESH IN SIRIA PER ABBATTERE ASSAD. OCCHIO A ERDOGAN…
Maurizio Blondet 21 ottobre 2016
Come da programma, il Pentagono ha lanciato la “liberazione di Mossul”, in realtà per costringere i combattenti dell’IS lì attaccati ad evacuare, e a passare in Siria a combattere Assad e i russi per loro, se possibile ad Aleppo. Non è nemmeno più una ipotesi complottista. E’ quanto dice la mappa pubblicata dalla Anadolu, l’agenzia di stampa ufficiale turca.
http://i1.wp.com/www.maurizioblondet...size=572%2C381
Al punto 4: “Un corridoio di fuga sarà lasciato verso la Siria perché Daesh possa evacuare Mossul”.
“Più di novemila militanti IS saranno ri-dispiegati da Mossul alle regioni orientali della Siria per sferrare una offensiva di grandi dimensioni, che comporterà la cattura di Der Ezzor e Palmira”,conferma un diplomatico anonimo a RIA Novosti. Si può capire quanto ciò angosci l’armata araba siriana, ossia l’esercito regolare di Assad, che cinque anni di guerra hanno dissanguato (Robert Fisk parla di 65 mila perdite), come anche sono dissanguati abbastanza gli alleati Hezbollah, e presumibilmente i corpi iraniani. Dopo cinque anni di guerra, 9 mila uomini relativamente freschi, ben armati dagli Usa, sono un numero che può far tracollare la bilancia.
Secondo i progetti, i terroristi in fuga ordinata dovrebbero concentrarsi a Der Ezzor: è per questo che l’aviazione Usa ha bombardato proprio lì le truppe siriane, uccidendo 60-80 soldati.
When Mosul falls, Isis will flee to the safety of Syria. But what then? | The Independent
Che le intenzioni americane riescano, è tutt’altro che certo. Pare che ci siano rivolte interne nei ranghi dell’IS, i cui guerriglieri invece di andare disciplinatamente a battersi in Siria per i loro pagatori, defezionano o si rivoltano ai loro capi. La “polizia religiosa” si sarebbe rivoltata contro al Baghdadi, il Califfo (addestrato a Camp Bucca, sotto guida americana; Mc Cain non è lì a salvarlo?).
Daesh Police Rises against its Leader Abu Bakr Al-Baghdadi
Secondo quanto è dato capire, il governo di Baghdad ha spedito, a tentar di chiudere la via di fuga lasciata volutamente dagli occidentali, le Unità di Mobilitazione Popolare, sciite, cui americani (e sauditi) hanno vietato di prendere parte alla conquista di Mossul per via delle atrocità cui si sono abbandonate contro i sunniti nelle precedenti battaglie di Falluja e Ramadi.
Verosimilmente è nello sforzo occidentale di spianare la via all’IS che va situato l’enigmatico bombardamento di due F-16 del Belgio sul villaggio di Hassadiek presso Aleppo, cosa che Bruxelles nega – spudoratamente, perché i russi hanno visto, la rotta e le segnature dei due aerei, fin dal decollo dalla Giordania.
I miliziani sciiti mandati a chiudere il varco han proclamato di voler conquistare la cittadina di Tal Afar nelll’Irak del nord. Ciò provocherà sicuramente l’irritazione di Ankara, dato che la cittadina è abitata da turkmeni, anche loro con il loro progetto separatista-nazionale, e forse l’intervento turco.
Va’ notato che Erdogan agisce per conto suo in questo già aggrovigliato conflitto, e non è chiaro quanto obbedisca agli americani e si coordini con i russi. Baghad ha protestato per i contingenti turchi penetrati in Irak, ed ha voluto (dagli americani) che le forze turche non prendano parte alla riconquista di Mossul, città su cui Erdogan ha mire ottomane; e nemmeno possono partecipare la “Guardia di Ninive”, milizia addestrata dalla Turchia anche se pagata dai Sauditi; è una milizia che s’è illustrata per avere consegnato Anbar senza colkpo ferire all’IS, come ovvio su ordine dei pagatori, Sauditi; praticamente è una costola dello Stato Islamico, ma con le sue mire di creazione di uno staterello proprio sotto il suo capo, Al-Nujaifi, sul modello dello stato autonomo curdo che già è di fatto funzionante nel Nord Irak.
I russi hanno “permesso” a Erdogan di penetrare con le forze armate in Siria per 15 chilometri dal confine turco – ma che lasciasse le artiglierie pesanti oltre confine, nel territorio nazionale – per impedire ai curdi di Siria e a quelli di Irak di formare un corridoio che li unisse; corridoio che peraltro avrebbe limitato l’accesso dell’IS alla Turchia. Il corridoio non s’è realizzato. I miliziani di Daesh possono entrare e uscire dalla Turchia.
Ma attenzione: a questo punto i comandi militari turchi si dichiarano soddisfatti. Hanno emesso un comunicato che dice: “La presa di controllo di Dabiq ha eliminato la minaccia di razzi sparati dai jiadisti sulla Turchia” . Erdogan invece vuole che i suoi soldati avanzino. “E’ importante strategicamente che le forze sostenute dalla Turchia continuino l’avanzata verso la piazzaforte dello Stato Islamico di Al-Bab”, ha detto il portavoce di Erdogan, Ibrahim Kalin. C’è il forte sospetto che il Sultano voglia andare ad accerchiare le truppe siriane che hanno completato l’accerchiamento di Aleppo.
http://i2.wp.com/www.maurizioblondet...size=300%2C150
Ma nella prudenza dei comandi turchi, può aver avuto un peso il fatto che “le unità della milizia di Mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi) si sono incuneate tra il capoluogo della Provincia di Ninive e la loro base (abusiva) di Bashiqa, minacciando di chiudere quest’ultima in un accerchiamento” (così Palaestina Felix). A Bashiqa infatti i turchi hanno allestito una base che speravano fissa. Adesso hanno pregato Baghdad “che eserciti pressioni sui volontari irakeni affinché lascino un corridoio tramite il quale sia possibile alle truppe di Ankara ritirarsi evacuando il territorio irakeno occupato ormai da diverso tempo. Lo scorso sabato il Consiglio Provinciale del governatorato di Ninive aveva ufficialmente avvisato gli ufficiali turchi che le loro truppe non erano le benvenute sul territorio provinciale e che avrebbero fatto meglio ad evacuarlo”. Dalla passeggiata militare si sono accorti di aver messo il piede su una tagliola? E oserà Erdo spingere oltre le sue truppe che – non dimentichiamolo – ha decapitato come punizione del cosiddetto “golpe”? E’ davvero sicuro della loro lealtà?
Palaestina Felix: I Turchi, minacciati di accerchiamento, cercano garanzie per poter evacuare la base (illegale) di Bashiqa!
Erdogan è ovviamente ossessionato che le truppe del ‘governo regionale curdo” dell’Irak, che sta conducendo il grosso dell’offensiva su Mossul, ed è già di fatto lo stato curdo fortemente protetto da americani e israeliani, vogliano incorporare le zone che strappano all’IS, invece di restituirle al governo di Baghdad, oggi sciita. Non potendo agire a Mossul, Erdo s’è sfogato con un intensissimo bombardamento aereo delle milizie curde dell’YPG nella Siria del Nord, colpevoli di aver riconquistato alcuni villaggi dall’IS ed aver espanso l’area sotto il loro controllo: 200 i curdi morti, secondo i comandi turchi (che identificano l’YPG con il PKK comunista, bombardabile perché “terrorista”). Naturalmente questa splendida operazione avrà una risposta o due: altri attentati-strage all’interno della Turchia per mano curda, quando non l’attacco delle milizie curde contro il piccolo contingente turco che s’è insediato a Bashiqa, e che si trova in posizione delicatissima, come abbiamo visto, se gli irregolari iracheni gli chiudono l’esfiltrazione verso la madrepatria. Per giunta Damasco ha dichiarato il bombardamento contro lo YPG una violazione della sua sovranità, ed ha minacciato future incursioni.
Che ve ne pare? Un bel vespaio, anzi un “calderone di conflitti” interetnici e inter-statali che la riconquista di Mossul ha rimestato, smosso ed eccitato. Un capolavoro di disordine e destabilizzazione che è tutto opera del Nobel per la Pace e delle sue aggrovigliate doppiezze.
WSW riporta Anthony Cordesman, famoso analista del CSIS (Center for International and Strategic Studies: “L’aspetto più critico non è se l’IS è sconfitto” con la conquista di Mossul , “ma se le fazioni irachene così profondamente divise potranno cooperare dopo la vittoria. L’alternativa può essere peggiore dello Stato Islamico: Sunniti contro sciiti, arabi contro kurdi, e Turchia, Iran, stati arabi esterni, e Russia, tutti a compete per i propri fini”. Cordesman naturalmente sorvola – è il caso di dire – sui bombardieri “americani, britannici, canadesi, francesi e giordani” (e abbiamo visto anche belgi), presenti alla conquista anche con elicotteri, artiglierie, droni e aerei di sorveglianza.
La “vittoria” su Mossul, conclude Cordesman, “può fin troppo facilmente portare alla frammentazione permanente dell’Irak o a una nuova forma di guerra civile”. Ma perché dispiacersene? E’ esattamente quel che auspicava il “Progetto Kivunim” di Israele, che abbiamo spesso rievocato. E che gli Stati Uniti stanno eseguendo dal fatale 11 Settembre (la nuova Pearl Harbor), quando decisero di rovesciare Saddam Hussein che non c’entrava per nulla. Già, ma “aveva armi di distruzione di massa”, e inoltre “gassava il suo stesso popolo”.