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  1. #231
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    potrebbe avere ripercussioni anche sulla Germania.


    Su tutta l'Europa e oltre.
    Ma le ha già abbondantemente avute purtroppo, tra il consenso della gente, che non capisce mai un casso fin quando non ci sbatte la faccia.
    Ma a quel punto fa sempre molto male.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #232
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    ma su quel giovane dalla parlata toscana nessuno si è mai pronunciato
    Studio PERROTTI » Archivio » MATTEO RENZI
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #233
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Merkel si umilia davanti ad Erdogan. E impegna l’Europa .

    Maurizio Blondet9 febbraio 20161
    La Cancelliera, ad Ankara, si dichiara “orrificata” dai profughi (anti-Assd) che fuggono dai bombardamenti russi. Tutto come previsto: Angela MErkel non è stata orripilata dalle stragi, crocifissioni, esecuzioni che i siriani hanno sofferto dall’ISIS ; i 250 mila morti inflitti alla Siria da una guerra voluta dagli Usa, Turchia, Arabia Saudita; non ha mai chiesto come mai milioni di profughi siriani sono scappati alle loro case per quattro anni, non ha posto il problema di far cessare la mattanza e la fuga. Adesso invece, che i russi stanno mettendo fine al jihadismo takfiro sunnita, è orrificata. In pratica, pone anche noi sulla linea di Edogan e dei Sauditi – quindi di DAesh – ha l’egemonia in Europa.
    La Cancelleria è andata ad Ankara per pregare Erdogan di mettere fine al flusso di migranti. Ha offerto – anche nostro nome e sul nostri conti – 3 miliardi perché faccia il lavoro sporco di trattenerli. Ovviamente Erdogan, vedendo che ha il coltello dalla parte del manico, ora pretende non 3, ma 30 miliardi. Dall’Europa, ossia da tutti noi. Un’Europa che la politica tedesca ha portato oltre l’orlo della recessione.
    La Reuters cita un sito greco, euro2daygr, che pubblica il rapporto segreto dell’incontro fra gli eurocrati Tusk e Juncker con Erdogan il novembre scorso, al margine del G20di Antalya. Un rapporto segretato perché mostra la totale umiliazione cui Junker e Tusk (il capo di turno del consiglio europeo) si sono abbassati, abbassando tutti noi europei. Quando Juncker gli ha offerto i 3 miliardi, Erdogan – con tipico sdegno finto di mercante del suk – ha replicato: “”La Turchia non ha bisogno di soldi. Ci metto niente a caricare i siriani su pulman e mandarli in Grecia e Bulgaria”.
    Il documento segreto del cedimento di Juncker e TsukHa rifiutato ogni indicazione o istruzione su come usare i soldi “per i profughi” che l’Europa gli darà. Ha tirato fuori che la Turchia aspetta da 53 anni di essere ammessa nella Ue. Juncker (quello che fa’ il leone con Tsipras, Renzi e Orban) di fronte al turco s’è messo a belare: “Ci stiamo lavorando duro…a Bruxelles l’abbiamo ricevuta come un principe”. Non l’avesse mai detto: “Come un principe?! Mica rappresento un paese del Terzo Mondo!”. Par di vederlo, Erdo: far l’offeso. Al Gran Bazar è la scena che si ripete ogni giorno, quando il mercante di tappeti fa’ finta di offendersi dell’offerta del turista, troppo bassa. Volta la schiena, non tratta più – s’è sentito insultato….
    Guaendo e belando, i due “europei” hanno cercato di rabbonirlo, hanno tentato di dire: apriamo un negoziato con lei, principe. Anzi, presidente. Cerchiamo di giungere a un accordo. Lui, deridendoli: “E se non si raggiunge un accordo, cosa fate ai rifugiati? Li ammazzate?”. Tanto per far capire che è lui ad aver le carte della trattativa, non loro. Tusk, patetico: possiamo “rendere la UE meno attraente per gli immigrati” (sic). Poi, spaventato della sua audacia, ha aggiunto: non è la soluzione che vogliamo. Erdogan: l’Europa vuole altri bambini morti sulla costa? Ne avrà a volontà, “Ce ne saranno 10 o 15 mila. E come si fa’ a trattare davanti a questo?”. Geniale sultano, bisogna ammetterlo: i bambini morti sulla spiaggia sono “quelle immagini che non si possono mostrare” nei tg della sera, e di cui la Merkel ha ammesso che sono il suo incubo.
    Merkel implora DavutgluE’ a questo punto della “trattativa” che Juncker e Tusk devono aver chiesto alla Merkel di andare ad Ankara a implorare, piegarsi, promettere. Non senza far capire che hanno già stanziato quei 3 miliardi, e non solo: sono 3 miliardi all’anno quelli che l’Europa cederà al ricattatore. E’ scritto nel protocollo rivelato dal sito ellenico. L’hanno fatto a nostro nome e senza consultarci: è questo il bello della UE. La Merkel è andata ad Ankara dove ha mostrato la sua grande leadership da casalinga disperata: inseguita dai sondaggi del suo popolo che ritiene abbia perso il controllo (la pensano così 81 tedeschi su 100), lei, che si fa’ guidare dai sondaggi per le soluzioni politiche, è palesemente a corto di idee. E’ arrivata mentre la Deutsche Bank (il buco nero con la Germania attorno) sta per collassare, la Grecia ha bisogno di altri 80 miliardi d “salvataggio”, le borse mondiali crollano, l’Europa di più (grazie, austerity), le esportazioni – fiore all’occhiello della Germania – sono in rapido calo perché la depressione mondiale ha colpito anche i paesi acquirenti di Mercedes e Bmw. Insomma è tutto il “disegno politico” raffazzonato con meschina cortezza di vedute dal decennio Merkel che sta andando a catafascio. E pronta a cedere a tutti i desideri di Erdo, purché la tiri fuori dai guai in cui s’è messa. Cede su tutto perché è andata a trattare da una posizione non di sfavore, ma di impotenza.
    La schiava del SultanoErdo sta per mandare truppe in Siria, insieme ai sauditi, dunque và allo scontro bellico con Mosca, volendo trascinare con sè la NATO. E cosa fa’ la Cancelliera? “Per la prima volta – scrive il Deutsche Wirtschaft Nachrichten – ha dato esplicitamente la colpa alla Russia per la crisi dei rifugiati in Siria in termini insolitamente taglienti: ‘Siamo non solo allarmati, ma anche inorriditi dalle sofferenze umane delle decine di migliaia che fuggono ai bombardamenti, soprattutto russi”. E subito dopo – attenzione, è grave – ha firmato con Davutoglu un appello alla NATO perché schieri le sue flotte da guerra sull’Egeo ufficialmente per il “controllo dei trafficanti di profughi in sostegno a Frontex”. Inarrivabile. Fa’ il pari con la dichiarazione dell’Arabia Saudita, che manderà 150mila soldati in Siria “per combattere l’ISIS”, ossia quelli che paga. Ora, Obama è ben contento di mandare le flotte NATO a fare quel lavoro: è quel che gli ha chiesto anche il nostro presidente Mattarella, il servo in visita al padrone, evidentemente istruito a dovere da qualche Grande Oriente. Gli Usa sono ben felici che turchi e sauditi mandino truppe, e sono pronti ad appoggiarli con navi, aerei e propaganda: non a caso, è uscito proprio adesso un rapporto Onu che accusa Assad di atrocità e torture a prigionieri. Alla luce di quel che fanno gli stati medio orientali (Erdogan che condanna all’ergastolo giornalisti, i sauditi che decapitano centinaia di oppositori e massacrano yemeniti), l’accusa sarebbe comica, se non indicasse invece un pretesto per l’intervento “umanitario”.
    A questo delirio frenetico la Merkel s’è impegnata, impegnando noi europei. Ci porta in guerra. Le abbiamo dato un mandato? Ovviamente no. Ma nella UE non c’è un luogo dove l’egemonia tedesca venga sottoposta a controllo, discussa, messa ai voti: gli italiani che per decenni sono stati europeisti entusiasti, non hanno mai contestato, erano contenti dell’euro, della NATO, della BCE che ci proteggono … Ed ora sono in mano ad una donnetta disastrosa, che esercita una egemonia di cui non è intellettualmente nè moralmente capace, guardando ai sondaggi e ai tg della sera.. In una Europa dove tutti sono contro tutti, e tutti impotenti.

    E’ a questa Merkel che in una intervista a Repubblica, l’ex presidente Giorgio Napolitano ha ordinato a Renzi (senza nominarlo) di obbedire, minacciandogli implicitamente il destino che lui decretò a Berlusconi: “E’ inimmaginabile qualsiasi svolta senza e contro Berlino”. Ma non è inimmaginabile andare alla prova di forza per “sistemare la Siria” senza e contro Mosca? In Napolitano è la massoneria internazionale –a cui partecipa per antica tradizione familiare – per parla ed ordina (vedete il numero 67 di Sodalitium, pag.25, “Grande Oriente e dintorni”: è online).
    Napolitano, Re Giorgio è tornato e mette in riga Renzi - Il Fatto Quotidiano
    “Com’è possibile – si chiede Pepe Escobar – chelapesronalità politica che si dice la più potente d’Europa abbia ceduto ad un ricatto così rozzo? Erdogan vuole più soldi, vuole più concessioni, una nuova possibilità di essere fatto entrare in Europa”. Cederemo su tutto, siatene certi.
    E l’Italia ? Legifera sui”diritti” gay

    E qual è il grandioso tema politicco che occupa l’Italia? Di cosa sta discutendo la demokràzia, il parlamento, in questo frangente tremendo, mentre crolla il sistema mondiale speculativo, infurierà la miseria, e la guerra è alle porte e ci viene ordinato di prenderne parte? Dei “diritti dei gay”, della Cirinnà. Ci hanno sempre detto (falsamente) che mentre Costantinopoli era assediata dai Turchi, i suoi teologi discutevano se gli angeli avessero un sesso. E’ proprio vero che le tragedie della storia si replicano, la seconda volta come farse.

    Andiamo in una situazione in cui solo i paesi ben armati, con forti eserciti o almeno bombe atomiche, si faranno rispettare. La difesa della propria indipendenza – e persino della pace – ha questa base, immutabile (vedete la Corea del Nord). Ci siamo illusi che non servisse più.Rimpiangeremo amaramente la nostra indecena morale, chiamata “pacifismo”.

    Merkel si umilia davanti ad Erdogan. E impegna l'Europa . - Blondet & Friends
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  4. #234
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #235
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  6. #236
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Dunque le notizie del giorno.
    La NATO, su richiesta esclusiva di Turchia e Germania, infrangendo quindi qualsiasi direttiva interna, ha deciso di intervenire con la sua marina da guerra nel Mar Egeo per aiutare nel lavoro sui profughi.
    La notizia è estremamente comica, se non fosse tragica e foriera di brutti sviluppi.
    Se troveranno imbarcazioni avranno il compito di recuperarle ma per rispedire i profughi in Turchia!
    A questa operazione parteciperanno anche le flotte turche e greche, le quali però dovranno agire solo nelle rispettive acque territoriali.
    Parteciperà anche l'itaglietta, con una sua nave attualmente nella base di Cipro.
    La stessa itaglietta che finora non ha mai ricacciato nessuno, anzi fomenta le partenze ed i relativi ... salvataggi a più non posso.
    Ma la cosa più grave non è ancora stata scritta.
    Questa operazione servirà inoltre alla NATO per poter pattugliare con i caccia la zona di confine tra Turchia e Siria.
    Giusto quella dove i Russi hanno le prove del riorganizzarsi del contrabbando tra la Turchia ed i ribelli, che ormai sono in fuga disperata e che devono essere accolti (leggi protetti) dai protettori appunto.
    La Turchia vuole acquisire, con la scusa di una zona per i profughi, un tratto di Siria che non vuole lasciare in mano ai Curdi.
    Una zona che diventerà molto calda a breve, perchè sicuramente la Russia non scherza più.
    GRAZIE MERDEL!
    Per averci portati in guerra.
    Sentivamo proprio il bisogno di un ... c(ulone) di troia come te.
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  7. #237
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  8. #238
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  9. #239
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    Sulla Siria ormai è guerra di propaganda ma gli occhi sono già puntati su Asia Centrale e Caucaso - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato

    Satana, sotto la bandiera stelle e strisce, non si arresta mai.
    Persa una battaglia, già ne fomenta altre tre.
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  10. #240
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    Predefinito Re: Ormai è dietro l'angolo.

    http://www.rischiocalcolato.it/2016/...i-siriani.html


    Nota di Rischio Calcolato: è molto difficile in occidente capire quello che realmente sta avvenendo sul campo in Siria e quali siano gli scenari reali (oggi si legge di 240.000 “fanti” Sauditi pronti a invadere la Siria…. ma per favore). Il seguente articolo a mio parere fa chiarezza sul perchè la Turchia (ho detto Nato?) ha cominciato a bombardare i Curdi a Nord di Aleppo. Parrebbe infatti che la fazione Curda in quella zona alla fine si sia alleata con la Russia e sia uscita dal controllo seppur blando degli Stati Uniti. E’ probabile che Assad si appresti a dichiarare in Siria una vasta zona autonoma Curda ai confini con la Turchia. Almeno questo pare sia il piano russo-siriano per trovare un nuovo equilibrio.
    La prospettiva di un embrione di Stato Curdo ai confini della Turchia da sempre è visto come una minaccia inaccettabile dai Turchi. Io sono curioso di osservare le intenzioni Americane sulla questione. Il nervosismo della Turchia sembra deporre verso una soluzione condivisa Russa e Americana sulla questione Siriana che preveda la nascita di un “Kurdistan” in Siria. Bisogna ricordare che gli americani hanno un enorme debito di sangue con i Curdi.
    da Libero Quotidiano dell’11 febbraio via Analisi Difesa
    Pressato dal presidente turco Recep Erdogan, il presidente americano Barack Obama si lascia “scippare” quell’alleanza coi curdi siriani delle milizie YPG, braccio armato del partito PYD, che poteva cambiare gli scenari del conflitto anche ponendo basi d’intesa tra russi e americani.
    Il movimento PYD, osteggiato dai turchi perché legato ai fratelli d’oltrefrontiera del PKK, ha infatti aperto ieri proprio a Mosca il suo primo ufficio estero, come ha annunciato il portavoce Abdulsalam Ali. Una specie di “ambasciata” il cui capo è stato indicato in Rodi Osman, che all’inaugurazione, pomeriggio, ha detto: «Continueremo a collaborare coi russi su tutto, incluso il contrasto al contrabbando di petrolio verso la Turchia». Smercio che, come noto, è fra i maggiori canali di finanziamento dell’Isis, pur colpito dai raid aerei di Mosca.
    La stampa israeliana è stata la più disincantata nel commentare subito che «la scelta dei curdi è dovuta alle incertezze americane nel sostenerli». Prezzo pagato da Obama per titubanze che però, secondo il britannico Guardian «spingono in un angolo anche Erdogan».
    Il capo di Ankara da giorni aveva mandato un ultimatum agli USA, chiedendo di scegliere fra «noi o i curdi». La Russia ha saputo offrire maggiori certezze ai curdi siriani e, perdipiù, l’alleanza fra Putin e Assad lascia intendere che una soluzione politica del conflitto possa passare per un compromesso fra PYD e Damasco contro i comuni nemici dell’Isis.



    <a href="http://adx.4strokemedia.com/www/delivery/ck.php?n=afd6a981&cb=INSERT_RANDOM_NUMBER_ HERE" rel="external nofollow" title="" class="ext-link"><img src='http://adx.4strokemedia.com/www/delivery/avw.php?zoneid=1920&cb=INSERT_RANDOM_NUMBE R_HERE&n=afd6a981' border='0' alt='' /></a>
    Proprio ciò che aborrono le opposizioni filosaudite, le quali rifiutano ancora di accettare che i curdi si siedano al tavolo delle trattative, che tornerà a riunirsi il 25 febbraio a Ginevra, dopo che l’ultima tornata di colloqui è fallita.
    Spicca che le parole del delegato curdo Senam Mohamed, che auspica «la nostra partecipazione al summit» perché «tutti i siriani siano rappresentati», paiano quasi coordinate con quelle del rappresentante del governo di Damasco, Bashar Jaafari, che sempre ieri ha rilevato che «finora il dialogo non è partito a causa delle opposizioni amiche dei sauditi».
    Spaventano Erdogan anche i continui successi di terra dell’esercito di Assad, che ancora ieri ha liberato una nuova città, Bashoura, nella regione di Latakia, strappando inoltre le creste strategiche di ZiyaretAl Beidha, Zahra Al Beidar e Khandaq Al Shahour ai salafiti di Arhar Al Sham.
    Anche sul fronte di Aleppo l’esercito di Damasco, appoggiato dall’aviazione russa, avanza di villaggio in villaggio, aumentando il peso contrattuale dei governativi nei colloqui e rendendo più irrealistica la precondizione dei ribelli filo-turco-sauditi che Assad si dimetta.
    Ieri, peraltro, la commissione Esteri della Camera di Washington, ha impallinato proprio l’indecisione dell’amministrazione Obama. Il deputato repubblicano Eliot Engel ha chiesto «una robusta campagna contro l’Isis, non una parvenza di essa». E il collega di partito Ed Royce ha parlato di «prevedibile fallimento» di una incerta strategia USA. Il relatore in commissione, Brett McGurk, che cercava di difendere le tesi di Obama e Kerry non ha saputo che condannare gli attacchi aerei russi su Aleppo vagheggiando che «favoriscono l’Isis», ma senza troppi ragionamenti concreti.
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