Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Dettagli

  1. #1
    libero
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    Come ricordato in un altro 3d la mano protettrice sopra il capo del bambino della vergine delle rocce è un articolare che mi ha sempre affascinato e che cattura il mio sguardo e lo inchioda su quel dettaglio che è un quadro magnifico in sè.

    Un'altra mano cattura invece il mio sguardo in negativo quando guardo quel capolavoro dell'Amor sacro e l'amor profano di Tiziano: la mano dell'amor profano appoggiata al bordo della vasca secondo è sbagliata e ogni volta che guardo quel quadro il mio sguardo è attratto da quel particolare negativo.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  2. #2
    libero
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    Predefinito Re: Dettagli

    Peccato, tiziano, per quella mano sbagliata...

    mannaggia a te tizià
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  3. #3
    utente
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    Predefinito Re: Dettagli

    Non credo ci sia da prendersela con Tiziano: le mani e i panneggi sono le cose più difficili da disegnare ma un grande maestro non le sbaglia mai.
    Il problema è che quell'opera è stata pesantemente rimaneggiata nell'800, durante un restauro; secondo lo storico d'arte Calvesi, analizzando una fotografia antecedente il restauro, si nota un pesnte intervento di lifting: "il naso di una figura fu completamente ingentilito, furono rifatti i capelli, fu cambiata la posizione delle dita di una mano, furono coperte delle perle del diadema di Venere".

    IL TIZIANO RIDIPINTO - la Repubblica.it

  4. #4
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    Predefinito Re: Dettagli

    In fatto di particolari ''ossessionanti'' lo specchio dietro gli Arnolfini è in cima alla mia lista .



  5. #5
    libero
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    Predefinito Re: Dettagli

    Citazione Originariamente Scritto da trash Visualizza Messaggio
    Non credo ci sia da prendersela con Tiziano: le mani e i panneggi sono le cose più difficili da disegnare ma un grande maestro non le sbaglia mai.
    Il problema è che quell'opera è stata pesantemente rimaneggiata nell'800, durante un restauro; secondo lo storico d'arte Calvesi, analizzando una fotografia antecedente il restauro, si nota un pesnte intervento di lifting: "il naso di una figura fu completamente ingentilito, furono rifatti i capelli, fu cambiata la posizione delle dita di una mano, furono coperte delle perle del diadema di Venere".

    IL TIZIANO RIDIPINTO - la Repubblica.it
    Interessantissimo.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  6. #6
    utente
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    Predefinito Re: Dettagli

    Ci sono anche casi in cui l'errore madornale nel disegno delle mani è intenzionale: prendiamo per esempio "Venere, Amore, la Follia e il Tempo" di Agnolo Bronzino, che si ammira alla National Gallery di Londra, dove si può notare un errore apparentemente marchiano nella figura in secondo piano:


    Non è che Bronzino non sapesse distinguere la mano destra dalla sinistra, probabilmente l'inversione delle mani è una caratterizzazione voluta della figura allegorica, l'Inganno.
    Il che consente di leggere il quadro come allegoria dell'Amore Sensuale tra Cupido e Venere, coperti dalla Follia (in alto a sinistra che stende il velo), favoriti dall'Inganno, accompagnati dalla Gioia (il puttino che sparge rose); in fondo a sinistra sta per arrivare la Disperazione (la donna con la testa fra le mani) seguita da Tempo che tutto spegne, avec le temps, va, tout s'en va...


    Non c'erano i film, allora, ma questo tipo di opere li sostituivano egregiamente: il produttore, in questo caso Cosimo I de' Medici, lo sceneggiatore e regista, un ignoto letterato della corte medicea e lo scenografo Agnolo Bronzino hanno confezionato un blockbuster di sicuro successo per un pubblico d'élite, il re di Francia Francesco I e la sua corte.

  7. #7
    Blue
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    Predefinito Re: Dettagli

    Come li racconti tu i film della storia dell'arte, nessuno...
    E quella mano del Bronzino me ne ha fatta venire in mente un'altra, questa:




    La storia della sua mano destra di David ha fatto molto discutere per via della forma e delle dimensioni.
    Studi recenti durati oltre due anni hanno portato a una scoperta inedita: «David portava un'arma segreta di cui mai si era parlato prima» dice lo storico Sergio Risaliti. «La mano destra nasconde l’impugnatura cilindrica di un oggetto che potrebbe essere identificato con la parte alta di un bastone da congiungere alla cinghia della fionda in modo da formare un'arma conosciuta come fustibalo».
    Del resto, il bastone da pastore è citato più volte nel racconto biblico del duello tra Davide e Golia e l'esistenza del fustibolo è testimoniata anche da due disegni di Leonardo da Vinci.

    Invece, sulle dimensioni esagerate della mano destra (e della testa) sono state fatte due ipotesi...
    1. La collocazione iniziale della scultura prevedeva una visione dal basso ad una notevole distanza e ciò richiedeva accorgimenti ottici per una migliore resa espressiva del corpo. Questo effetto, parzialmente visibile anche durante l'esposizione della statua in Piazza della Signoria, si è ulteriormente attenuato dopo il suo trasferimento alle Gallerie dell'Accademia, dove l'opera è stata collocata un piedistallo più basso di 63 cm.
    2. Michelangelo creò di proposito la mano destra e la testa più grandi per sottolineare, rispettivamente, l'azione e la concentrazione del David.

    Ad essere sincera, non è che queste teorie su mano destra e testa giganti mi convincano granché...
    Ultima modifica di Blue; 21-12-15 alle 01:51

  8. #8
    Blue
    Ospite

    Predefinito Re: Dettagli

    Nella casa dove mi trovo ospite in questi giorni è appeso in salotto, in alto, uno specchio convesso, che offre una curiosa prospettiva della stanza.
    Questo strano specchio di gusto antico mi ha fatto venire in mente tanti splendidi quadri dove lo specchio convesso è protagonista... e soprattutto questo, forse il più famoso di tutti.




    Parmigianino, Autoritratto entro uno specchio convesso, 1524
    Kunsthistorisches Museum, Vienna

  9. #9
    Blue
    Ospite

    Predefinito Re: Dettagli

    Quello specchio convesso che spia ogni mio movimento quando sono in casa sta diventando un'ossessione: emana un fascino che attira il mio sguardo come una calamita... e più lo guardo, più mi piace. E' deciso, appena torno a casa cercherò uno specchio convesso da appendere in qualche angolo strategico.
    Anche uno dei miei dipinti preferiti è stato realizzato ricorrendo ad uno specchio convesso:



    Caravaggio, Scudo con testa di Medusa, c. 1598
    Olio su tela, 60×55 cm
    Firenze, Galleria degli Uffizi


    Il dipinto, realizzato su tela, è montato su uno scudo convesso di legno di pioppo. Il fatto che Caravaggio utilizzò uno specchio convesso per realizzare il ritratto di Medusa lo si intuisce dalle distorsioni del volto: le guance e la fronte risultano leggermente ampliate e allungate. Inoltre, l'ombra sopra la testa crea l'illusione di una superficie circolare curva che arretra dallo spettatore, come quella di un piatto fondo. L'opera gli fu commissionata, ma l'artista la usò come pretesto per esibire le sue capacità tecniche. E se, come si ritiene, il volto di Medusa è uno studio dal vero di quello del Caravaggio, il quadro potrebbe quasi essere considerato come una sorta di "stemma" del pittore. Anche i serpenti vennero dipinti da modelli veri, guizzanti... anche questo è un segno del pragmatismo di Caravaggio. Per inciso, non si tratta di vipere (come molti pensano), bensì di comuni bisce d'acqua che un pescatore catturò nel Tevere su richiesta dell'artista.

 

 

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