Cinque motivi, elenchiamoli in breve
1) Renzi. Mentitore professionale, ottimista di convenienza, gesticolatore compulsivo. Figlio dell'Italia berlusconiana, ma con in più quella cattiveria sottile tipica di quelli che in gioventù hanno frequentato messe e oratori.
2) Il Pd è molto più "credibile" delle destre in quanto architrave del sistema "democratico": le elites nazionali ed internazionali fanno affidamento ormai solo sul Pd per mantenere l'Italia sulla rotta dell'austerity (in Europa) e del servaggio verso gli Stati Uniti (in politica internazionale).
3) Ancora molti anziani, abituati al mito assurdo del "partito", votano Pd e derivati qualsiasi cosa accada. L'elettorato della ex-sinistra è poco mobile e, come abbiamo visto in Francia, molto sensibile alle stronzate proposte dai media (tipo fronti anti-fascisti contro un fascismo immaginario).
4) Il conformismo della sinistra, come diceva Pasolini, è micidiale. Renzi incarna al meglio questo conformismo, che in realtà snatura qualsiasi sinistra. La sua visione del mercato del lavoro è imperniata su un americanismo facilone, su un ottimismo demente da venditore di aspirapolvere; gli ultimi, i dimenticati, sono scomparsi dal linguaggio corrente; come unico feticcio, quello dei diritti "dei gay": simbolo di un disarmo culturale prima che politico.
5) Berlusconi almeno faceva ridere.




Rispondi Citando
