Quindi già negli impressionisti c'è la rottura.


Quindi già negli impressionisti c'è la rottura.
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton


molto interessante . io dinanzi a un bidet non riesco a emozionarmi , amo l'arte di Magritte
Inviato da Anthos
La seconda meta' dell'ottocento e' stata l'inizio della tomba della civiltà occidentale sotto tutti i punti di vista.
Sul perche' non mi esprimo ma diciamo... ognuno abbia l'intelligenza per capire il numero della bestia e chi e' la bestia in questione.


Mi è piaciuto molto il leitmotiv sotto traccia in tutto l'articolo.
Libertà e arte non sono fini, ma mezzi.
Quando viceversa da mezzo diventano fine cadono grottescamente agli antipodi della loro (presunta) raison d'etre, l'arte diventa bruttezza, la libertà schiavitù (ad esempio consumismo e comunismo).
Se non vi è fine superiore l'idolatria dell'idea , del concetto si dimostrano come mera contraffazione.
Preferisco di no.


Non la rottura vera e proprio che si compie con i dadaisti ma inizia l'indebolimento.
Questo non toglie che quella degli impressionisti sia stata arte. L'Arte riesce a esprimere valori sempre. La debolezza degli impressionisti
è che il loro stile non gli permetteva di essere pittori di storia. La loro fu una forte polemica contro i pittori ufficiali, e pittore di storia era un insulto per loro.
Per questo si dedicarono solo a scene intime, paesaggi e di vita effimera all'aperto. Fu quindi un progressivo ripiegamento sul privato.
Dal punto di vista artistico la rivoluzione impressionista ha portato quindi alla scoperta del privato, dell'intimo, del sensibile.
La valorizzazione dello schizzo, della prima impressione, del non finito, che non erano mai state valorizzate in precedenza.
Dal punto di vista tecnico, al di là di tante intenzioni e filosofie, questo fu reso possibile grazie ad una cosa molto semplice
Abbandonare l'uso del nero. Senza il nero è impossibile chiaroscurare alla maniera dei classici e rendere la profondità del racconto storico.
Non è possibile idealizzare. Il non colore quindi è essenziale. Il non-essere... c'è da meditare sulla sua metafisica, no?
Proprio come l'esistenza è puntellata di infiniti non-essere così la non si può rappresentare senza il non-essere cromatico.
Fatta eccezione per Manet che il nero lo usava e che non si identificò mai con il gruppo degli impressionisti
ma rimase sempre mirabilmente a cavallo tra pittura classica e la modernità.
Dopo l'impressionismo l'arte vivrà un continuo e tribolato tentativo, da parte di molti artisti, di recupero della forma
e della capacità di raccontare almeno storie se non proprio storia.
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA LIBERA SENZA CONTROLLO.
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


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