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  1. #111
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    Predefinito Re: La RI-presa. Per il culo.

    L’Italia allo sbando

    © Sputnik. Alexander Vilf


    OPINIONI 185 03.11.2016(aggiornato 19:04 03.11.2016) URL abbreviato Tatiana Santi 21149151 L’Italia è in crescita, la crisi è finita, ci sono sempre meno disoccupati. Già, delle volte sembra che molti giornalisti italiani vivano in un altro Paese. Quello che i media non direbbero mai, ma che nel Belpaese tutti vivono sulla propria pelle è descritto nel libro di Augusto Grandi “L’Italia allo sbando”. Un'immagine dai toni pessimistici, ma allo stesso tempo una fotografia realistica del sistema Italia, dove, senza giri di parole, l'autore mette a fuoco i problemi più vivi del Paese. Nel suo libro Grandi non usa mezzi termini per descrivere la dura realtà, appoggiandosi a cifre e dati che parlano da soli.
    Non è solo colpa di Renzi, l'autore nel suo libro rileva infatti un male collettivo più ampio, l'intera classe dirigente è coinvolta nel declino dell'Italia. Si tratta di un processo inarrestabile? L'Italia e i giovani saranno in grado di reagire? Sputnik Italia ne parlato con Augusto Grandi, giornalista e scrittore, autore del libro "L'Italia allo sbando" nelle librerie da novembre (Eclettica Edizioni). — Augusto, nel suo libro ha toccato temi di cui non si parla in termini così diretti. In tv non direbbero mai queste cose? — Probabilmente ha ragione, né in tv né da altre parti direbbero queste cose e neanche cercherebbero di farle capire, che forse è ben peggio. — Nel libro come in un puzzle ha raccolto molti aspetti e problemi che preoccupano la gente. — L'ha definito molto bene usando il termine "puzzle", perché sono tanti elementi che difficilmente vengono messi insieme. Ognuno solitamente analizza la piccola parte che conosce e ignora quelle che c'è intorno, invece è tutto collegato. Unendo i diversi aspetti abbiamo un quadro completo. — Dal lavoro all'università, dal Made in Italy al turismo, sembra che ogni settore non funzioni come dovrebbe. Il problema quindi è il sistema Italia stesso? Perché va tutto storto e la crisi è diventata strutturale? — Perché abbiamo una classe dirigente disastrosa, non soltanto quella politica. Abitualmente tutti se la prendono con i politici, e hanno ragione a prendersela con loro, ma dimenticano che la classe dirigente è anche chi gestisce le aziende, il turismo. Il problema è la classe dirigente a 360 gradi, che è inadeguata alle sfide di oggi. Questo porta ad una crisi complessiva del sistema del Paese.
    Perché ha deciso di scrivere questo libro? È un auspicio di cambiamento? — Io vado verso il declino, ma avendo due figli giovani, vorrei che potessero vivere, lavorare e avere un futuro in questo Paese. Vorrei che potessero stare e vivere bene a casa propria. — Arrivati a questo punto, per salvare l'Italia, servirebbe una rivoluzione secondo lei? — Serve una rivoluzione mentale e morale. Non c'è bisogno di andare con i carri armati per strada. Occorre però che le giovani generazioni intervengano e cambino questa realtà, che altrimenti si disintegrerà sempre di più. Ora c'è stato il terremoto e quindi non si parla d'altro, la realtà non è soltanto il terremoto fisico, ma un terremoto mentale. Vediamo un declino che sembra inarrestabile e serve che qualcuno si decida a cambiare radicalmente la situazione smettendo di accettare regole che non funzionano. Ci possono essere anche regole dure e ingiuste che portano a dei frutti, per il momento però il risultato è sempre e solo negativo. Questo vale per l'industria, l'agricoltura, il turismo. L'Italia era il primo Paese turistico del mondo negli anni '70, ora siamo diventati ottavi, direi un dato molto indicativo. — Lei dice che le giovani generazioni devono cambiare la situazione, ma che cosa dovrebbero fare nel concreto? Unirsi in qualche modo? — Ovviamente. La classe dirigente, questo regime cerca di isolare le persone. Anche gli stessi social tendono a tenere separate le persone. La gente non si riunisce più, semplicemente si incontra sul web, si è persa la presenza fisica dello stare insieme. Questo rende tutti più deboli. Esistono però possibilità di reazione: lo abbiamo visto a Torino e Milano con il caso dei fattorini dell'azienda Foodora, che portavano a domicilio il cibo nelle case. Di fronte ad un nuovo cambiamento di retribuzione sempre peggiore e più precario, si sono ribellati e rifiutati di consegnare i pacchi, adesso l'azienda è stata costretta a ritrattare. Avere accettato sempre negli ultimi anni condizioni che arrivavano dall'alto ha portato ad un disastro totale. La gente deve cominciare a dire "basta". La logica è stata quella di portare sempre a più basso costo la manodopera, favorendo l'immigrazione. Si è scatenata così una guerra fra i poveri, portando a un peggioramento delle condizioni generali.
    Come si immagina l'Italia in futuro quando i suoi figli saranno più grandi? Ha paura? — Io ho molta paura per loro. Sono preoccupato perché non vedo grandi sbocchi, perché anche nei settori più strettamente italiani come la cultura, la storia, l'agricoltura non c'è sviluppo. Alcuni dati sono impressionanti. L'Italia, che ha il primo patrimonio artistico culturale mondiale, si ritrova in fondo alle classifiche per il numero di addetti in questi settori. Noi non difendiamo il nostro patrimonio, non lo valorizziamo e non lo rilanciamo in nessun modo. Questa è una follia totale. — Non c'è proprio speranza a suo avviso? — C'è bisogno di un sistema alternativo. Se i giovani riusciranno a stare insieme e ad opporsi a questo destino c'è speranza. Le possibilità ci sono, perché non è un Paese rovinato nelle fondamenta, il problema è la sua gestione. Abbiamo per esempio un settore turistico che può essere rilanciato, basta che si facciano investimenti e che si ricominci a trattare le persone per quello che valgono davvero e non soltanto come manodopera. Una volta che si ricrea un clima di fiducia e si elimina la precarietà le cose cambieranno. Quando uno potrà lavorare tranquillamente senza pensare che cosa farà il giorno dopo perché magari il lavoro non ci sarà più. Le cose possono migliorare, perché quando una persona lavora con serenità dà il meglio di sé. Quando uno lavora subendo minacce di precarietà assoluta non dà per niente il meglio di sé. Quindi il primo cambiamento deve avvenire sul mondo del lavoro. Se cambia la mentalità, tutti i settori possono dare risultati migliori. Non resta che sperare in meglio e che questo declino sia una spinta per risalire. — Certo, al peggio ci pensa già la classe dirigente. Noi possiamo solo sperare. Quando si tocca il fondo, poi si può risalire, noi però non sappiamo se abbiamo già toccato il fondo e stiamo ancora scavando. Quando si arriverà al declino totale del ceto medio, che era il cuscinetto fra le classi più povere e più ricche, crescerà una rabbia generale che dai social si trasformerà in vera protesta, probabilmente le cose allora cambieranno.


    Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/opinioni/...a-allo-sbando/
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #112
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    Predefinito Re: La RI-presa. Per il culo.

    Ho riportato l'articolo perchè l'ho trovato molto interessante e foriero di discussioni anche e soprattutto in prospettiva Padania, che è stata anch'essa rovinata dal sistema itaglia, come ben sappiamo.


    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #113
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    Predefinito Re: La RI-presa. Per il culo.

    Il problema è la classe dirigente a 360 gradi, che è inadeguata alle sfide di oggi.
    E' vero purtroppo che il problema è la classe dirigente a 360°.
    La classe dirigente si forma dalla squola.
    Nella squola non ci sono insegnanti all'altezza.
    Gli insegnanti all'altezza si formano nelle università.
    Nelle università non ci sono insegnanti, di ruolo, all'altezza.
    Nelle squole oltre alla classe dirigente viene formata anche la gioventù e le generazioni nuove e future.
    La formazione è deficitaria ad essere ottimisti.
    Il problema vero non consiste quindi solo in una classe dirigente attuale corrotta ed incapace.
    Ma purtroppo nella mancanza assoluta di una possibilità di sostituzione con una migliore.
    Lamentarsi è facile, è di tutti.
    Saper governare, gestire, è di pochi.
    Preparati.
    Quelli preparati non esistono più.
    Perchè a catena non esistono più i preparatori.
    Stiamo lamentandoci, constatando il declino, unicamente perchè abbiamo ancora, ultimi a poterlo fare, negli occhi e nella mente qualcosa che prima funzionava.
    Prima funzionava grazie ad una classe dirigente e ad una popolazione formata con criteri che ormai non esistono più.
    I vecchi stanno morendo, i nuovi non sono più all'altezza, nonostante, e li capisco, pensino di si.
    Ma lo pensano senza manco sapere quali siano le qualità necessarie.
    In politica l'esempio viene dal M5S, nato da una popolazione di lamentosi, ma incapaci.
    Hanno Roma e non sanno fare di meglio che continuare il metodo corrotto di prima. Fanno pena, in fondo.
    Una classe dirigente capace, e lo stesso spirito auspicato nell'articolo per la gente tutta, ad iniziare dai lavoratori, non sono oggi più fattibili.
    Qualora anche ci fosse la possibilità di una rivoluzione, ci si potesse svegliare domattina con l'azzeramento di tutta la classe dirigente, politica e non, non ci sarebbe chi, SERIAMENTE, avrebbe le capacità per sostituirla.
    Solo tanti Di Maio nel caso migliore.
    Ci sono, è vero, soprattutto quasi esclusivamente al Nord, giovani validi.
    Ma ci vorrebbero anni e anni per far sì che acquisiscano per esperienza diretta le capacità oggi necessarie ma mancanti.
    Non ci sono più soluzioni.
    Siamo ormai un paese alla fine.
    Al Nord, in Padania, le qualità genetiche ci sono, ormai miscelate e diluite, ma ci sono.
    Solo con la separazione dall'itaglia potremmo dare un futuro accettabile, sia pur difficile, ai nostri figli.
    Ma lasciando loro una lezione che le future generazioni per secoli ricorderanno, e se lo vorranno, potrà servire loro per non ricadere negli stessi errori dei nostri padri, che non hanno saputo combattere per mantenere quanto era stato loro ceduto dai nostri vecchi.
    Però occorre agire.
    Subito.
    Se no ai nostri figli non lasciamo neppure la speranza, oltre al lumicino di una possibilità minima ma ancora possibile, sia pure frutto di molta fatica per risalire.
    O forse pensate che mandandoli a squola, la squola itagliana, poi magari troveranno un lavoricchio per tirare avanti?
    NO!
    Questo non sarà.
    Non fatevi illusioni!
    Se volete bene ai vostri figli occorre agire per loro.
    E non basta più, purtroppo, portare loro a casa la michetta.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #114
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    Predefinito Re: La RI-presa. Per il culo.

    Consulta, via libera al cognome della madre per i figli

    Cade l'automatismo a favore di quello del padre


    Queste sono le notizie che la gente in crisi attende!
    Bravi!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #115
    email non funzionante
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    Predefinito Re: La RI-presa. Per il culo.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Consulta, via libera al cognome della madre per i figli

    Cade l'automatismo a favore di quello del padre


    Queste sono le notizie che la gente in crisi attende!
    Bravi!
    Eliminazione maschio etero in avanzamento .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #116
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    Predefinito Re: La RI-presa. Per il culo.

    Le conquiste del femminismo alla Boschi.
    Come sta la Cirinnà?
    Brrrr!
    Che orrendo pensiero mi è passato per la testa!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #117
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  8. #118
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    Predefinito Re: La RI-presa. Per il culo.

    Meno inattivi e più occupati ma la disoccupazione torna a salire

    Economia.La disoccupazione a novembre sale all'11,9%. Tra i giovani risale al 39,4%. Il tasso di inattività ai minimi storici (34,8%)
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #119
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    Predefinito Re: La RI-presa. Per il culo.

    numeri "ad cazzum" sono uno dei primati che ha l'idddagliasedesta

    campioni mondiali di statistiche farlocche

  10. #120
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