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Discussione: Zingari

  1. #181
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Zingari

    Casamonica, condanne per 400 anni
    20 SETTEMBRE 202120 SETTEMBRE 2021 CRONACA LETTURA 1 MIN

    Condanne per oltre 400 anni di carcere sono state emesse dai giudici della Decima sezione penale del tribunale di Roma nel maxi processo che vedeva imputate 44 persone affiliate al clan dei Casamonica e accusate di reati che vanno dall’associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, all’estorsione, l’usura e detenzione illegale di armi. Il pm Giovanni Musarò aveva chiesto condanne per un totale di oltre 630 anni di reclusione. La pena più alta, 30 anni di reclusione, è stata inflitta a Domenico Casamonica.

    https://www.lanuovapadania.it/cronac...-per-400-anni/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #182
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Zingari

    La "truffa del foglio": così le rom ti rapinano

    Distraeva le vittime col "trucchetto del foglio" poi le depredava degli effetti personali. Così una ventenne di nazionalità rom ha messo a segno una lunga serie di colpi per le vie del centro di Milano. Fermata da un agente fuori servizio è stata arrestata - per la quarta volta - con l'ipotesi di reato per furto. Nelle pagine di un volantino piegato a metà aveva nascosto uno smarphone appena rubato al cliente di un ristorante.

    Il "trucchetto del foglio"
    "Scusi, sarebbe così gentile da darmi un'indicazione?". Era più o meno questa la richiesta con cui la ventenne rom - "ladra professionista" - agganciava gli sconosciuti: uomini e donne di tutte le età che passaggevano indisturbati per le vie del capoluogo lombardo. Armata di un foglietto si avvicinava alla vittima di turno per chiedere un'informazione. Così, mentre il malcapitato si prodigava per aiutarla, la giovane gli sfilava abilmente - dalle tasche o dalla borsa - portafogli e cellullare. Dopodiché se la dava a gambe levate col bottino.
    Il fermo
    Una tecnica collaudata (quella del foglietto) che avrebbe funzionato alla perfezione fino a quando, nella giornata di venerdì 5 novembre, la ventenne è stata colta con le mani nel sacco. Stando a quanto riporta Milano Today, un agente di polizia fuori servizio ha notato la giovane in fuga da uomo che la inseguiva lungo via Torino. Insospettito dalla circostanza, il poliziotto ha fermato la rom per chiedere spiegazioni. Nel giro di qualche secondo è sopraggiunto anche lo sconosciuto che le stava alle calcagna. Secondo quanto accertato, la fuggitiva gli aveva appena sottratto lo smartphone che successivamente aveva nascosto in un volantino piegato a metà. Poco prima, in piazza San Babila, una signora sarebbe stata vittima dello stesso raggiro col foglietto e derubata di alcuni effetti personali.

    Chi è la rom arrestata
    A quanto pare, la giovane non era nuova alle Forze dell'Ordine. Già in passato era stata denunciata per rapina. Stando a quanto si apprende da fonti a vario titolo, la rom agiva sempre col medesimo modus operandi per le vie di Milano. A seguito degli accertamenti di routine, la ventenne è stata tratta in arresto con l'ipotesi di reato per furto.

    https://www.ilgiornale.it/news/milan...o-1987296.html
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  3. #183
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    Predefinito Re: Zingari

    "La mia casa una latrina...": lo choc dopo l'uscita dei rom

    23 giorni senza casa, sapendo che nel proprio appartamento si erano insediati 6 rom abusivi: questo ha dovuto sopportare Ennio Di Lalla prima di tornarne in possesso

    Ci sono voluti 23 giorni affinché il signor Ennio Di Lalla, 86 anni, tornasse in possesso del suo appartamento in zona Don Bosco, periferia sud di Roma. Dei rom gli avevano occupato la casa un giorno che l'anziano signore era andato in ospedale per dei controlli periodici al cuore. Tornò a casa, dopo aver trascorso dei giorni dal fratello, e trovò la serratura cambiata e una donna con un bambino al suo interno. Per oltre 20 giorni Ennio ha dovuto dormire da suo fratello, finché finalmente non è stato firmato l'ordine di sfratto. Ma l'odissea dell'uomo non è finita qui, perché è vero che ora Ennio è tornato in possesso della sua abitazione, ma le rom gliel'hanno distrutta prima di andare via, senza dirsi pentite e giurando che l'avrebbero rifatto altrove. Al momento la casa è sotto sequestro, i carabinieri probabilmente glela ridaranno tra lunedì e martedì.

    "Quando venerdì, dopo 23 giorni, sono rientrato finalmente a casa mia, ho avuto un malore. Mi è preso uno spavento, non la riconoscevo più. C'erano decine, che dico, centinaia di sigarette spente sul tavolo. La pipì del loro cane, un dogo, sparsa dappertutto. La cera delle candele era sciolta sul pavimento e sopra i mobili, perché l'avvocato Olivieri nel frattempo aveva fatto staccare a quelli la corrente e i rom si facevano luce con i moccoli", ha raccontato al Corriere della sera.

    Ennio Di Lalla ha trovato anche un televisore non suo all'interno della casa e perfino le tende del salotto cambiate. "Ci vivo dal '53 e sapete qual era la prima cosa che facevo la mattina dopo essermi svegliato? Guardavo le foto al muro di mamma e papà, le foto dei viaggi, l'Hermitage di San Pietroburgo, le cascate di Iguazu, che bella la Patagonia. Prima del Covid avevo messo in programma di tornarci. Ecco, adesso, dopo questa storia brutta dei rom, se la salute mi assiste ho deciso che ci tornerò", ha rivelato al Corriere.

    Lo stress dell'ultimo mese è stato forte per il signor Ennio, tanto che ora il suo avvocato, Alessandro Olivieri, cerca di preservarlo da ogni tipo di emozione. "I rom hanno svuotato tutto: le vetrinette dove tenevo gli orologi e i 60 accendini d'oro. Dai muri hanno staccato pure le tele di Domenico Purificato, il pittore era un amico di famiglia. Per farsi spazio, gli occupanti hanno ammucchiato tutto nel mio studio", continua a raccontare.

    Nel suo palazzo ci sono altri due appartamenti occupati e probabilmente è da lì che è partita la voce che il signor Ennio era andato via. "Quando i carabinieri hanno suonato il campanello, si è affacciata una signora con accento straniero, una certa Nadia, con un bimbo in braccio e il dogo. Situazione kafkiana: io sul pianerottolo, lei dentro casa. E pure con un contratto nuovo della luce, il suo nome sul citofono e sulla buca delle lettere. Pazzesco no? Un proprietario sfrattato da un'abusiva. Solo da noi può succedere una cosa così", dice con un velato senso di amara ironia.

    Ora il signor Ennio vuole riprendersi la sua vita, ma non prima di aver ringraziato il suo legale: "Una cosa che voglio fare subito, è pagare il fabbro che l'altro giorno ha messo la serratura nuova dopo lo sgombero. C'erano così tante telecamere che non ho capito più niente. E poi appena arriverà il dissequestro voglio festeggiare con l'avvocato Olivieri. Gli devo una pizza: ma la mangeremo a casa, non si sa mai".

    https://www.ilgiornale.it/news/crona...o-1987375.html
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  4. #184
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    Predefinito Re: Zingari

    Rubare é un reato e va perseguito.
    Occupare abusivamente case altrui é un reato, e va rapidamente perseguito.
    Rapinare passanti con trucchi vari é un reato e ...
    Truffare o derubare anziani intrufolandosi in casa con trucchi é un reato ...
    Favoreggiare chi commette i reati di cui sopra, o altri, é un reato ...
    Essere Rom non é un reato.
    Sulla 'cultura' Rom si può avere quasiasi opinione. Di fatto nell'Italia (e nell'Europa) di oggi c'é ben poco spazio per persone nomadi.

  5. #185
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    Predefinito Re: Zingari

    Citazione Originariamente Scritto da spq Visualizza Messaggio
    Rubare é un reato e va perseguito.
    Occupare abusivamente case altrui é un reato, e va rapidamente perseguito.
    Rapinare passanti con trucchi vari é un reato e ...
    Truffare o derubare anziani intrufolandosi in casa con trucchi é un reato ...
    Favoreggiare chi commette i reati di cui sopra, o altri, é un reato ...
    Essere Rom non é un reato.
    Sulla 'cultura' Rom si può avere quasiasi opinione. Di fatto nell'Italia (e nell'Europa) di oggi c'é ben poco spazio per persone nomadi.
    Conosco rom e sinti inurbati, gente che lavora, manda i figli a scuola e li alleva secondo sani principi, perfettamente inseriti nella nostra società.
    Dal punto di vista socioeconomico sono indistinguibili dagli autoctoni. Biologicamente, invece, mostrano la loro origine.
    Con questa umanità non ci sono problemi, perché ha abbandonato la cultura di origine.
    Costoro sono zingari che NON si comportano da zingari.
    Ma sono una minoranza.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #186
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    Predefinito Re: Zingari

    Citazione Originariamente Scritto da spq Visualizza Messaggio
    Rubare é un reato e va perseguito.
    Occupare abusivamente case altrui é un reato, e va rapidamente perseguito.
    Rapinare passanti con trucchi vari é un reato e ...
    Truffare o derubare anziani intrufolandosi in casa con trucchi é un reato ...
    Favoreggiare chi commette i reati di cui sopra, o altri, é un reato ...
    Essere Rom non é un reato.
    Sulla 'cultura' Rom si può avere quasiasi opinione. Di fatto nell'Italia (e nell'Europa) di oggi c'é ben poco spazio per persone nomadi.
    Questi per gli zingari, se commessi contro chi non lo è, non sono reati: noi siamo la loro riserva di caccia.

  7. #187
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    Predefinito Re: Zingari

    Rom senza vergogna attaccano Ennio: "Occupare? Non c'è nulla di male"

    I genitori di una delle rom protagoniste dell'occupazione della casa di Ennio Di Lalla difendono la figlia: "Non ha fatto nulla di male, voleva solo vivere meglio"

    Si erano allontanate dall’appartamento di Ennio Di Lalla promettendo che avrebbero occupato ancora. Ora delle nomadi che hanno messo a soqquadro la casa dell’ottantaseienne, dopo essercisi barricate per ventitré giorni, non c’è più traccia. Nel campo di via dei Gordiani, dove viveva Nadia S., la sola del gruppetto ad essere indagata a piede libero per occupazione abusiva e danneggiamento, regna l’omertà. "Siamo stanchi di voi giornalisti, non ne possiamo più. Volete sapere dov’è Nadia? Cercatela", taglia corto un’anziana all’ingresso dell’accampamento.

    Nessuno in questo labirinto di lamiera e cartoni sembra essere al corrente di dove si trovi la ragazza. Nessuno ci dà indicazioni precise. Sussurrano si sia rifugiata in una delle tante roulotte dell’insediamento. È come cercare un ago in un pagliaio. Anche i suoi genitori ci assicurano di non saperne nulla. "Non la sento da una settimana, l’ultima volta abbiamo pure litigato", ci dice suo padre Zoran, di origine serba. Vive assieme alla moglie Mira in una casupola in fondo al viale principale della baraccopoli. È una delle più disastrate del campo. Dai buchi sul tetto l’acqua piovana si riversa sul pavimento allagandolo.

    Mira, la madre di Nada, come la chiamano a casa sua, si lamenta del freddo e dell’umidità. Quello che ha fatto sua figlia non gli appare poi così grave. "Mica lo ha ammazzato quel vecchio, è pure rientrato in casa sua, cosa vuole ancora?". Non è chiaro se Nada e Ennio si conoscessero o meno. La madre ci racconta che la ragazza lavorava come addetta alle pulizie nei condomini. Forse la soffiata sulla casa da occupare, ipotizzano nel campo, è arrivata proprio da qualcuno che abita nel palazzo. “Quel vecchio si è inventato tutto, dice un sacco di bugie, la casa era abbandonata e non è vero che dentro c’era l’oro, se l’avessero trovato l’avrebbero rubato e sarebbero andate subito via", obietta la mamma.

    Papà Zoran, con un trascorso da topo d’appartamento, conferma la sua tesi: "Che sarebbe rimasta a fare? Se ci fossero stati oggetti di valore li avrebbero presi e sarebbero scappate, si fa così". La madre minimizza anche sulle condizioni in cui è stato lasciato l’appartamento: "Non mi sembra che la casa fosse distrutta. Era vivibile". Non la pensa così Ennio. Quando si è ritrovato davanti a quelle stanze in subbuglio e agli escrementi di cane lasciati sul pavimento, ha avuto persino un malore. I danni sono ancora da quantificare. Sicuramente l’anziano ha già dovuto sborsare di tasca propria 300 euro per sostituire la serratura.

    Dove sono finiti gli oggetti di valore che il proprietario di casa non trova più? La famiglia di Nada insiste nel dire che non sono mai esistiti e che l’anziano è solo un "bugiardo". "Non abitava lì dentro, quella casa era abbandonata, lui ne ha quattro o cinque". Il ragionamento è: una in più o una in meno che differenza fa? Non ci abitava neppure. Circostanza smentita con veemenza dall’anziano, che si è pure dovuto giustificare per aver trascorso in passato alcuni mesi ospite dal fratello. Come se quell’andare e venire avesse in qualche misura pregiudicato il suo diritto di proprietà.

    "Se trovassi una casa abbandonata – conclude Zoran – me ne andrei anche io di qui. È normale. Nadia non ha fatto nulla di male, non è un reato. È andata lì per vivere meglio". Strana la concezione che hanno quaggiù del codice penale.

    https://www.ilgiornale.it/news/roma/...a-1988315.html
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  8. #188
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    Predefinito Re: Zingari

    La rivoluzione rom. Bulgaria, Romania, Serbia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca potrebbero essere a "maggioranza rom". Grazie a $oro$!

    Nessuno ne parla ma ad Est di Vienna sta avvenendo qualcosa di rivoluzionario: una transizione etnica inarrestabile e silenziosa che nei prossimi decenni porterà il popolo rom a diventare il gruppo gruppo etnico in una serie di Paesi dell'Europa centrale e dei Balcani.

    Le incognite sono molteplici e tali sono anche le sfide e le opportunità che accompagnano questo cambio di paradigma demografico. Non si tratta soltanto di cambiamenti che avverranno sul piano sociale e culturale, tutto lascia presagire che profondi saranno anche i possibili mutamenti sul versante geopolitico: potenze extra-europee potrebbero avere già infiltrato alcune comunità, nella consapevolezza di cosa sia in atto, con l'obiettivo di avere una voce in capitolo nell'Europa di domani. Capirete perché, dati e fonti alla mano, nel corso della lettura. Della rivoluzione rom occorre parlarne adesso perché è oggi che si sta scrivendo il futuro di una parte del Vecchio Continente: prenderne atto ora significa evitare scenari distopici domani.

    https://www.amazon.it/rivoluzione-ro.../dp/B08HGLNKKB

    ----------------------------

    Verso la nascita degli stati rom

    Entro il 2050, Bulgaria, Romania, Serbia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca potrebbero essere a maggioranza rom e la transizione etnica non avrà luogo pacificamente.

    Scontri inter-etnici, comparsa di vigilanti dell'estrema destra, assalti popolari ai ghetti rom, sono divenuti fenomeni comuni in Bulgaria, Romania ed Ungheria, e presto si estenderanno al resto dei Balcani, non appena la pressione sociale proveniente dal cambio demografico sarà più palpabile.
    di Emanuel Pietrobon - 2 Maggio 2020

    La Romania è il paese balcanico più colpito dal Covid-19 e la spiegazione-chiave è tanto conosciuta all’interno del paese quanto sconosciuta all’estero: è l’elevata presenza di ghetti a maggioranza rom in cui mancano i servizi basici, la povertà è diffusa tanto quanto le malattie, e le persone tendono a non rispettare le leggi dello Stato per abitudine.

    Questa combinazione esplosiva sta mostrando i suoi effetti esiziali in questi giorni: interi villaggi rom sono stati messi sotto quarantena, come il celebre Țăndărei (casa delle più pericolose famiglie criminali rom operanti in Europa), mentre disordini e vere e proprie guerriglie urbane hanno trasformato il paese in un campo di battaglia a cielo aperto, dalle principali città, come București, Ploiești e Brașov, ai villaggi più remoti, come Hunedoara.


    Ciò che è accaduto a Rahova, quartiere meridionale di București, il 19 aprile, durante la domenica di Pasqua ortodossa, è veramente emblematico.
    La città era sotto quarantena, ma alcune persone non erano affatto contente di ciò, come un capo rom locale conosciuto come “Spartacus”.
    Ha invitato i suoi connazionali a violare la quarantena attraverso una diretta Facebook, come stava facendo lui, impegnato in una festa, con amici, musica e tanto cibo, e ad insorgere contro le forze dell’ordine.
    L’obiettivo è riuscito: nel quartiere è nata una violentissima rivolta, durata un giorno intero, terminata con decine di feriti e 11 arresti, fra cui Spartacus.
    Lui e gli abitanti di Rahova erano armati e preparati al confronto contro le forze speciali, colpi di arma da fuoco sono stati sparati.

    Se nessuno è morto, è stata semplicemente una questione di fortuna.
    Apparentemente, la sua bravata sta convincendo altre comunità a sollevarsi, perché le segnalazioni di scontri fra rom e forze dell’ordine sono ormai all’ordine del giorno.
    Con esse, aumentano anche i casi di brutalità poliziesca e decine di video controversi, in stile Rodney King, stanno facendo il giro della rete.
    Mentre alcune persone e le organizzazioni non governative denunciano il crescente antiziganismo, la politica tradizionale, i grandi media e ampi settori della società civile sembrano approvare la linea della tolleranza zero della polizia.
    Fotogrammi da Sacele (Romania) dove decine di persone hanno inscenato una guerriglia sotto gli occhi attoniti delle forze dell’ordine.



    La pandemia del Covid-19 sarà ricordata dai rumeni di domani come il più importante momento spartiacque della loro storia recente, dopo la morte di Nicolae Ceaușescu.
    Infatti, le relazioni fra autoctoni e rom non sono mai state così conflittuali, le due comunità non sono mai state così polarizzate, e i rom non sono mai stati così consapevoli della propria condizione, che è quella di una minoranza che si accinge a diventare maggioranza entro due-tre decenni.
    La nolontà di rispettare le leggi, la diffusione della violenza inter-etnica e la comparsa di personaggi sconosciuti capaci di trasformare le strade rumene in teatri di guerra per diverse ore, incitando le persone alla guerriglia, sono solo un’anticipazione di ciò che attende i rumeni nel prossimo futuro.
    I numeri parlano chiaro: la Romania ospita la cospicua comunità rom dei Balcani, composta dai 2 ai 4 milioni di persone.
    Molti rom stanziati nel continente sono legati da un fatto: i loro antenati nacquero in Romania e non è una coincidenza che la variante romanì più parlata sia quella rumena, che si trovino in Serbia o vivano in Italia.
    La cultura rom si sta espandendo a macchia d’olio in Romania, la segregazione sta scomparendo, mentre folklore, musica, costumi e tradizioni si stanno fondendo con quelli rumeni. Inoltre, molte “famiglie reali” rom si trovano nel paese ed esercitano una certa influenza fra i loro connazionali.
    L’autoproclamato re dei rom, Dorin Cioabă ha parlato nei giorni degli scontri, prendendo posizione contro le violenze dei suoi connazionali ed anche contro quelle della polizia.
    Ma non è solo la Romania.
    Le tensioni si registrano ed aumentano anche in Bulgaria, Slovacchia ed Ungheria, paesi in cui sono state implementate quarantene nei villaggi rom.
    Ferentari, il più celebre ghetto rom della Romania. Teatro di gravi scontri nel lontano 2006.



    La rivoluzione rom



    Budapest, 23 febbraio 2020. Una folla di circa 2mila persone organizza una singolare protesta nel centro città contro un episodio di discriminazione. Le persone scese in strada erano rom, supportate dalle associazioni antirazziste, in primis la Open Society di George Soros, e chiedevano al governo di dar seguito ad un verdetto che obbliga lo stato a risarcire delle famiglie rom i cui figli hanno subito forme di segregazione in una scuola elementare del piccolo villaggio di Gyongyospata, nel lontano 2011. Sì, è vero, 2mila persone non sono un grande numero ma l’importanza non è data dalla quantità quanto dal fatto che i rom, in Ungheria, non hanno mai protestato per i loro diritti. Quella è stata la prima volta e la Open Society ha giocato un ruolo di primo piano nell’incitare la comunità a scendere in strada.

    Il primo ministro Viktor Orban è sembrato molto riluttante, non disposto a cedere alle pressioni, e ha annunciato che lancerà una consultazione nazionale per decidere il da farsi. L’antiziganismo è radicato e diffuso nelle società balcaniche e l’Ungheria non fa eccezione: il secondo partito politico è Jobbik, le cui posizioni estremiste fanno apparire Fidesz come ultra-moderato. Non è una coincidenza che Orban stia tentando di sfruttare le proteste per cavalcare l’onda di ritorno dell’antiziganismo. Alcune settimane prima di questa mobilitazione, un movimento vicino a Jobbik, noto come Mi Hazank Mozgalom, ha dato vita ad una marcia nel villaggio di Miskolc, dove le tensioni fra ungheresi e rom hanno toccato l’apice in seguito alla brutale uccisione di una 61enne magiara da parte di un giovane ladro di etnia rom. L’arrivo nel villaggio di Mi Hazank era stato accolto caldamente dagli abitanti, che hanno partecipato a centinaia alla marcia.

    Ciò che è veramente curioso è che la dirigenza di Mi Hazank non ha parlato soltanto dell’omicidio ma ha dedicato una parte importante dell’intervento pubblico ad un argomento ancora più sensibile: la presunta proliferazione in tutto il paese di aree ad accesso vietato (no go zones), dove il crimine detta legge, la polizia non può entrare e i magiari stanno rapidamente scomparendo. Qualcuno potrebbe essere interessato a sfruttare la situazione, sostengono i giovani Mi Hazank, e hanno ragione: Opre Rom, il partito dei rom ungheresi, sta facendo pressione sul governo centrale per ottenere concessioni in senso autonomista per tutte quelle contee dove, ormai, la lingua ufficiale è il romanì. Negli anni recenti Budapest ha garantito forme di autogoverno ad alcune comunità rom ma, apparentemente, non è abbastanza: Opre Rom vuole piena autonomia, una cosa ben diversa dal parziale autogoverno negli affari di poco conto delle realtà rurali.

    Immagini dalla marcia di Mi Hazank

    L’antiziganismo è in aumento costante e la ragione è semplice: come nel resto dei Balcani, il paese dovrebbe diventare a maggioranza rom in pochi decenni. Secondo i dati ufficiali, la comunità rom comprenderebbe circa 300mila persone ma alcuni studi, condotti dall’università di Debrecen e dalla Divisione Rom e Nomadi del Consiglio d’Europa, dipingono un realtà differente: il numero potrebbe essere verosimilmente comprese fra 500mila e 1 milione. Considerando che l’Ungheria è abitata da meno di 10 milioni di persone, significa che, già oggi, una persona su 10 è di origine rom. Târgu Mureș, Romania, 17 ottobre 2019. Il movimento Aresel, un’associazione che si occupa di diritti rom, organizza una protesta davanti il municipio. L’obiettivo è Dorin Florea, il sindaco, che è sotto accusa per uno stato pubblicato su Facebook. Lì, Florea ha accusato i rom che vivono nella città di sfruttare i bambini come fonte di guadagno e di non fare nulla per elevarsi socialmente nonostante la miriade di supporto, aiuti e servizi forniti dallo stato e dalle autorità locali.

    I rom si sentono profondamente offesi da quelle parole e Aresel riesce a convincerli a sollevarsi contro il sindaco. In centinaia accettano la sfida, vogliono delle scuse ufficiali seguite dalle dimissioni. L’evento è notevole e Nicu Dumitru, il portavoce di Aresel, spiega perché:

    [Questo] è un giorno storico, i rom, per la prima volta in 30 anni, sono usciti in strada a dire la loro, perché questo tipo di dichiarazioni non sono più accettabili nella Romania del 21esimo secolo.

    Ma Florea non si scusa e, anzi, rincara la dose, spiegando in dettaglio le ragioni del suo sconforto e suggerendo addirittura l’introduzione di criteri legali per poter mettere al mondo dei bambini ed un’età minima, sotto la quale l’aborto è obbligatorio, per contrastare il triste e capillare fenomeno delle mamme pre-adolescenti. Leggi che, ovviamente, Florea vorrebbe applicare alla comunità rom, sostenendo di aver visto personalmente 12enni incinte, troppe. Le proteste continuano, 100 diventano 500 e infine 1000. Sì, come in Ungheria stiamo parlando di piccoli numeri ma, di nuovo, qui l’importanza è data dal semplice fatto che i rom protestano, qualcosa che non hanno mai fatto.

    La situazione convince i politici nazionali ad intervenire e il 21 gennaio Florea viene multato dal Consiglio Nazionale contro le Discriminazioni per discorsi d’odio. Si tratta di un altro evento storico: è la prima volta che un politico di alto profilo viene accusato e condannato per discorso d’odio; un altro segno che qualcosa sta cambiando nella società rumena e che i rom non possono più essere ignorati.

    La rivoluzione etnica di cui nessuno sta parlando e le sue conseguenze

    La penisola balcanica sta registrando la crisi demografica più grave del pianeta e nessun governo, finora, ha trovato una soluzione per invertire la tendenza. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, la cui credibilità è rafforzata dagli studi sullo stesso tema condotti a livello nazionale, entro la fine del secolo paesi come Moldavia, Serbia, Romania, Bosnia, Macedonia del Nord e Bulgaria potrebbero virtualmente scomparire, poiché le loro popolazioni autoctone dovrebbero ridursi fino al punto dell’estinzione. Nei paesi suscritti, il tasso di fertilità è al di sotto della soglia di sostituzione – 2,1 figli per donna – sin dalla fine degli anni ’80 per via della costante discrepanza fra i morti e i neonati, ampliata dagli alti tassi di emigrazione all’estero. La Bulgaria rappresenta il caso più emblematico di questo inverno demografico: il paese si sta spopolando al tasso di 164 persone in meno al giorno. Fra il 2050 e il 2100, la popolazione totale dovrebbe diminuire dagli attuali 7 milioni 128mila (2016) a 3 milioni 400mila.



    Stolipinovo, uno dei più tristemente famosi ghetti rom della Bulgaria



    Ma c’è qualcosa di non detto riguardo questa recessione demografica. Se è vero che il cuore slavo-centrico che ha caratterizzato la penisola per secoli è destinato a svanire, è altrettanto vero che questi paesi continueranno ad esistere ma sotto una diversa bandiera, profondamente diversi dal punto di vista etno-culturale. Infatti, mentre i nativi emigrano all’estero e coloro che restano scelgono di non avere figli, o di avere famiglie con figli unici, il popolo rom, la cui presenza nei Balcani risale all’anno Mille, tende per ragioni culturali a creare grandi unità familiari. Così, adesso che i nativi scompaiono per i motivi sopra elencati, la tendenza rom all’elevata natalità si sta rivelando una sfida esistenziale per interi paesi.

    Entro il 2050, Bulgaria, Romania, Serbia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca potrebbero essere a maggioranza rom e la transizione etnica non avrà luogo pacificamente. Scontri inter-etnici, comparsa di vigilanti dell’estrema destra, assalti popolari ai ghetti rom, sono divenuti fenomeni comuni in Bulgaria, Romania ed Ungheria, e presto si estenderanno al resto dei Balcani, non appena la pressione sociale proveniente dal cambio demografico sarà più palpabile. La Turchia ha compreso quanto sta succedendo e sta investendo pesantemente nelle comunità rom della Bulgaria, finanziando centri culturali, scuole e moschee. Infatti, i rom bulgari sono tendenzialmente musulmani e la Turchia sta perseguendo una strategia di re-islamizzazione nei loro confronti che ha già portato ai primi casi di radicalizzazione religiosa, con annessa partenza in Siria e Iraq per combattere per lo Stato Islamico.

    Secondo il Centro per le Politiche Demografiche di Sofia, entro il 2050 i bulgari rappresenteranno il terzo gruppo etnico del paese, dietro rom e turchi; entro il 2100 saranno sull’orlo dell’estinzione, in 300mila circa, mentre i rom potrebbero essere 8 milioni, seguiti da 1 milione e 500mila turchi. È chiaro che chiunque sia interessato ad avere una voce in capitolo negli affari interni di Sofia dovrà tenere conto della rivoluzione etnica in corso, trovando gli strumenti adeguati per conquistare il favore dei rom: la minoranza perseguitata ed odiata di oggi, sarà il primo gruppo etnico domani. Lo stesso ragionamento si applica agli altri paesi citati: è solo questione di tempo prima che la bomba esploda, e potenze più accorte e lungimiranti saranno lì a cogliere l’opportunità, come la Turchia ha dimostrato.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #189
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    Predefinito Re: Zingari

    “Rubare è il nostro lavoro”. Arrestata di nuovo la borseggiatrice rom che si vanta sui social

    By V
    febbraio 2, 2025 15:48

    Espulsione di Massa per le Borseggiatrici Rom: Basta con le Ladre che si Vantano sui Social

    “Rubare è il nostro lavoro”. Arrestata di nuovo la borseggiatrice incinta che si vanta sui social

    È ora di dire basta a questa piaga. Jennifer Sujlic, la ventenne di origini bosniache, è stata di nuovo arrestata nei pressi della Stazione Centrale di Milano mentre cercava di derubare un turista. Questa “professionista” del furto, che si vanta apertamente del suo reato su social, è un simbolo dell’arroganza e della sfacciataggine delle borseggiatrici rom che infestano le nostre città.

    Il Colpo alla Stazione Centrale

    Jennifer Sujlic, una parassita che considera il furto come un lavoro, è stata fermata ieri, sabato 1 febbraio, alle 200. Con il suo metodo collaudato, ha tentato di alleggerire un turista del suo portafoglio davanti alla Stazione Centrale. Gli agenti della Squadra Mobile, grazie alla loro presenza costante nelle zone ad alto rischio, l’hanno riconosciuta e fermata immediatamente. La ventenne, insieme a una complice di ventiquattro anni, è stata arrestata per furto aggravato in concorso.

    Questa operazione, parte dell’iniziativa “Contrasto al crimine diffuso”, ha mostrato quanto sia necessario un controllo rigido e costante. Due ragazze rom erano state notate mentre seguivano una coppia di turisti asiatici in piazza Duca d’Aosta. Sujlic, con un ombrello, ha creato la copertura perfetta per la sua complice che, con una destrezza ormai troppo conosciuta, ha tentato di derubare lo zaino del turista giapponese. Ma grazie alla vigilanza degli agenti, il furto è stato sventato, il denaro recuperato e restituito, e le ladre arrestate.

    La Vergogna di Jennifer Sujlic

    Jennifer Sujlic, che ha osato dichiarare sui social nel febbraio 2023 che “rubare è il nostro lavoro”, è un simbolo di come il crimine sia diventato una sorta di orgoglio culturale per alcune comunità. Il suo arresto di ieri non è il primo; nel 2023, a Roma, era stata fermata insieme ad altre tre borseggiatrici. Inoltre, a Milano, aveva già ricevuto un avviso orale per aver ignorato un foglio di via.

    È inaccettabile che il nostro Paese debba tollerare questi comportamenti. Le nostre città non possono essere il campo di gioco per borseggiatrici che si vantano della loro “professione” criminale.

    Espulsione di Massa

    L’Italia deve agire con decisione. Non possiamo continuare a vedere i nostri cittadini e turisti derubati da chi considera il furto un diritto acquisito. È tempo di un’azione massiccia: espulsione di tutte le borseggiatrici rom che approfittano della nostra ospitalità per commettere crimini. La sicurezza dei cittadini e l’integrità delle nostre città non possono essere messe a rischio da chi non ha alcun rispetto per la legge. Basta con le scuse e le tolleranze, basta con chi applaude al crimine sui social. Espulsione di massa ora.

    https://voxnews.org/2025/02/02/rubar...ta-sui-social/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #190
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