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    Predefinito Rif: Chi era Jack lo Squartatore?

    Ho letto con molto interesse quanto avete scritto su Jack, è un argomento sempre estremamente affascinante.
    Fra i vari sospettati, quelli che mi hanno sempre stuzzicato un po' di più sono "Mary Pearcy" e "Montague Druitt".
    L'avvocato Druitt è stato fatto passare come un "giovane gentleman", sempre concentrato sui libri di legge. Non si sapeva di sue particolari abilità nel brandir coltelli, né di conoscenza alcuna di anatomia umana che, invece, mostrò di possedere Jack).
    Però ebbe un torto, che fu scambiato per una confessione postuma: si fece trovare suicida nelle acque del Tamigi proprio due giorni dopo l'ultimo assassinio, quello della bella Mary Kelly.
    Da allora, avendo ben poco di meglio, criminologi, giornalisti e scrittori scavano nei 31 anni di vita di Druitt, che aveva anche un altro grande torto: quello di aver somigliato come una goccia d'acqua al Duca di Clarence e d'essere, quindi, servito da parafulmine per la Corona Inglese. Poi è stato facile trovare a Druitt uno straccio di complesso materno, personalità immatura, sospetti di sofferta omosessualità.
    Anche se ci sono le prove d'un tenerissomo amore platonico, finito forse perchè troppo platonico.
    Una scartina, in poche parole; un tappabuchi!
    Ma una poesiola scritta dal nostro avvocato diceva proprio così :

    Entrare con unghie d'acciaio
    nelle tue due bocche contrapposte
    E dall'una estrarti il cuore
    dall'altra strapparti un rene.
    Per quell'amore pianto e maledetto
    nell'attesa vana di un'aurora.


    Jack, alla sua quarta, vittima strappò appunto un rene.

    Sul Mostro di Firenze avrei parecchio da scrivere, sia sulla pista esoterica, sia sulla pista Sarda; ci sentiamo più tardi.

    Ciao.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 10-04-10 alle 15:21
    Io sono il Lupo, Io sono l'attimo,Impronte sulla neve fresca,impronte presto cancellate.


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  2. #12
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    Predefinito Re: Chi era Jack lo Squartatore?

    Jack lo squartatore ora ha un nome: un libro ne rivela l'identità

    Secondo studi sul Dna, era un immigrato polacco di 23 anni. L'autore: "Ci ho lavorato per 14 anni"


    Vignetta che ironizza sull'incapacità della polizia di trovare il killer di Whitechapel, da Punch del 22 settembre 1888
    Immagine dal sito https://upload.wikimedia.org/

    ROMA - E' il giallo per eccellenza, quello di Jack lo Squartatore. E, come un vero cold case, sembra arrivare a soluzione a distanza di moltissimi anni. Addirittura un secolo. Nuovi studi avrebbero individuato infatti l'identità dell'omicida che terrorizzò la Londra vittoriana: si tratterebbe di un immigrato polacco, Aaron Kominski, nome che già all'epoca dei delitti era comparso nella lista dei sospettati dalla polizia.

    L'ispettore Donald Swanson, a capo delle indagini, scrive di Kominski nei suoi appunti: "E' un ebreo polacco, di basso ceto, che vive con la sua famiglia a Whitechapel, la zona tristemente rinomata per i suoi quartieri degradati e teatro degli efferati delitti del killer". Tra gli appunti regalati dai discendenti di Swanson al Museo del Crimine di Scotland Yard nel 2006, anche un memorandum dell'assistente capo, Sir Melville Macnaghten, che di Kosminski dice: "Ha un grande odio per le donne ... con forti tendenze omicide". Tuttavia la colpevolezza di Kominski non venne mai accertata. Il presunto killer morì impunito, nel 1899, in un manicomio dopo aver contratto la cancrena a una gamba

    La scoperta è illustrata in un libro in uscita in questi giorni in Inghilterra, che utilizza nuove analisi storiche e soprattutto test del Dna condotti su uno scialle: dovrebbe essere quello appartenuto a una delle vittime del killer, Catherine Eddowes assassinata il 30 settembre 1888, e che l'autore Russell Edwards ha acquistato ad un'asta nel 2007. "Ci ho lavorato per 14 anni. Abbiamo definitivamente risolto il mistero sull'identità di Jack lo squartatore", afferma Edwards.

    Jack lo squartatore ora ha un nome: un libro ne rivela l'identità - Repubblica.it
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 14-10-16 alle 15:13
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  3. #13
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    Predefinito Re: Chi era Jack lo Squartatore?

    Jack lo squartatore ora ha un nome: un libro ne rivela l'identità

    Secondo studi sul Dna, era un immigrato polacco di 23 anni. L'autore: "Ci ho lavorato per 14 anni"


    ROMA - E' il giallo per eccellenza, quello di Jack lo Squartatore. E, come un vero cold case, sembra arrivare a soluzione a distanza di moltissimi anni. Addirittura un secolo. Nuovi studi avrebbero individuato infatti l'identità dell'omicida che terrorizzò la Londra vittoriana: si tratterebbe di un immigrato polacco, Aaron Kominski, nome che già all'epoca dei delitti era comparso nella lista dei sospettati dalla polizia.

    L'ispettore Donald Swanson, a capo delle indagini, scrive di Kominski nei suoi appunti: "E' un ebreo polacco, di basso ceto, che vive con la sua famiglia a Whitechapel, la zona tristemente rinomata per i suoi quartieri degradati e teatro degli efferati delitti del killer". Tra gli appunti regalati dai discendenti di Swanson al Museo del Crimine di Scotland Yard nel 2006, anche un memorandum dell'assistente capo, Sir Melville Macnaghten, che di Kosminski dice: "Ha un grande odio per le donne ... con forti tendenze omicide". Tuttavia la colpevolezza di Kominski non venne mai accertata. Il presunto killer morì impunito, nel 1899, in un manicomio dopo aver contratto la cancrena a una gamba

    La scoperta è illustrata in un libro in uscita in questi giorni in Inghilterra, che utilizza nuove analisi storiche e soprattutto test del Dna condotti su uno scialle: dovrebbe essere quello appartenuto a una delle vittime del killer, Catherine Eddowes assassinata il 30 settembre 1888, e che l'autore Russell Edwards ha acquistato ad un'asta nel 2007. "Ci ho lavorato per 14 anni. Abbiamo definitivamente risolto il mistero sull'identità di Jack lo squartatore", afferma Edwards.

    Jack lo squartatore ora ha un nome: un libro ne rivela l'identità - Repubblica.it
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 14-10-16 alle 15:16
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  4. #14
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    Predefinito Re: Chi era Jack lo Squartatore?

    SVELATA L’IDENTITÀ DI JACK LO SQUARTATORE. INCASTRATO 126 ANNI DOPO DAL TEST DEL DNA





    126 anni. Tanto ci è voluto. Ma alla fine il «cold case» più famoso di tutti i tempi è stato risolto: l’identità misteriosa del serial killer che terrorizzò la Londra vittoriana noto con lo pseudonimo di Jack Lo Squartatore è stata svelata. Secondo nuovi studi si tratterebbe di un immigrato polacco, Aaron Kominski, un giovane barbiere di 23 anni.

    Il suo nome già all’epoca degli efferati delitti era comparso nella lista dei sospettati dalla polizia. L’ispettore Donald Swanson, a capo delle indagini, scrive di Kominski nei suoi appunti: è un ebreo polacco, di basso ceto, che vive con la sua famiglia a Whitechapel, la zona tristemente rinomata per i suoi quartieri degradati e teatro degli efferati delitti del killer. Gli appunti donati dai discendenti di Swanson al Museo del Crimine di Scotland Yard nel 2006, includono anche un memorandum dell’assistente capo, Sir Melville Macnaghten, che di Kosminski dice «ha un grande odio per le donne ... con forti tendenze omicide». Tuttavia la colpevolezza di Kominski non venne mai accertata. Il killer morì impunito, nel 1899, in un manicomio dopo aver contratto la cancrena a una gamba.

    La clamorosa scoperta è illustrata in un libro in uscita in questi giorni in Inghilterra, che fa luce sull’identità dell’omicida di Whitechapel grazie a nuove analisi storiche combinate a test del Dna condotti su uno scialle che si crede essere appartenuto ad una delle vittime del killer, Catherine Eddowes assassinata il 30 settembre 1888, e che l’autore del libro Russell Edwards ha acquistato ad un’asta nel 2007. «Ci ho lavorato per 14 anni - afferma Edwards - Abbiamo definitivamente risolto il mistero sull’identità di Jack lo Squartatore».

    Lo scialle che ha permesso la ricostruzione dei fatti ha una storia interessante. L’indumento lungo oltre 7 metri, ovviamente molto vecchio e danneggiato, era stato preso da un poliziotto sulla scena del delitto della quarta vittima di Jack, Catherine Eddowes, il 30 settembre 1888. Il sergente Amos Simpson chiese se poteva avere quell’indumento per la moglie sarta. Ma comprensibilmente, la moglie di Simpson reagì con orrore al pensiero di usare uno scialle insanguinato. E così l’indumento venne riposto al sicuro, mai lavato, e tramandato di generazione in generazione, fino al giorno della sua vendita all’asta, a parte un paio di anni in cui l’indumento fu dato in prestito allo Scotland Yard’s Black Museum.

    Dalle macchie di sangue e sperma ancora presenti sullo scialle è stato possibile risalire al Dna di Catherine Eddowes e del suo assassino e confrontarlo con quello dei discendenti di entrambi. E se è stata svelata la sua identità, non è ancora certo il numero delle sue vittime. Alla mano di Jack lo Squartatore vengono attribuiti con sicurezza gli omicidi di cinque donne nell’East London, fra l’agosto e il novembre del 1888. Ma secondo molti il killer ha proseguito anche oltre, eliminando altre quattro donne sempre nella stessa zona. Quello che è invece certo è il modo in cui uccideva le sue vittime, tagliando loro la gola, per rimuovere indisturbato gli organi interni e abbandonare poi il loro corpo mutilato in vicoli bui.


  5. #15
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    Predefinito Re: Chi era Jack lo Squartatore?

    La tesi esposta negli ultimi articoli è stata oggetto di successive contestazioni.

    Si è messa in dubbio la reale appartenenza dello scialle a una delle vittime... aggiungendo che la corrispondenza sarebbe comunque limitata al DNA mitocondriale e, perciò, fin troppo generica e certo non bastevole per un'identificazione sicura.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 14-10-16 alle 17:13
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  6. #16
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    Predefinito Re: Chi era Jack lo Squartatore?

    Svelato il mistero di “Jack lo Squartatore”

    “Jack” era un commerciante di Liverpool, James Maybrick. Un libro conferma l’autenticità del diario rinvenuto negli anni ’90 finora considerato falso.


    Immagine dal sito https://upload.wikimedia.org/

    Andrea Cionci

    Quando, agli inizi degli anni ’90 fu rinvenuto e pubblicato il diario di Jack lo Squartatore, tutti i “ripperologi” (gli studiosi di Jack the Ripper) lo diedero per falso, ma nessuno fu in grado di stabilire come fosse stato falsificato e da chi. Fu Paul H. Feldman, documentarista della BBC, nel suo ponderoso volume del 1998 The Final Chapter, mai giunto in Italia, a descrivere la laboriosa indagine compiuta sul diario, in tre anni, dal suo gruppo di studiosi. Oggi, questo lavoro è tradotto, in forma narrativa, dal romanzo-verità Sinceramente vostro, Jack lo Squartatore, (edizione Aracne). L’autore è il neuropsichiatra e saggista Giuseppe Magnarapa che, già nel ’93, partendo solo dall’analisi psichiatrica dei contenuti del diario, aveva avvalorato, in un articolo scientifico, la tesi della sua autenticità.

    “Dalla successiva indagine di Feldman - spiega Magnarapa - emergono una quantità inverosimile di indizi oggettivi e concordanti che conducono alla figura di James Maybrick, un commerciante di cotone di Liverpool già annoverato fra i maggiori indiziati. Era un tossicomane - dipendente da arsenico e stricnina - appassionatamente innamorato della moglie Florence, fedifraga impenitente. Non potendo vendicarsi a pieno sulla consorte, che pure picchiava brutalmente, scaricò la sua furia omicida sulle prostitute di Whitechapel, il malfamato sobborgo di Londra”.

    Nella fotografia di uno degli ultimi delitti, figurano scritte col sangue, sul muro, proprio le iniziali di Florence Maybrick che, nel 1889, finirà all’ergastolo per aver avvelenato suo marito James con l’arsenico.

    Nel 1983, il pittore cecoslovacco Konrad Kujau, autore dei falsi diari di Hitler, che trassero in inganno storici e giornalisti, venne incastrato da un’analisi scientifica sulla carta, risultata di fattura posteriore agli anni ‘40. Eppure, il falsario aveva ottime competenze: riproduceva quadri del Führer ed era un collezionista di cimeli nazisti. In questo caso, a tirar fuori il diario dello Squartatore fu un tale Michael Barrett, commerciante di ferrivecchi disoccupato e alcolizzato che, più tardi, ritrattò affermando di aver falsificato il diario. Subito dopo fu smentito dal suo avvocato: ben difficilmente Barrett avrebbe potuto reperire i materiali perfettamente originali, (carta e inchiostro) conoscere gli effetti clinici dell’arsenico e possedere la necessaria cultura e abilità letteraria per esserne l’autore.

    Il falso di un mitomane ottocentesco, dunque? Da escludersi, poiché alcuni dettagli degli omicidi riportati nel diario furono desecretati da Scotland Yard solo negli anni ’70. Anche le conoscenze sulla psicopatologia di un simile soggetto, sono acquisizioni recenti.

    Insomma, dietro Barrett si dovrebbe immaginare un intero pool di esperti di svariate discipline che avrebbe potuto realizzare il falso diario dal 1970 al 1993. Possibile, ancora, che del complotto facesse parte uno scrivano talmente abile da ingannare anche la psicografologa del Ministero dell’Interno israeliano, Hannah Koren, che ha certificato come la calligrafia tradisse senza dubbio la genuinità delle mostruose emozioni di quei delitti? Per non parlare delle sconcertanti coincidenze genealogiche: dalla ricerca emerge come il diario provenisse da persone che avevano con Maybrick un legame di parentela, così come, sempre attraverso alcuni suoi discendenti, pervenne a Feldman un orologio da tasca, nel cui interno è graffito: “I am Jack”. L’antichità del manufatto e delle incisioni sono state certificate dall’Istituto di Metallurgia di Liverpool.

    Quello che manca? Una prova del dna: un capello, magari trovato fra le pagine del diario, compatibile con un reperto organico trovato sui luoghi del delitto. E’ solo all’assenza di questa prova definitiva che si appellano i detrattori di Feldman, non appartenente – si ricordi - alla “casta” dei ripperologi. Dopotutto, la fantasmatica identità di Jack è una miniera d’oro per scrittori, giornalisti, editori che producono intorno a questo mito continue e diverse ipotesi, con relativi libri, film e documentari.

    Ma le speculazioni sullo Squartatore paiono verosimilmente giunte al capitolo finale. Come recita –ironia del destino - il motto nello stemma della famiglia Maybrick: “Tempus omnia revelat”.

    http://www.lastampa.it/2016/10/11/so...2I/pagina.html
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 14-10-16 alle 17:08
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