Il 28 marzo 1939 le truppe nazionaliste del generale Francisco Franco Bahamonde entrano a Madrid, ponendo fine alla Guerra Civile Spagnola (1° aprile). Franco abolisce la Repubblica spagnola, restaura formalmente la monarchia con trono vacante e si autoproclama Caudillo, governando da autocrate in un regime autoritario reazionario che unisce monarchici, cattolici tradizionalisti e fascisti della Falange. Il legittimo governo repubblicano si rifugia prima in Francia e poi in Messico. Dopo più di tre anni e mezzo di guerra civile, la Spagna si trova in una situazione critica: la produzione agricola ed industriale è sotto i livelli del 1935, le infrastrutture sono devastate, l'economia è oberata dai debiti di guerra e la stessa Peseta è fortemente svalutata.
Dopo l'invasione tedesca della Polonia e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la Spagna si proclama neutrale, tuttavia Franco presenta il 31 ottobre un piano per riarmare le forze armate spagnole (circa 2 milioni di uomini) nell'eventualità che il paese sia coinvolto nel conflitto: l'Ejército de Tierra è numeroso e preminentemente una forza di fanteria, i carri armati sono quasi tutti quelli tedeschi o sovietici impiegati durante la guerra civile, l'aviazione è composta quasi solo da velivoli tedeschi o italiani, la marina militare ha subito forti perdite ed è composta da poche navi veramente efficienti. L'esercito spagnolo viene quindi concentrato a sud, in previsione di un'occupazione di Gibilterra, mentre la guarnigione del Marocco spagnolo è rafforzata per azioni contro le colonie francesi.
Il 14 giugno 1940 Parigi è occupata dai Tedeschi e Franco cambia lo status della nazione da neutrale a non belligerante, anche dopo che l'Italia fascista è entrata in guerra contro Francia e Regno Unito. Tramite l'ambasciatore tedesco a Madrid, il Caudillo fa pervenire a Hitler l'intenzione di entrare in guerra al suo fianco, e le truppe spagnole occupano Tangeri, porto franco internazionale. L'esercito franchista ottiene nuovi mezzi, rifornimenti e armi dalla Germania anche per pressione dell'ambiente falagista intorno a Franco, che nomina come ministro degli Esteri il filo-tedesco Ramón Serrano Súñer.
Dopo il mancato sbarco in Inghilterra delle truppe tedesche, il 23 ottobre Franco incontra Hitler a Hendaye; il Caudillo avanza l'intenzione di entrare in guerra al suo fianco ma fa richieste molto forti ai Tedeschi: oltre ad ulteriori armi, rifornimenti e materie prime, chiede come compenso Gibilterra, l'intero Marocco francese, l'Algeria occidentale fino ad Orano, il Sahara francese fino al 20° parallelo e il Delta del Niger costiero da incamerare alla Guinea Spagnola. Hitler è sorpreso dall'ampiezza delle richieste, ma machiavellicamente decide di accettarle pur di avere un altro alleato (con Slovacchia, Romania e Ungheria). Il 5 dicembre la Spagna dichiara guerra al Regno Unito e alla Francia libera aprendo le sue basi e i suoi porti ai sommergibili tedeschi impegnati nell'Atlantico.
Il 14 dicembre inizia la battaglia di Gibilterra. Sette divisioni spagnole la assediano, ma il piccolo presidio britannico resiste.
Il 19 dicembre i Tedeschi e la Francia di Vichy acconsentono che la Spagna annetta Bayonne e Perpignano.
Il 20 dicembre cade Gibilterra, è il primo successo delle forze spagnole e Franco dichiara di voler restaurare l'Impero spagnolo. La Spagna entra a far parte del Patto Quadripartito con Germania, Italia e Giappone. Viene inviata contemporaneamente una divisione di 4mila uomini a Tripoli a sostegno del Regio Esercito italiano impegnato contro i Britannici, che penetrano in Libia.
Il 21 gennaio 1941 la battaglia di Bardia vede la prima grande sconfitta degli Spagnoli a fianco degli Italiani in Africa. Seconda battaglia di Bardia il 30 gennaio: gli Italiani resistono ai Britannici e li respingono. Il 7 febbraio la Guinea Spagnola è occupata dalle truppe franco-britanniche insieme all'isola di Fernando Po.
L'11 febbraio avviene il primo bombardamento alleato in terra spagnola, che colpisce il porto di La Coruña. Il 15 febbraio un'armata britannica di 70mila uomini sbarca alle Canarie e invade successivamente il Sahara spagnolo. Altri 25mila uomini si scontrano coi Francesi collaborazionisti che aiutano la Guardia coloniale spagnola a difendere il Marocco, dove esplodono insurrezioni arabe e berbere contro i Franco-spagnoli, dopo che i Britannici hanno promesso loro l'indipendenza.
Hitler, Franco e Mussolini s'incontrano a Madrid il 25 febbraio cercando di convincere il Portogallo di Salazar ad entrare in guerra, ma questi rifiuta. Divisioni spagnole sono spedite anche nei Balcani dove gli Italo-tedeschi stanno invadendo Grecia e Jugoslavia non senza difficoltà.
2 marzo 1941: a Oviedo si registra la prima rivolta anti-franchista dopo la fine della Guerra Civile Spagnola. Attacco aereo della Royal Air Force alla flotta spagnola ancorata a Valencia l'11 marzo.
[continua]




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