
Originariamente Scritto da
Ucci Do
Sto leggendo i Quaderni Neri di M. Heidegger ed è sorprendente come alcuni suoi spunti possano essere letti anche avendo in mente l'insegnamento vedico.
Non so se lui conoscesse termini quali Atman o Brahman , ma le sue riflessioni intorno alla ricerca dell'uomo, in chiave dissolutoria, del "proprio" sé si prestano a questo parallelismo.
L'uomo "è" un sè - ma è tale da perdere se stesso o da non giungere mai a conquistarsi (…) o da restare imprigionato (…)
Tutto questo grandioso essere e poter essere lo intravediamo appena in certe penose riproduzioni o in certi modelli inariditi (…)
Posto però che l'uomo abbia scelto e che la scelta si ripercuota davvero sul suo sé e lo faccia esplodere, vale a dire posto che l'uomo abbia scelto la disvelatezza dell'essere dell'ente e che tale scelta lo riporti indietro nell'esserci, non dovrà allora allontanarsi nel silenzio (…)?
(…)
Non dovranno allora essere spezzate tutte le caselle e le cornici e tutti i sentieri battuti restare desolati?
Non dovrà allora l'animo essere improntato ad un coraggio capace di risalire molto indietro?
(…)
Chi è che già era così? E lo è ancora perché giammai altri potrebbero soppiantarlo?
Noi stiamo di fronte al nulla (*)...
(*) Nota dell'autore: niente affatto di fronte al nulla, ma di fronte a tutto e ad ogni cosa ma in quanto non ente