hai scoperto il pudore ipocrita delle società cattoliche?![]()


hai scoperto il pudore ipocrita delle società cattoliche?![]()
Il coro del Bunga Bunga:
Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore


Quello è un manuale da postare su erotismo...![]()
Il peccato dei toccamenti
1. Io qui alludo al toccare sé stessi o altri con intendimenti sensuali: in questo caso c'è
peccato mortale.
2. Se questi contatti avvengono per pura necessità, per esempio, per curare delle infermità
non sono in modo alcuno peccati, benché turbano gli spiriti genitali, o eccitino polluzione,
sempreché non vi sia il consenso della volontà; ciò è chiarito da quanto si è detto circa la
eiaculazione.
3. Se, all'infuori d'una legittima causa, si accarezza in modo veramente sensuale altre
persone, dell'uno o dell'altro sesso, non si va esenti da peccato mortale, in forza dell'evidente
pericolo di emozioni veneree e di eiaculazione in cui s'incorre. Così si devono giudicare i toccamenti
sulle parti genitali o intorno ad esse; egualmente, se sipone la mano, sensualmente,
sulle mammelle d'una donna, ancorché siano coperte dalla veste, perché, per simpatia, esiste grave
pericolo di emozione venerea e di eiaculazione.
Se poi toccansi soltanto leggermente le vesti d'una donna, credesi non vi sia peccato mortale,
poiché codesto atto non è tale da svegliare direttamente la lussuria.
La Croix, l. 3, n. 902, crede probabile che non commettano peccato mortale le domestiche
che toccano le parti genitali dei fanciulli vestendoli, a meno che esse non facciano ciò con
deliberato diletto. Non penso però che si possano scusare se fanno ciò senza necessità,
perché qui vi è pericolo per se stesse e pericolo pei fanciulli, che cominciano a diventar
grandicelli, e specialmente se sono maschi. Sorveglino i genitori con somma cura le
domestiche di perduti costumi, le quali spesso insegnano malizie ai teneri fanciulli.
4. Non v'è dubbio che mortalmente peccherebbe quella donna che anche senza ragione di
libidine, permettesse che la si accarezzasse nelle parti genitali, o vicino ad esse, o nelle
mammelle, poiché evidentemente si esporrebbe a pericolo venereo e certo prenderebbe
parte al piacere altrui è perciò tenuta a respingere subito chi la tocca, rimproverarlo,
percuoterlo, allontanare con forza le di lui mani, fuggire, o gridare se potesse mai aver
speranza di soccorso. Billuart, t. 31, p. 478.
5. Il dilettarsi toccando, senza il fine dell’accoppiamento, le parti veneree è peccato veniale o
mortale a seconda del pericolo che si corre soffermandosi in questo atto: il pericolo non è
uguale per tutti: molti si commuovono anche per un leggerissimo gesto sensuale e corrono il
pericolo prossimo di una eiaculazione; altri invece sembrano di legno e di sasso, e non sono
perciò obbligati ad avere tante precauzioni come coloro che sono sensibilissimi ai piaceri
venerei.
Dissi senza ragione, poiché non sono peccaminosi questi toccamenti se si compiono per un
motivo ragionevole e senza prava intenzione, per esempio, per pulirsi o per calmare un solletico.
Ben più, purché non vi sia pericolo di consenso, è lecito toccare se stesso, anche
prevedendo commozione venerea o polluzione, d'altronde involontaria, se esiste un grave
motivo, per esempio, per curare un'infermità, o, a detta di molti, per calmare un intollerabile
prurito, come sovente avviene alle donne. Vedi S. Liguori, l. 3. n. 419.
6. Non si reputano peccati mortali i contatti fatti, per leggerezza o giocando, sulle parti genitali
d'altra persona dell'uno e dell'altro sesso, senza che vi sia grave pericolo, di libidine; qui tutta
la malizia risiede nel pericolo, e noi supponiamo che in questo caso il pericolo sia leggiero.
Perciò, lo stringere la mano d'una donna, premere le sue dita, accarezzarle leggermente il
collo o le spalle, porre il piede sopra il suo piede, ecc. non è peccato mortale, a meno che, a
motivo della personale gracilità dell'uno o dell'altra, non esista grave pericolo di libidine.
Al contrario, il giovane che fa sedere una ragazza sulle sue ginocchia e la trattiene, o
abbracciandola la preme su se stesso ordinariamente, commette peccato mortale e la donna
non va immune dallo stesso peccato, se volontariamente a tutto ciò acconsente.
L'esperienza prova abbastanza che atti di questo genere, anche fra persone del medesimo
sesso, generano sovente il grave pericolo di abbandonarsi a cose oscene: codesti atti
devono quindi essere fuggiti o prevenuti; e non devono con facilità essere considerati come
peccati non mortali, specialmente quando provengono da passione sensuale.
Questi e consimili atti fra impuberi non sono peccati mortali, perché non v'è in essi pericolo di
polluzione. Pure i giovani si devono tener prudentemente lontani da questo genere di
divertimenti, perché non è mai troppo presto ch'essi apprenderanno le regole della decenza,
e in questa materia é bene siano cautamente messi in condizione di non commettere
neanche dei peccati veniali.
7. Il toccare libidinosamente le parti genitali delle bestie è peccato mortale che appartiene alla
bestialità: è pure peccato mortale il palpeggiarle per curiosità, per gioco, per leggerezza fino
a farne versare il liquido spermatico, e ciò non tanto per la dispersione del seme della bestia,
quanto perché tale azione eccita violentemente la libidine in chi tocca la bestia stessa. Così
S. Liguori, l, 3, n. 420. Collet, Billuart, e molti altri, contro Diana e Sanchez, il quale ultimo ha
poi modificato la sua opinione.
Secondo La Croix, Sanchez, e S. Liguori non sarebbe peccato mortale il toccar le parti
genitali d'una bestia senza intenzioni libidinose, sempre che non avvenga perdita di seme;
Concina, Collet, e Billuart, ecc. affermano l'opposto e sostengono che questa azione è
gravemente pericolosa.
Colui dunque che predilige la castità deve astenersi da questi atti e i confessori devono
comportarsi con molta prudenza verso coloro che peccano su questa materia, al fine di non
conturbarli con conseguenze o con pericolo.
Quelli che sono da necessità obbligati ad aiutare nei loro accoppiamenti gli animali domestici,
come i cavalli, i tori e i porci, non peccano, benché sorgano in essi dei movimenti libidinosi, ai
quali però essi non acconsentano. È questa opinione universale.
Dall'Alpe alle Piramidi
dal Manzanarre al Reno
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar


edificante !


La butto lí: ma non è che chi parla troppo di sesso poi nei fatti.....?
![]()
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...




«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...



