
Originariamente Scritto da
vanni fucci
In sessuologia vengono distinte due forme di omosessualità, l’una a carattere congenito-costituzionale, l’altra a carattere acquisito e condizionata da fatti psico-sociologici e ambientali. La prima omosessualità si spiega con le «forme sessuali intermedie» (per usare questa espressione di M.Hirschfeld). Si sa che inizialmente nel feto e nell’embrione sono presenti entrambi i sessi. Soltanto successivamente interviene un processo di «sessuazione» grazie al quale i caratteri dell’un sesso divengono predominanti mentre quelli dell’altro sesso si atrofizzano o divengono latenti, senza però scomparire del tutto. Vi sono casi in cui questo processo di sessuazione è incompleto,nei suoi aspetti fisici ovvero psichici. Allora è possibile che quell’attrazione erotica che in via normale si basa sulla polarità dei sessi (sull’eterosessualità) e che è tanto più intensa per quanto più decisa è questa polarità, ossia per quanto più l’uomo è uomo e la donna è donna, nasca anche fra individui che anagraficamente, ma non costituzionalmente, sono dello stesso sesso, appunto perché in realtà sono «forme intermedie». In questi casi l’omosessualità è spiegabile e per essa si può avere una comprensione : voler rendere «normali», cioè attratti dall’altro sesso, un omosessuale di tale tipo equivarrebbe a fargli violenza, a voler che non sia se stesso: tentativi terapeutici in tal senso sono sempre falliti. Il problema sociale sarebbe risolto, ove questi omosessuali formassero ambienti chiusi, rimanessero fra loro, non contagiassero nessuno non avente la loro condizione. Non vi sarebbe ragione di condannarli in nome di una qualsiasi morale