Secondo il I° corollario dell'equazione base Egaliana che le eccezioni sono uguali alle regole , saresti un 33° grado della gerarchia giornalese:
https://www.milanlive.it/2014/07/02/...egie-in-vista/


Secondo il I° corollario dell'equazione base Egaliana che le eccezioni sono uguali alle regole , saresti un 33° grado della gerarchia giornalese:
https://www.milanlive.it/2014/07/02/...egie-in-vista/
Preferisco di no.


Comunque il thread si può riassumere in :
"la Franzoni ha accoppato il figlio , allora gli omosessuali possono adottare ! e berlusconi allora???"
E' corretto?
Preferisco di no.


La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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Chi millanta oggi una presuntissima povertà (smentita e smentibile in ogni istante dai servizi segreti polliani) come piattaforma di maggiore attendibilità e distacco dall'opulenza , finge di ignorare che fino a 60 anni fa l'Italia era un paese povero ed il 95% della popolazione faceva fatica a mettere insieme pranzo e cena per cui certi racconti sono patrimonio comune famigliare della pressochè assoluta maggioranza dei forumisti che per vari motivi (il poter discutere dell'elemento oggettivo e verificabile e non del "mi ha detto mio cugggino" o magari semplice riservatezza personale) lasciano questo elemento fuori dalla discussione.
Preferisco di no.




quello che ha scritto Sgiar
https://forum.termometropolitico.it/...l#post15161124
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


I post di druuna sono come i film di Ozpetek secondo Monicelli , @amerigodumini
Preferisco di no.


Si ma https://forum.termometropolitico.it/...l#post15162204
Non vedo il nesso. Chiunque può essere un bravo o un cattivo genitore è un dato di fatto. Questo non aggiunge indizi su quale sia il tipo di famiglia migliore, cioè perchè dovremmo pensare che sarebbe meglio preferire quella gay?
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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