
Originariamente Scritto da
globulonero
Il mio patrimonio genetico si è formato nel ventennio che ha preceduto la "liberazione", quindi intimamente intriso degli ideali che a quel tempo infiammavano la quasi totalità degli italiani.
Finito il conflitto ed eliminato in modo impeccabilmente civile il feroce dittatore, sentii per la prima volta la parola "democrazia". E mi dissero che essa significava governo di popolo e che quindi il diritto a governare doveva scaturire dal voto di tutti i cittadini; che tutti erano uguali, senza distinzione di sesso,appartenenza politica o religiosa; che tutti potevano votare ed essere eletti.
Il che, a dirla con la Bibbia, mi sembrò cosa buona e giusta e mi sentii quasi colpevole per la ventennale tirannia che aveva privato gli italiani di un bene tanto prezioso.
Ma ahimè, dovetti ben presto ricredermi:
Non è affatto vero che qualsiasi cittadino può essere eletto, poiché i candidati vengono imposti dalle consorterie politiche.
Non è affatto vero che gli eletti fanno gli interessi degli elettori, perchè una volta ottenuto il voto non fanno altro che accapigliarsi per le poltrone più remunerative o prestigiose, saltando acrobaticamente da un partito all'altro, arricchendosi sulla pelle dei creduloni, magari anche rubacchiando, tanto per arrotondare. Non è affatto vero che il diritto a governare deriva dal consenso popolare: quanti governi abbiamo visto nascere da accordi mercantilistici nelle segreterie di partito o manovre di palazzo e talvolta addirittura da parte di chi le elezioni non le aveva vinte?
Non è affatto vero che la volontà popolare va sempre rispettata: successe in Austria con Heider e succede in Francia con Le Pen, al quale fu addirittura impedito di prendere la parola al parlamento europeo.
Non è affatto vero che tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di appartenenza politica, perché alcuni, ritenuti impresentabili da questi strani democratici che detengono il potere, sono costretti nelle loro riserve. Chi non è”sinistro” o ex (si fa per dire) democristiano viene additato al pubblico ludibrio,ma può partecipare alla tavolata se rinnega il suo passato e tradisce i suoi ex camerati per sete di potere o fame di poltrone a lungo repressa forzosamente. E se la società non è completamente addomesticata, prona alle prepotenze i democratici si infuriano e per difendere la legalità si scatenano nelle piazze devastando negozi, frantumando vetrine, incendiando automobili e cassonetti.
E sempre per la difesa della legalità si arrestano poliziotti e si lasciano liberi delinquenti. Si incrimina un carabiniere perché non era d'accordo a farsi ammazzare con un estintore, osando persino sparare per difendersi. E il delinquente diventa martire e il carabiniere assassino.
Ladri e veline che diventano ministri; scherzi di natura che sfilano, chiappe al vento e agghindati come maschere carnevalesche di cattivo gusto, ostentando l’orgoglio omosessuale;giardini pubblici, una volta luogo di svago per i nostri bambini, invasi da drogati e spacciatori;teppaglia di tutte le razze che rapinano, ammazzano e fanno i loro porci comodi nei nostri viali e nelle nostre piazze; un popolume senza Dio, senza Patria e senza Famiglia; nostalgici degli staterelli pre-unitari che sputano il loro veleno, offendendo con la sola loro esistenza la memoria delle migliaia di ragazzi che per l’unità d’Italia hanno offerto, in epoche diverse, la loro vita .
Ma cari signori, che ca...volo mi avete raccontato?
Al diavolo questa vostra "democrazia". Io mi tengo il mio codice genetico, anche se
fuori legge grazie ad una "norma transitoria", che sta transitando da sessantacinque anni sul vostro binario morto.