Rif: La piazza? Delle caste!
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THE MATRIX
Questo lo dici tu. Di operai è pieno. L'unica cosa che invece non esiste più, a parte la Fiat notevolmente ridimensionata, sono le grandi fabbriche.
Oggi esistono miriadi di piccolo e medie fabbriche piene di operai che compongono oltre il 90% delle aziende italiane.
Ma figuriamoci.
La percentuale di occupati nell'industria é intorno al 30% della forza lavoro
E di questi solo una parte sono operai.
Rif: La piazza? Delle caste!
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THE MATRIX
Prendiamone atto, sono finiti i tempi degli operai che scendevano nelle piazze, che scioperavano e protestavano per i loro diritti.
A dire la verità nemmeno ci siamo accorti del cambiamento, quando è cominciato e come sia accaduto che nelle piazze ormai scendono ... altri a protestare.
Scendono i sindaci, i giornalisti e i magistrati, scendono i medici, i professori e i dirigenti dello Stato .... ma degli operai ormai non si ha quasi traccia. Spariti quasi completamente e certo è che in quelle piazze storiche, una volta calpestate da centinaia di migliaia di tute blu, oggi se ne vedono ben pochi.
Oggi a calpestare piazze non storiche (San Giovanni è difficile da riempire) ci sono ben altri piedi che calzano ben altre scarpe oltre che abiti e certo non portano gli scarponi antinfortunio. Oggi nelle piazze ci sono invece le caste, quelli che problemi non ne hanno. Ed infatti nessuno può negare che che costoro non scendono mai in piazza per i loro diritti, ma sempre per quelli degli altri, quelli dei più deboli.
Così i Sindaci, i giornalisti, i magistrati, i medici... scendono in piazza per i diritti dei cittadini che invece sembrano non essersi accorti di diritti lesi.
Quanta generosità! Quanta superiorità morale da parte di persone che dimostrano così di meritare il ruolo che hanno e che la loro prima ed unica preoccupazione sono gli altri.
Viene solo un dubbio, un dubbio serio che può mettere in discussione tale altruismo: ma dove erano costoro quando le tute blu protestavano per quelli che ritenevano i loro diritti innegabili?
Perchè, delle due l'una, o le tute blu non hanno mai capito quali sono i loro bisogni e protestavano quando non era affatto necessario, o le caste non ce la raccontano giusta.
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Viene solo un dubbio, un dubbio serio che può mettere in discussione tale altruismo: ma dove erano costoro quando le tute blu protestavano per quelli che ritenevano i loro diritti innegabili?
Forse erano insieme a te a scrivere peste e corna della Fiom che cercava di difendere gli operai dallo strapotere della FIAT.
Scusa ma con che faccia scrivi certe cose?
Cioè....renditi conto.
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THE MATRIX
Guarda che io mica mi lamento. Ti faccio solo notare che le caste sono scese in piazza a difendere i loro privilegi. E che, da furbacchioni opportunisti quali sono e sono sempre stati, vengono pure a raccontare che non è per i loro interessi.
Certo che ritenere che la classe operaia non sappia quali sono i propri diritti non sia disprezzarlo ... bè non so cosa sia, un povero deficiente probabilmente.
Ma vedi, quello che tu ti sei premurato di descrivere ha un nome solo, si chiamava avanguardia, quella che pensava di interpretare prima di altri e più di altri i bisogni delle persone. Quelli che, attraverso la loro azione avrebbero portato in evidenza tali bisogni ai quali i più si sarebbero associati in quanto innegabili.
Chi li avesse incaricati di ciò, chi li avesse nominati tali, non era mai il popolo, ma qualche generale o dittatore.
Comunque non ti sei accorto che da tempo c'è in campo un'altra e ben più pericolosa alternativa al capitalismo.
Purtroppo non rientra negli schemi marxisti leninisti e così viene ignorata.
Un guaio.
Se dunque l'operaio è felice della sua condizione (compreso telefonino con fotocamera) e se chi gli vorrebbe spiegare le possibilità di progresso (della sua condizione) è un ... antidemocratico... allora... perchè questo thread???
Fanno bene quelli che pensano a sè. No?
W le caste, dunque.
Che cerchino di papparsi tutto il possibile.
E forse qualcuno si accorgerà che col suo bel telefonino gli hanno tappato tutti gli orifizi.
Notte, va'.
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Artico
Forse erano insieme a te a scrivere peste e corna della Fiom che cercava di difendere gli operai dallo strapotere della FIAT.
Scusa ma con che faccia scrivi certe cose?
Cioè....renditi conto.
E' il classico ragionamento da becero destrorso. Partono dall'idea che tutto il mondo sia pari a loro e quindi biecamente egoista e con la visione che non va oltre il proprio ombelico.
Per loro i milioni di cittadini americani bianchi che scendevano i piazza insieme a Martin Luther King erano ipocriti membri della "casta".
D'altronde "casta" per i destri ha un significato prettamento anti elite culturale, in pratica tutto cio che é vagamente piu civile di un rutto é radical chic, intelletuale nella torre d'avorio. E' una terminologia che ha un significato ben diverso dal suo significato in ottica liberale (casta = chi gode di una rendita di posizione) o socialista (chi detiene il potere economico)
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Marximiliano
Esatto.
In realtà la definizione si presta a interpretazioni molto ampie. Ad esempio un professionista che tira la fine del mese e accende un cero tutte le volte che entra un lavoro, può pensare che essere dipendente della PA, con cassa integrazione, lavoro garantito, stipendio fisso e aumenti programmati, ferie pagate, malattia pagata, ecc ecc significa far parte di una casta.
D'altra parte le definizioni su internet non è che aiutino molto
define:Casta - Cerca con Google
E' orribile quello che hai detto. Se non altro perché è dimenticare mille battaglie che hanno fatto persone prima di noi per questi "privilegi" che chiamiamo "diritti acquisiti".
Se voleva essere una provocazione ci sei riuscito.
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THE MATRIX
Prendiamone atto, sono finiti i tempi degli operai che scendevano nelle piazze, che scioperavano e protestavano per i loro diritti.
A dire la verità nemmeno ci siamo accorti del cambiamento, quando è cominciato e come sia accaduto che nelle piazze ormai scendono ... altri a protestare.
Scendono i sindaci, i giornalisti e i magistrati, scendono i medici, i professori e i dirigenti dello Stato .... ma degli operai ormai non si ha quasi traccia. Spariti quasi completamente e certo è che in quelle piazze storiche, una volta calpestate da centinaia di migliaia di tute blu, oggi se ne vedono ben pochi.
Oggi a calpestare piazze non storiche (San Giovanni è difficile da riempire) ci sono ben altri piedi che calzano ben altre scarpe oltre che abiti e certo non portano gli scarponi antinfortunio. Oggi nelle piazze ci sono invece le caste, quelli che problemi non ne hanno. Ed infatti nessuno può negare che che costoro non scendono mai in piazza per i loro diritti, ma sempre per quelli degli altri, quelli dei più deboli.
Così i Sindaci, i giornalisti, i magistrati, i medici... scendono in piazza per i diritti dei cittadini che invece sembrano non essersi accorti di diritti lesi.
Quanta generosità! Quanta superiorità morale da parte di persone che dimostrano così di meritare il ruolo che hanno e che la loro prima ed unica preoccupazione sono gli altri.
Viene solo un dubbio, un dubbio serio che può mettere in discussione tale altruismo: ma dove erano costoro quando le tute blu protestavano per quelli che ritenevano i loro diritti innegabili?
Perchè, delle due l'una, o le tute blu non hanno mai capito quali sono i loro bisogni e protestavano quando non era affatto necessario, o le caste non ce la raccontano giusta.
E' il metodo delle dittature moderne, dare le caramelle al popolino per farlo stare calmo, e quelli che protestano.... basta far finta che non esistono e non parlarne nei media tutti controllati dal dittatore.
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samba de amigo
E' orribile quello che hai detto. Se non altro perché è dimenticare mille battaglie che hanno fatto persone prima di noi per questi "privilegi" che chiamiamo "diritti acquisiti".
Se voleva essere una provocazione ci sei riuscito.
Purtroppo è solo la realtà.
Le lotte degli operai per i propri diritti avevano un senso nel trovare un equilibrio tra diritti e doveri nei confronti di "padroni" che ovviamente pensavano solo al proprio guadagno e, senza sindacati, senza scioperi, avrebbero continuato tranquillamente a sfruttare la classe operaia spremendo il massimo e dando in cambio il meno possibile.
Cosa è successo quando questo equilibrio non è stato più sostenibile economicamente? I diritti acquisiti naturalmente non si potevano toccare, era impensabile. Allora la soluzione è stata creare strati sociali AL DI SOTTO della classe operaia. Prima si usava la parola "proletari" per indicare una classe sociale "al di sotto della quale non c'erano altre classi": i proletari erano detentori di prole e basta, i padroni erano quegli altri. Dopo sono arrivati i precari, i lavoratori interinali, i liberi professionisti di basso profilo (non parlo certo degli avvocati affermati). Allora ci si è accorti che anche "i proletari" godevano di qualcosa di cui altri non godevano. Malattie pagate ad esempio, i professionisti non ce la hanno; lavoro continuativo, un professionista se lo deve cercare tutte le volte che ne finisce uno; maternità, una professionista che rimane incinta non riceve soldi da nessuno... ovvio che a chi guarda DAL BASSO, tutto ciò che sta più in alto appare privilegiato...
Rif: La piazza? Delle caste!
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Originariamente Scritto da
FLenzi
E' il metodo delle dittature moderne, dare le caramelle al popolino per farlo stare calmo, e quelli che protestano.... basta far finta che non esistono e non parlarne nei media tutti controllati dal dittatore.
Domanda:
Come mai allora si fanno sempre riprese oceaniche delle manifestazioni delle varie parti politiche, specie di quelle all'opposizione?
Masochismo del dittatore?
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occidentale
Domanda:
Come mai allora si fanno sempre riprese oceaniche delle manifestazioni delle varie parti politiche, specie di quelle all'opposizione?
Masochismo del dittatore?
Ma dove? Ma quando?
Mi pare sia il Tg1 che si inventa il pubblico per il nano e non altri.
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THE MATRIX
Prendiamone atto, sono finiti i tempi degli operai che scendevano nelle piazze, che scioperavano e protestavano per i loro diritti.
Però facciamo anche un po' di proporzioni.
In passato gli operai manifestavano per diritti -su scala nazionale- di tutti gli operai, diritti che sono poi stati acquisiti. Tutti manifestavano per se stessi e allora si generavano le folle oceaniche. E parliamo di diritti civili e talora umani che mancavano nelle fabbriche. Forse all’epoca i sindacati erano anche meno autorevoli e quindi organizzavano meglio la rappresentanza dal basso. Poi in passato tutto era più politicizzato e la lotta operaia aveva un maggiore significato ideale di parte.
Attualmente, a diritti acquisiti, manifestano principalmente -ma non unicamente- quegli operai cui qualche impresa o ditta questi diritti vuole toglierli, o “semplicemente” vuole licenziare. Allora trovi i gruppetti che salgono sui tetti o fanno lo sciopero della fame. E i sindacati funzionano peggio. Il legame col “generale” oggi c’è (se toglie i diritti la ditta x, prima o poi li toglie anche la ditta y) ma è più debole, meno evidentemente tocca tutti.