Il 22 gennaio 2004 Berlusconi ha celebrato i dieci anni Forza Italia e io scrissi questo commento, oggi ancor più attuale di allora
LA BALENA BIANCA PROSSIMA VENTURA
di Cireno
Dopo aver assistito alla penosa celebrazione intrisa di colore azzurro e di reminescenze paleo-staliniste che hanno celebrato dieci anni di Forza Italia; dopo aver constatato ancora una volta come l’Uomo della Provvidenza, quello mandato direttamente dallo Spirito santo, almeno secondo le farneticazioni da iperlipidosi di quel facsimile di prete che perde le brache mentre cammina in pubblico; al termine di una manifestazione che dovrebbe far almeno arrossire chi ha partecipato e applaudito Lui, il Centro del Compasso Cosmico, la Salvezza dei moderati abbandonati, la Luce dei disoccupati, dei poveri, dei ricchi, dei ladri e degli onesti, dopo aver dovuto ancora una volta prendere atto che l’ Unto del Signore è probabilmente del tutto fuori di melone, perché le cose che è riuscito a dire nel corso del suo “comizio auto-celebrativo” sono state di tale insulsaggine politica e contemporaneamente anche così gravi, che io sono convinto che nella parte intelligente della Casa delle Libertà, mi riferisco a Follini, Casini, Tabacci ecc. deve essere scoppiato un improvviso desiderio di vacanze nei Mari del Sud.
In effetti non si potrebbe dar torto agli eredi puliti della Prima Repubblica, lato DC, se prendendo coscienza della bassa condizione in cui sono precipitati coabitando con l’Eletto di don Gianni B-Bozzo, volessero davvero fuggire per non farsi vedere sulla scena politica insieme al Farneticante.
Ma io sono convinto che nel loro intimo Follini e amici stiano meditando altro che non fuggire lontano, e questo “altro” potrebbe benissimo essere una riedizione della DC in collaborazione con i sodali amici del Centro Sinistra (da Franceschini a Mastella magari un Montezemolo che non ci starebbe male). Il motivo di questo desiderio nasce dalla constatazione, ormai incontestabile, che Forza Italia non è un partito di centro ma un partito di destra, e nemmeno tanto liberale. E questo significa che i cosiddetti moderati votano Forza Italia obtorto collo, non essendoci altro partito di una certa rilevanza che possa essere votato nel centro-destra. Argomenti e ragioni differenti ma ugualmente valide dal loro punto di vista sono nell’Ulivo. Il primo argomento è che “forzatamente “ l’Ulivo è obbligato ad avere come candidato un ex-democristiano della più bell’acqua, altrimenti non avrebbe candidati possibili fra riformisti, comunisti o verdi, quindi in sostanza un uomo del Centro, degli amici degli amici. La seconda ragione è che per certi personaggi il vestito dell’Ulivo con Diliberto o Bertinotti sta stretto, e perfino la feroce determinazione di Di Pietro circa la questione morale, dà un certo disturbo. Non perché, come qualcuno potrebbe insinuare, hanno scheletri da tenere ben chiusi negli armadi ma perché, da buoni figli della DC, hanno la tendenza a parlare mormorando, e quindi non amano le urla: e Di Pietro urla.
Eppoi c’è la questione politica. In Italia un partito di centro, meno esaltato nei personaggi rappresentativi che non Forza Italia, senza il contorno dei vari Taormina, senza avere sulle spalle il problema gravissimo del conflitto di interessi mai risolto, come è invece oggi nella CDL, senza l’assillo della Voce del Padrone, che ragiona come se il partito fosse una succursale di Mediaset e i politici che stanno con lui, suoi dipendenti, ecco dicevo, un centro alla DC, io sono certo che raccoglierebbe ancora un grandissimo numero di consensi elettorali. Ma non è detto che siano solo Follini, o Casini o Rutelli a pensarci. Credo che il Cavaliere dei mille stratagemmi, potrebbe anche pensare a un’ovvia ovvietà come il Partito dei Moderati, così da togliere il terreno sotto i piedi agli ex-nostalgici DC, e rimettere insieme i cocci di un vaso che si sta crepando e contemporaneamente dare nuova veste a quella Forza Italia abbastanza fanèe. Mai dare il cavaliere per perso: come i gatti ha mille vite.
Dall’altra parte, nell’Ulivo voglio dire, la possibilità non sarebbe molto gradita, evidentemente, ma contribuirebbe a fare chiarezza. Ipotizziamo infatti per un attimo questo scenario: gli ex-dc di destra e di sinistra si uniscono, e magari sotto la spinta di un risorto Martinazzoli, che è stata una figura onesta e stimata della vecchia balena bianca, si presentano alle elezioni così da costituire uno dei tre schieramenti classici più due alle estreme: loro al centro, a destra Forza Italia o gli avanzi insieme ad AN, e ancora più a destra, isolata la Lega; alla sinistra un forte Partito Riformista, federato con Verdi-Correntone DS e PDCI, ancora più a sinistra Bertinotti. Di Pietro sono certo che, dopo molti batti e ribatti, entrerebbe a far parte della nuova formazione di Centro. L’ago della bilancia tornerebbe così nelle mani di chi lo ha sempre avuto, il partito di centro che si ispira ai valori cattolici, che si alleerà di volta in volta a destra o a sinistra secondo interesse e risultati elettorali. Gli anni di Forza Italia rimarranno nella mente degli italiani come un brutto sogno, l’Ulivo cesserebbe di sbranarsi al suo interno in discussioni sterili, e tutti vivrebbero felici e contenti. Almeno i cosiddetti moderati, quelli che ancora oggi soffrono per la scomparsa della vecchia DC, ma non solo, perché sarebbe poi tutto più semplificato.
Ho detto che questo scenario, se si realizzasse, servirebbe anche a fare chiarezza all’interno dell’Ulivo. La spiegazione è semplice: sappiamo tutti come ci siano, all’interno dei DS, due correnti di pensiero differenti. Di conseguenza il partito sta insieme perché attaccato con…. lo sputo, come si dice. Chi vuole seguire la strada del riformismo “debole”, che è quello che pensa che la pratica delle riforme vanifichi il finalismo rivoluzionario e quindi accetta in pratica il sistema liberista o neo-liberista o semplicemente capitalista, potrà finalmente costruirsi il partito Riformista come da vecchio progetto. Chi pensa invece a un riformismo “forte”, cioè quello che accetta e promuove le riforme ma le considera palliativi in un quadro di finalismo rivoluzionario, avrà modo di esplicitare le sue idee in un contesto partitico più adatto. Bertinotti sarà libero di portare avanti i suoi progetti, e dall’altra parte la Lega urlerà da sola alla luna come i lupimannari.
C’è qualcuno che crede che non ci si pensi, a questo progetto? Aspettiamo le elezioni europee: se Forza Italia dovesse andare male, magari sotto il 20%, ne sentiremo parlare di sicuro. E se non sarà in questa occasione, sarà per domani o dopodomani, il grande centro è un piatto di miele per i politici nostrani.




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