"Regneranno disoccupazione e pauperizzazione, mentre prospererà soltanto una classe minoritaria, collegata ai mercati mondiali e appoggiata dalla classe dei funzionari e salariati protetti. L’orrore economico sta per arrivare. L’egualitarismo, per un effetto perverso che prova come esso sia in realtà l’esatto contrario della giustizia in senso platonico, costruisce società oppressive sul piano socio-economico. Lo Stato-Provvidenza socialdemocratico, fondato sul mito del Progresso, crollerà sicuramente come il sistema comunista — ma con un fracasso maggiore. L’Europa è in via di terzomondizzazione. Siamo di fronte alla crisi, o piuttosto alla rottura dei chiavistelli dell’edificio socio-economico."
"La prima è la cancerizzazione del tessuto sociale europeo. La colonizzazione di popolamento dell’emisfero Nord da parte dei popoli del Sud, sempre più imponente a dispetto delle affermazioni rassicuranti dei media, e gravida di situazioni esplosive, soprattutto in relazione al crollo delle Chiese in Europa, divenuta terra di conquista da parte dell’islam: il fallimento della società multirazziale, sempre più multirazzista e neotribale; la progressiva metamorfosi etno-antropologica dell’Europa, autentico cataclisma storico; il ritorno del pauperismo nell’Est e nell’Ovest; la progressione, lenta ma costante, della criminalità e del consumo di stupefacenti; lo sfaldamento continuo delle strutture familiari; il declino dell’inquadramento educativo e della qualità dei programmi scolastici; l’incepparsi della trasmissione del sapere culturale e delle discipline sociali (imbarbarimento e incompetenza); sparizione della cultura popolare a tutto vantaggio di un abbrutimento delle masse passivizzate dall’elettro-audiovisivo (Guy Debord si è suicidato perché aveva visto troppo giusto nella sua Società dello spettacolo, scritta nel 1967); il declino costante dei tessuti urbani o comunitari a tutto vantaggio delle zone peri-urbane fluttuanti senza gradevolezza ne coerenza ne legalità ne sicurezza; l’instaurarsi, in Francia particolarmente, di una situazione endemica di sommosse urbane — un Maggio strisciante sempre più grave —; la sparizione di ogni autorità civile nei paesi dell’ex URSS in preda al declino economico. Tutto questo accade nel momento in cui gli Stati-nazione vedono declinare la loro sovranità senza poter contenere pauperismo, disoccupazione, criminalità, immigrazione clandestina, potere crescente della mafia e corruzione delle classi politiche; e nel momento in cui le elite creatrici e produttive, in preda al fiscalismo e a una sorveglianza economica accresciuta, sono tentate dalla grande avventura americana. Una società sempre più egoista e selvaggia, avviata al primitivismo, paradossalmente dissimulata e compensata dal discorso della “morale unica”, angelica e pseudo-umanista — ecco quello che ci aspetta, anno dopo anno e in misura sempre crescente, fino al punto di rottura."
G. Faye - 3. La diagnosi: la modernità inizia la convergenza delle catastrofi
La catastrofe e l?archeofuturismo. | domenicofargnoli




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