
Originariamente Scritto da
carter
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Zinder, 2 mar. (askanews) - L'invasione della Cecoslovacchia nel '68 ad opera delle truppe del Patto di Varsavia sarebbe avvenuta su invito di Alexandr Dubcek, secondo una clamorosa e controversa ricostruzione storica promossa dall'Ambasciata russa di Bratislava.
L'inedita tesi - destinata inevitabilmente a creare molte polemiche anche in Repubblica ceca, l'ex stato gemello al tempo della Cecoslovacchia - è sostenuta da Svjatoslav Rybas, uno studioso russo che l'ha esposta nel corso di un giro di conferenze in Slovacchia.
A creare sconcerto fra coloro che hanno sempre considerato Dubcek l'eroe della Primavera di Praga e la prima vittima della invasione militare sovietica nel 1968, è soprattutto la pubblicazione della tesi di Rybas nel sito web della rappresentanza diplomatica del Cremlino in Slovacchia. Della cosa cosa si è accorto, denunciandola immediatamente, un attivista slovacco anti Cremlino, Juraj Smatana, secondo il quale si tratta "dell'ennesimo caso nel quale la propaganda russa si propone di influenzare l'opinione pubblica occidentale". Smatana ha promosso una petizione su Internet, rivolta all'Ambasciata russa, che recita: "Noi, cittadini della Slovacchia e della Repubblica ceca, vi chiediamo di rimuove immediatamente dal vostro sito web il testo con le tesi di Rybas, che non solo offendono la memoria di Alexandr Dubcek, ma tutti gli abitanti dell'allora Cecoslovacchia testimoni di quel periodo".
Per ora non si registrano reazioni ufficiali né da parte delle autorità slovacche, né da quelle della Repubblica ceca. Lo storico Rybas sostiene che fu proprio Dubcek, allora segretario generale del partito comunista cecoslovacco, a chiamare personalmente Leonid Breznev, sollecitandogli l'intervento militare in Cecoslovacchia, ciò che poi avvenne quattro giorni dopo. La telefonata sarebbe avvenuta il 16 agosto, appena quattro giorni prima che i carri armati sovietici e degli altri paesi del Patto di Varsavia (ad eccezione della Romania) entrassero nel territorio della Cecoslovacchia, arrivando sino alla capitale Praga. Secondo Rybas, Dubcek era giunto alla conclusione che il processo di riforme e di realizzazione del cosiddetto "socialismo dal volto umano" fosse ormai diventato incontrollabile e che nel paese fosse in atto una controrivoluzione.