In Italia esiste un diritto alle scelte dettate dalla propria coscienza.
In Italia esiste un diritto inerente la scelta di una donna sull'interruzione della propria gravidanza per un qualsiasi motivo che la puerpera reputa valido o sufficiente.
Quando entrambi i diritti diventano incompatibili tra loro vuol dire che c'è qualcosa che non va.
Uno dei due diritti deve essere considerato gerarchicamente inferiore all'altro?
E quale dei due?
Chi se la sente di stabilirlo e conseguentemente di legittimare la soppressione di un proprio diritto a favore di un altro diritto ad esso incompatibile ma considerato da terzi gerarchicamente superiore?





