Secondo voi che succede quando uno pubblica le frasi private scambiate con qualcuno, le sue e quelle di questo qualcuno, nell'esatta successione? cambiano di segno, assumono un significato più largo o lo perdono? sta per così dire tentando maldestramente di aumentare l'audience risparmiando sulle parole nuove che potrebbe dire, sta usando le frasi dette in origine a una persona riferendole a (possibili) altre, come se le persone fossero several remote nations of the world? possibile che non può fare gli stessi discorsi destinati a molti, svarieggiando un po' lui d'animo per primo?
se anche le parole lievi ed acquietate possono indicare tutt'altro, se non possiamo non sdegnarci profondamente del mondo pensando a noi, se al mondo com'è facciamo male come a noi stessi, al nostro cuore, e preferiremmo abbandonarli ( il cuore e il mondo) nell'impossibilità di conciliarli piuttosto che vederli sbagliati, perchè non potrebbe succedere lo stesso, di sbagliare contatto e indovinare la cosa da dire, o viceversa di stabilire nuovi contatti con le stesse parole?
perchè la giustizia, che è una, non si autoriproduce?
Ad esempio uno vede che in uno dei tuoi post c'è un riferimento a Renato Zero e ti manda un privato intitolato appunto Renato Zero: "Grande artista, sottovalutato." Non trovi niente di meglio che intervenire, gettando acqua sul fuoco dove non c'è': "ho appena visto la sue spalle al Muro. Non sono un fan. Tu che fai? Io cerco di sfondare nel mondo della critica ahahah". Allora lui: "Come tanti artisti ha dato il meglio ad inizio carriera. Comunque ha sdoganato in Italia il glam rock, o glitter se preferisci.. ..poi nemmeno io sono un fan, ma in generale mi pare la musica di degli anni 70~80, anche in certe cose becere (o che all'epoca potevano apparirci tali) sia stata nettamente superiore a quella di adesso. Per dire JM Jarre pareva un bambinone che giocava coi cosi elettronici, avercelo un altro JM Jarre adesso.. ..Saluti" In fondo al messaggio, l'iniziale puntata del suo nome. Tu ostenti distacco: "come fai a sapere tutte queste cose?sei nato negli anni 70 (inizio) come me? Jean Michel il figlio di Maurice?". Passano mesi. Oggi torna alla carica: "E degli Alan Parsons Project che dici?". E tu rispondi:
"mi sembrano il Lato Oscuro della Forza. La colonna sonora di uno spot ( impossibile da usare altrove) o di un film di Rocky. Sono come i Survivor.
Non si dice più impianto hi-fi e gli Alan Parsons Project sono insuperati, la Luce, l'epitome del salto (non solo tecnologico) nel futuro. Un gioco (terribile gioco inutile guerra) di "del" e "nel", di "di" e di "il", di maiuscole e minuscole, di virgolette e senza virgolette, di "non" e di "ma", di cose previste e le cose mai apprese (scontro tra "di" e "le" e non assonanza tra cose in un modo e non nell'altro, ma sempre appaiate, sempre a due a due in quanto cose, cosa l'una cosa l'altra ), armonico e asimmetrico disarmonico asimmetrico, con la congiunzione "e" o senza, anzi oppure "oppure" con la congiunzione "e" e senza virgola e non virgola, sempre gioco, ma col "sempre" sempre evocativo, mai anticipatorio, gioco, sì* ma tra prevedere e sapere, di salti e di Santi, i bui e i futuri, la merda, la meta. Il volto del salto nel buio del futuro, della Luna, unico come la merda, come la Verità. Il volto del Santo. Sabato e domenica senza più volto, senza più raffronto.
*ecco il sì compensativo degno compagno e degno rivale di "sempre", inutile e necessario come il degno ( e perciò, inutile come lo sdegno o utile al degno senza il come), come il come e senza parteggiare per la "e" rispetto alla virgola, che ecco ce l'ha fatta a farsi citare ancora, non prima di aver lasciato non sé stessa ma un che, un prima, che indubbiamente ( l'unica parola necessaria, che sta da sola è indubbiamente. Senza voler mitizzare il concetto di "unico/a" o l'indeclinato-finora- "senza". Indubbiamente. No, anche i trattini testè introdotti. anzi ogni sillaba testè introdotta, ogni segno, ogni uso che esclude l' "ogni"sSanti, l'OgnisSantui: l'OgnitTestui altrui: ogni cosa che è nuova e che speriamo- non come il che, i due punti le virgolette o i trattini, per citare i più recenti non escluso il per-non sia costretta a ripetersi. Ma costringere e bisogno non sono sinonimi? e a ripetersi non è già quel punto interrogativo che credevo unico, che credevo di non ripetere e in effetti è ancora irripetuto anche se fa ripetere ancora e introduce il concessivo, che a me sembra più dubitativo", anche se" quindi dovrei metterlo due volte e infatti lo metto?? e quel "quel" resisterebbe ancora per molto a essere usato una volta sola se già non mi chiedessi se resisterebbe? e il già, con o senza il, che in quel caso sembra una risposta affermativa, fa nascere o anch'esso è un sinonimo, nella fattispecie sinonimo di far nascere, attestando qualcosa che c'è già? ") si disseminerannno, si (auto)riprodurranno. Apparentemente, se ciò che nasce mentre lo portiamo alla Luce non è sembrare, se di nascere non sembra anche a noi ( la parola noi essendo la più vuota tautologia, sperando di non asserire, io per primo o per secondo, dicendo così, una tautologia), se prima è prima e non "il" prima o "un" prima."
Oppure lo scambio di battute con un'altra persona. Stavolta inizi tu, giocando con la sua firma, gli spedisci un messaggio sfruculiante, lo definisci "brodino per le masse". Poi gli dici, dandogli del tu, soltanto queste parole: che dovrebbe cercare altrove ciò che va bene per tutti, che la sua è solo un'evasione. Allora lui ti chiede cosa tu, Pietro, cerchi nella tua evasione, o sarebbe lo stesso, cosa vuoi dalla vita, o, sarebbe sempre lo stesso, dal forum. Tu, intitolando il messaggio "cittadino inevaso", replichi come un oracolo: "non il sole la gloria nè la nazione solo la verità, pestifera e sventurata. Non luminosa, chiara come solo sé stessa, appassionante, piena di vita." E in effetti tutti e due giocate a credere di cercare uno nell'altro qualche tipo di responso. Quell'altro: "La verità sta dove non c'è ipocrisia e se una Nazione non è ipocrita allora è sana. Se invece la Nazione è ipocrita inutile ti dica cosa si deve fare, cioè debellare il più possibile un male che ci sta portando diritti nel baratro. Essere nazionalisti non vuol dire essere ipocriti ma cercare solo di lavorare per il bene del proprio popolo. Saluti". Ma tu che, vuoi sempre avere la meglio: "bella risposta la conserverò. Credo che in giro ci sia molta ipocrisia da debellare, quindi sta a te e forse a me. Ma solo la sofferenza può smascherare l'ipocrisia. Ma si può essere nazionalisti e apocalittici?" Passa un paio di giorni. Nessuna risposta. Riprendi il filo interrotto da dove era iniziato: "non penso che troverò una firma che fila come la tua, però ci proverò. Sono secoli che non metto la firma." E lui, con sicurezza e obiettività da moderatore: "Metti una frase che ti piace e ricordati sempre una cosa; da qualsiasi parte politica si arrivi tutti dobbiamo arrivare alla stessa conclusione e cioè essere uniti come popolo lavorando e dandoci una mano l'un l'altro. Buona giornata." A questo punto pensi che sia il momento di proporre: "vorrei una firma che generasse scandalo permanente, divisione, impegno, discussione. Forse metto mattassassina". Ma lui risponde alla domanda inevasa di due giorni prima, quella sugli apocalittici: "Si può essere tutto purchè si abbia un'idea in testa che è quella di contribuire ad un mondo/Italia migliore partendo dal presupposto di sforzarsi di essere bravi cittadini." Al che non ti resta che piegarti: "proverò ad essere bravo cittadino identificandomi coi martiri. Già lo sono, bravo". E già che ci sei rispondi anche alla precedente: "sono sempre stato non assassino !!!!!!". Poi ti viene un'idea, invii un nuovo messaggio chiedendo, siccome lui è il moderatore: "posso sputtanare queste private conversazioni in un messaggio sul forum ? tali e quali, senza alterarle: non mettendo i nomi di chi parla. Lo intitolo conversazioni segrete col boss". Risposta secca, vigorosa, anche un po' dispiaciuta alla Corrado Augias o alla Sergio Romano (fate voi): "Non mi pare il caso Pietro, 1° perché non sono il Boss di nessuno e per 2° non credo sarebbero utili ad altri ma solo a noi che vi abbiamo partecipato. Apri magari un 3d su Fondoscala per es. sulle tue riflessioni a riguardo di questioni come nazione, ipocrisia e verità e vediamo cosa ne viene fuori." Allora tu, scherzando sul fatto che nel suo avatar ha una pantera, mentre ti viene l'idea di dar scacco matto all'astinenza da virtuale, di combattere la solitudine in un altro modo, concludi con una certa ruvidezza: "i tuoi statememt equivalgono davvero a dei ruggiti: e anche la firma con quelle iniziali e finali. Sul fatto di non essere utili, certo sarebbero spicciole, e riferendosi a fatti da cambiare, certo mai narrazione".




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