La pubblicità progresso per sensibilizzare sugli incidenti stradali (per me ben fatta) è una assurdità per voi che credete nella reincarnazione?
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se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Rilancio: se non va bene a questo giro sappiamo che prima o poi potrebbe andare bene o andrà bene?
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Il punto è: cosa è che eventualmente rinasce?
Si può parlare di rinascita dell'io "storico", cioè di ciò che chiamo io nel corso della mia vita? Oppure no? Fino a che punto c'è identità tra un essere ed un altro essere che eventualmente "rinasca" in seguito alla morte del primo? Se questa identità è parziale, fino a che punto si può dire che si è "rinati"?
Ci sono note differenze di approccio tra buddhismo ed induismo su questo punto che è cruciale nell'ottica di una teoria della rinascita.
Prospettive sulla reincarnazione


Dunque vediamo se possiamo trarre due grandi ambiti della trattazione della reincarnazione (non necessariamente rispondenti alle due differenti tradizioni del buddismo e dell'induismo come proposto da Tular) e scontando tutte le imprecisioni e le semplificazioni del caso.
La prima è quella più' impersonalista…quando noi realizziamo che non siamo una goccia d'acqua ma, abbandonando tutti i legami e gli attaccamenti, ci scopriamo acqua della goccia ritorneremo acqua nell'acqua, disciolti indistintamente nella fonte primigenia e mai più' soggetti al ciclo.
La seconda invece ci considera esseri spirituali eterni che, mantenendo una propria individualità durante i cicli, cambiano il corpo fino all'ultimo gradino del percorso spirituale, quando finalmente si starà eternamente presso Dio la Persona Suprema non più' soggetti alla caducità ed illusorietà della materia.
La "chiave" che accomuna entrambe le concezioni dovrebbe essere la consapevolezza della sofferenza e dell'insoddisfazione insite nel continuare il samsara.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...




Conoscevo quel bell'articolo di Giuseppe Gorlani, autore che apprezzo molto.
In realtà il Gautama lo esprime con chiarezza in un aneddoto sulla domanda di un discepolo su cosa rinasce.
Egli fa l'esempio della fiamma che accende un'altra fiamma: si può dire che la seconda fiamma sia la prima? No. Ma nemmeno si può dire che non lo sia, poichè dalla prima fiamma ha preso origine.
Ciò che rinasce è il complesso animico individuale consistente nel principio vitale unito a quello senziente-emotivo insieme al cosiddetto corpo causante, un corpo sottile che contiene il vissuto delle esistenze precedenti e che non si disgrega nei mondi sottili ma attende nel piano consono che s'inizi la nuova reincarnazione. Allorchè il concepimento ha luogo, all'embrione si lega questo complesso animico con il corpo causante, il tutto va rivestendosi di aggregati sottili nuovi e va a costituire la nuova individualità, la quale ovviamente non s'incarna a caso come capita, ma spinta da una precisa dinamica personale e karmica, verso i genitori adatti, il luogo e le condizioni di vita consone alla sua nuova esperienza.
Dunque il nuovo individuo non è il precedente, ovviamente, ma non è nemmeno estraneo ad esso poichè da lui ha tratto precisa origine. Sono le perle di una collana tenute tutte unite da un filo. Quel filo non cambia ogni volta che devi infilare una perla nuova. Tutte le perle fanno la collana che è uniforme nella sua unità. Ma se vai ad osservare nel dettaglio le perle esse non sono mai uguali. La collana per intero rappresenta il viaggio globale di quell'individuo. Le perle le sue vite successive.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Per l'uomo comune che sposi una teoria della rinascita, questo punto diventa molto importante, per non dire fondamentale; infatti se si accetta come vera questa idea, allora ne consegue che con la morte del corpo fisico finirà , per la stragrande maggioranza delle persone, anche l'individualità; individualità che del resto è nata, quindi destinata a perire e già in vita in parte si è modificata.
Ora, io non penso che la maggior parte della gente che crede nella reincarnazione si renda pienamente conto di cosa questo significherebbe praticamente, se fosse vero: la morte, per sempre, di ciò che abitualmente chiamano "io". In pratica una crisi gravissima.
Da cui sorgerebbe un altro essere; quanto altro? Il giusto, verrebbe da dire. Ma comunque non identico, almeno per i più; quindi niente facili consolazioni legate all'idea della rinascita,nessuna vera seconda chance.
Non so quanti tra quelli che si avvicinano all'idea della rinascita ci pensino a fondo, oggi, in occidente e non solo.


Ma in realtà l'IO è qualcosa di complesso: Composto dall'individuo "eterno" per così dire, quello che non si corrompe per tutto il ciclo e staziona sui piani sottili in attesa di ridiscendere ogni volta. e nuovi aggregati sottili che, unitamente al corpo fisico nuovo formeranno la nuova identità. Qui si tratta di capire il senso da dare al termine "individualità".
E' ovvio che quando morirà Primahyadum la sua identità stazionerà per un certo periodo di tempo nei piani sottili che le competono, poi pian piano i suoi aggregati scompariranno e resterà solo il substrato sul quale si era innestata l'individualità Primahyadum con le sue specificità. Vi sarà un momento in cui, scomparsi i vecchi aggregati, questo substrato tornerà virtualmente vergine in attesa di ospitare colei che a Primahyadum succederà. E che non sarà Primahyadum, ma qualcuna che per molti versi le somiglierà, che raccoglierà anche quello che Primahyadum avrà seminato, e che conserverà nel proprio corpo causante i ricordi di lei e della sua vita, i suoi talenti, le preferenze, gli amori e le vocazioni e sulla base di questi proseguirà il cammino già iniziato tanto tempo prima.
Non vedo dove sarebbe la crisi. E' per comodità che diciamo "quando mi reincarnerò". è chiaro che si tratta di una semplificazione.
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