Re: Intanto in Polonia...
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Giò
Il riferimento è a tutti i post in cui hai scritto di essere possibilista di fronte all'aborto nel caso di gravi malformazioni del feto.
Non hai usato queste parole ma è ciò che oggettivamente implica la tua posizione.
La tua reazione sdegnata conferma che provi paura di fronte alla realtà delle tue stesse opinioni.
Reazione sdegnata?
Il pretendere l'avallo di una menzogna palese è sdegno?
No, è una legittima richiesta a fronte della menzogna di cui sopra.
Tu hai mentito affermando una mia posizione pro abortista come menti ora dandomi una opinione ferrea come la tua.
Purtroppo per e non riesco a coltivare convinzioni analoghe alle tue.
Un individuo malformato o con gravi patologie vive una vita di atroci sofferenze.
Imporre la sua nascita comporta tali sofferenze.
Negargli tali sofferenze comporta negargli anche la vita.
Qual è l'opzione più giusta nei suoi confronti?
E chi deve prenderla?
Io? Vivo di dubbi, non di certezze, se possedessi solo queste ultime sarei un illuminato o un fanatico.
Tu? Possiedi certezze sufficienti? Le tue verità sono tanto assolute da auto giustificarsi anche nei confronti di chi non le condivide?
Qualcun altro? E chi?
Il mio Dio? Il tuo? Qualcuno che ha scritto questo o quell'altro testo dichiarandosi portavoce dell'uno o dell'altro?
Quale scelta è atta ad evitare ingiustizie?
E quali ingiustizie è disposto a giustificare chi si sente degno di scegliere?
Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
L'episodio inerente il ferito mi è stato narrato da un caro amico che anni fa a partecipato ad una missione umanitaria in Cisgiordania.
Un edificio che sta crollando, un uomo mezzo sepolto dai detriti e non in grado di deambulare.
Le pareti che scricchiolano in procinto di collassare, gli sforzi del volontario per tirarlo fuori dalle macerie, l'impossibilità a farlo a causa del peso di queste ultime e dell'uomo che ne era mezzo sepolto.
Era ancora vivo quando si è aggrappato alla gamba del volontario.
Era ancora vivo quando quest'ultimo si è liberato dalla sua resa ed è corso verso l'uscita della casa.
Poi le pareti sono crollate seppellendolo.
Ha Fatto bene? Ha fatto male?
E' stato giusto o ingiusto nella sua decisione?
Non lo so, come faccio a saperlo?
Come faccio a giudicare l'altrui paura se non l'ho mai condivisa?
E con lo stesso principio come faccio a condannare le scelte altrui se non le vivo sulla mia pelle?
Come faccio ad applicare i miei concetti di giusto o ingiusto a ciò che non mi coinvolge personalmente?
Esiste un principio universale che regola ciò che è giusto e ciò che non lo è?
Io non lo so.
Tu lo sai?
si e in questi casi in genere è l'esperienza e la capacità di capire che non sempre è possibile essere tempestivi
l'evento era troppo rischioso e non c'era tempo per salvarlo non c'era neanche il tempo per provarci
quindi in quel caso ha fatto bene, non ha colpe perché altrimenti sarebbe morto pure lui
anche se il rammarico è certamente parecchio forte
Re: Intanto in Polonia...
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Parsifal Corda
Guarda che è sua propria responsabilità andare da un medico abusivo, che c'entra chi non vuole praticare l'aborto?
Tra l'altro lo potrebbe fare anche per aggirare i divieti della L 194, quindi come ragionamento è tarato e non capisco come facciano tutti a ripeterlo a pappagallo senza rendesene conto.
considerando che parliamo a prescindere di un assurdo la presenza dei medici obiettori non ha mai realmente impedito l'aborto visto che se ne fanno comunque centinaia in un anno
né ad ogni modo per loro coerenza per motivi morali questo dovrebbe impedire l'obiezione di coscienza senza entrare in contraddizione che lo Stato non deve imporre la morale
ma per loro se sono cattolici sono bigotti e retrogradi, se si tratta di moralità laicista allora va bene
Re: Intanto in Polonia...
Citazione:
Ne risulta che un individuo non ha il diritto di reprimere una vita non ancora iniziata.
Però ha il diritto di condannarla ad una esistenza di sofferenze.
fiume già da queste parole fai intendere che sei di fatto favorevole a reprimere un feto o qualsiasi altravita con gravi malformazioni che gli causeranno sofferenza o sofferenze avute per tanti casi
Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
Perché coltivo rispetto per una persona come me non desidero giocare con i suoi sentimenti?
Si, ai tuoi occhi deve essere una condizione proprio preoccupante.
Gli altri vanno usati, mica compresi e/o rispettati.
Giusto?
A Fiume ma ti pare che la risposta giusta era quella, infatti l'ho detta per assurdo. Ti ho scritto pure che non ti avevo risposto, infatti.
Cioè tu non hai il minimo buon senso di capire l'assurdo? Sei così assuefatto dalle opinioni delle persone da non distinguere non dico il giusto, ma nemmeno la probabile risposta cattolica. Per questo mi preoccupi, hai zero senso critico, vai come una macchinetta... Rifletti, fidati.
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
fiume sand creek
In parole povere una legge è una norma, o insieme delle stesse, atta a stabilire la liceità o meno di un atto o comportamento o omissione dello stesso, le caratteristiche che deve rispettare, la tutela propria a chi le rispetta e le sanzioni da applicare a chi la infrange.
Se una legge viene considerata ingiusta o inappropriata ai suoi fini dalla maggior parte dl popolo sovrano questa può venire soppressa per mezzo di referendum abrogativo.
La legge sul suffragio universale ti concede, al compimento del 18° anno di età, di votare per chi vuoi sia in campo politico che amministrativo.
La legge sulla libertà di pensiero ti concede di esporre quanto desideri in qualsiasi luogo o situazione, purché quanto esponi non sia contrario all'ordine pubblico.
La legge sulle clausole vessatorie ti concede di rescindere unilateralmente un contratto o pretenderne l'applicazione coatta se questo contiene delle clausole limitanti la responsabilità di uno dei contraenti non sottoscritte separatamente dal contratto stesso.
E così via.
Vabbè ma dopo la citazione di Wikipedia che hai capito?
Guarda che Giò ti ha posto una riflessione che hai eluso. La tua citazione esprime rapporti di forza, ma il fondamento non sono le opinioni delle persone, ma un valore preesistente nelle cose, per esempio il valore della vita di cui stiamo parlando, nel caso specifico una vita umana innocente e che ha bisogno solo di protezione.
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
Haxel
fiume già da queste parole fai intendere che sei di fatto favorevole a reprimere un feto o qualsiasi altravita con gravi malformazioni che gli causeranno sofferenza o sofferenze avute per tanti casi
Evidentemente mi sono espresso male, e di questo me ne scuso.
Cerchiamo di vedere la cosa senza intromissioni emotive, culturali, religiose o morali.
Come farebbe una macchina o un alieno.
Un feto gravemente malformato o affetto da gravissime patologie croniche è destinato ad una vita di sofferenze, sacrifici e umiliazioni.
Questo è un fatto.
Non avendo la scienza medica raggiunto livelli tali da manipolare il corredo genetico del feto al punto da correggere le malformazioni di cui sopra o le patologie croniche delle quali esso è affetto l'unica alternativa alle sofferenze di cui sopra è l'interruzione di gravidanza.
Anche questo è un fatto.
Praticare la prima opzione costringe l'individuo alle sofferenze sopra citate.
Praticare la seconda opzione costringe l'individuo a non nascere.
L'individuo (il feto deforme o affetto da patologie croniche) non è in grado di esporre la propria opinione, conseguentemente dovrà essere qualcun altro a decidere per lui.
L'individuo preferirebbe la prima opzione, quella che lo costringerà ad una vita di sofferenze?
Preferisce la seconda opzione, quella che si limita a non farlo nascere?
Personalmente non posso saperlo, e non lo si nemmeno tu, e non lo sa nessuno di quanti si riempiono la bocca delle proprie convinzioni.
E' più giusta la tua convinzione? Lo è quella di Armando o di Federica? E' giusto ascoltare chi ha saputo conquistarsi uno spazio nella vita anche se sulla sedia a rotelle dalla nascita oppure una donna che ha scelto i non far nascere il figlio per non farlo soffrire con suo sommo rammarico ed eterno rimorso?
Ma porca puttana, come si fa a giudicare qualcosa che non conosciamo? Come si fa a prendere una posizione nella convinzione che sia quella giusta?
Qualsiasi sia la scelta di chi decide a farne le spese sarà sempre qualcun altro.
E questo è tutto fuorché giusto.
Ne consegue che qualsiasi sia la posizione assunta o la decisione presa questa manterrà sempre un ampio margine di dubbio o di errore, ed a pagare il conto di tale errore sarà sempre qualcun altro.
Se il quadro sopra esposto ti appare condivisibile buon per te.
Se non ti convince prova a cambiarlo, mi faresti felice.
P.S.: Spero stavolta di essere stato finalmente chiaro.
Re: Intanto in Polonia...
Citazione:
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Evidentemente mi sono espresso male, e di questo me ne scuso.
Cerchiamo di vedere la cosa senza intromissioni emotive, culturali, religiose o morali.
Come farebbe una macchina o un alieno.
Un feto gravemente malformato o affetto da gravissime patologie croniche è destinato ad una vita di sofferenze, sacrifici e umiliazioni.
Questo è un fatto.
Non avendo la scienza medica raggiunto livelli tali da manipolare il corredo genetico del feto al punto da correggere le malformazioni di cui sopra o le patologie croniche delle quali esso è affetto l'unica alternativa alle sofferenze di cui sopra è l'interruzione di gravidanza.
Anche questo è un fatto.
Praticare la prima opzione costringe l'individuo alle sofferenze sopra citate.
Praticare la seconda opzione costringe l'individuo a non nascere.
L'individuo (il feto deforme o affetto da patologie croniche) non è in grado di esporre la propria opinione, conseguentemente dovrà essere qualcun altro a decidere per lui.
L'individuo preferirebbe la prima opzione, quella che lo costringerà ad una vita di sofferenze?
Preferisce la seconda opzione, quella che si limita a non farlo nascere?
Personalmente non posso saperlo, e non lo si nemmeno tu, e non lo sa nessuno di quanti si riempiono la bocca delle proprie convinzioni.
E' più giusta la tua convinzione? Lo è quella di Armando o di Federica? E' giusto ascoltare chi ha saputo conquistarsi uno spazio nella vita anche se sulla sedia a rotelle dalla nascita oppure una donna che ha scelto i non far nascere il figlio per non farlo soffrire con suo sommo rammarico ed eterno rimorso?
Ma porca puttana, come si fa a giudicare qualcosa che non conosciamo? Come si fa a prendere una posizione nella convinzione che sia quella giusta?
Qualsiasi sia la scelta di chi decide a farne le spese sarà sempre qualcun altro.
E questo è tutto fuorché giusto.
Ne consegue che qualsiasi sia la posizione assunta o la decisione presa questa manterrà sempre un ampio margine di dubbio o di errore, ed a pagare il conto di tale errore sarà sempre qualcun altro.
Se il quadro sopra esposto ti appare condivisibile buon per te.
Se non ti convince prova a cambiarlo, mi faresti felice.
P.S.: Spero stavolta di essere stato finalmente chiaro.
Se non sai cosa fare, come sembra sia il tuo caso la cosa migliore è non fare nulla, quindi abortire è proprio da escludere.
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
Parsifal Corda
Vabbè ma dopo la citazione di Wikipedia che hai capito?
Guarda che Giò ti ha posto una riflessione che hai eluso. La tua citazione esprime rapporti di forza, ma il fondamento non sono le opinioni delle persone, ma un valore preesistente nelle cose, per esempio il valore della vita di cui stiamo parlando, nel caso specifico una vita umana innocente e che ha bisogno solo di protezione.
Ma il valore di una qualsiasi cosa è sempre soggettivo.
Quanto vale un 5 centesimi della Guyana francese?
Per un collezionista di francobolli moltissimo, per me è solo un pezzo di carta.
Quanto vale un inedito di Stanley Kubrick?
Per me che sono un cinefilo appassionato e suo accanito ammiratore moltissimo, per chi va a vedere i cine panettone è solo un film come tanti altri.
Quanto valeva la vita di un ebreo agli occhi di Alfred Rosemberg?
Quanto quella di una donna agli occhi di un misogino?
Quanto vale la vita di un bambino agli occhi della madre?
Quanto vale la propria vita agli occhi di un aspirante suicida?
P.S.: Tu cosa hai sacrificato di tuo per difendere ciò che per te ha valore?
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
Parsifal Corda
Se non sai cosa fare, come sembra sia il tuo caso la cosa migliore è non fare nulla, quindi abortire è proprio da escludere.
Splendida affermazione.
Delle sue conseguenze te ne occupi tu o non sono cazzi tuoi?