Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
E' responsabilità di chi sceglie.
Sei disposto ad accettarla e riconoscerla?
La tua posizione anti abortista ti pone tra coloro che scelgono di far nascere un individuo anche se affetto da gravi problemi.
E' una posizione rispettabile, nulla da eccepire su questo.
Come trovo altrettanto rispettabile la scelta di chi ha posizioni opposte.
La donna che ha abortito ha riconosciuto ed accettato la propria responsabilità e la scontava con un rimorso ed un tormento interiore che la spingeva a comunicare tramite le sue lettere con quel figlio che non aveva fatto nascere.
Quella ragazza di cui ho già esposto è nata in base a quei principi e posizioni che appoggi e condividi, sei disposto a riconoscerti responsabile per le sofferenze sue e di coloro che la circondano?
Oppure preferisci lavartene le mani?
secondo te?
tu invece avresti la stessa responsabilità?
perché come vale per me, vale anche per te giusto no?
Re: Intanto in Polonia...
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Haxel
ancora continui a non rispondere
se non hai davvero certezze dovresti anche ben sapere che non puoi nemmeno essere certo che quel bambino che avrà tali problemi non voglia invece cercare di vivere
ma come faccio a scoprirlo se non lo faccio nascere? di fatto stai comunque dicendo che anche in questo caso l'aborto non posso farlo, perché comunque non posso sapere se in realtà quel bambino voglia lo stesso affrontare la vita
Supplemento:
Ho risposto nel mio intervento n° 218.
E' la mia risposta.
Se desideri una risposta consona alle tue posizioni rivolgi la tua domanda a chi le condivide.
Per fare altrettanto dovrei dimostrarmi ipocrita.
Come è ipocrita chi auspica per i problemi altrui soluzioni che esistono solo nelle sue fantasie o nelle sue speranze.
Come è ipocrita chi non ha soluzioni proprie ma pretende che esse esistano ad opera di qualcun altro.
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Supplemento:
Ho risposto nel mio intervento n° 218.
E' la mia risposta.
Se desideri una risposta consona alle tue posizioni rivolgi la tua domanda a chi le condivide.
Per fare altrettanto dovrei dimostrarmi ipocrita.
Come è ipocrita chi auspica per i problemi altrui soluzioni che esistono solo nelle sue fantasie o nelle sue speranze.
Come è ipocrita chi non ha soluzioni proprie ma pretende che esse esistano ad opera di qualcun altro.
non hai risposto ancora a una domanda
Citazione:
ora tu, sei felice di essere di nuovo vivo o oggi preferisci essere morto?
Re: Intanto in Polonia...
comunque non mi pare che ti sto definendo ipocrita, o hai una coda di paglia?
se non sei sicuro di nulla non dovresti neanche uscirti con queste parole giusto no?
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
Haxel
secondo te?
tu invece avresti la stessa responsabilità?
perché come vale per me, vale anche per te giusto no?
Ma certo che me ne sento responsabile.
Ecco perché ho abbandonato l'incarico che mi avevano proposto.
Con tutta la buona volontà era superiore alle mie forze.
Quella povera donna era nel pallone più completo, trascurava se stessa, il marito ed i figli.
Questi ultimi condividevano la sua disperazione d il suo dolore insieme al padre.
E quella povera ragazza a languire in un letto in preda ad atroci sofferenze.
Ci sarebbe voluto un terapista per ogni membro della famiglia, da solo potevo fare ben poco se non nulla.
Al posto di quella povera infelice ci sarei potuto essere io, o peggio ancora mia figlia.
Come si fa a non sentirsi responsabile mentre cercavi di aiutare la madre a cambiarle le medicazioni mentre la figlia singhiozzava cercando di trattenere le urla?
Come si fa a non sentirsi responsabile mentre la madre scendeva nell'androne del palazzo dove abitava per poter piangere di disperazione senza che la figlia o il marito o gli altri figli se ne accorgesse?
Certo che mi sento responsabile, di essere impotente, di non avere poteri divini, di non aver potuto dare alla donna quell'aiuto che desideravo donar loro.
E mi sento inutile, mi sento colpevole, mi sento bisognoso di ubriacarmi per non pensare più a nulla e non posso farlo perché sono astemio, mi sento colpevole di non aver meritato la fortuna di avere una figlia sana di fronte alla quale posso sorridere e sentirmi orgoglioso di lei, mi sento colpevole di non sapere quanto sia più giusto tra il condannare una persona a vivere o a morire.
Tu lo sai?
Tu sai cosa sia giusto e cosa no?
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
Haxel
non hai risposto ancora a una domanda
La vita è il più prezioso dei doni.
Sono felice di essere vivo e di donare vita a chi amo.
Ma la sofferenza senza speranza propria e di chi ami, soprattutto se cronica e senza speranza, non è vita, solo sterile sopravvivenza.
Rispetto chi si contenta di tale surrogato, ma riconosco altrettanto rispetto a chi rifiuta una vita tale solo di nome.
Re: Intanto in Polonia...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Haxel
comunque non mi pare che ti sto definendo ipocrita, o hai una coda di paglia?
se non sei sicuro di nulla non dovresti neanche uscirti con queste parole giusto no?
Se un soggetto è anti abortista e si limita a condannare chi desidera ricorrere a tale opzione per risolvere i propri problemi senza esporre o costruire valide alternative è ipocrita.
E ce ne sono a migliaia, ne ho conosciuto in numero sufficiente.
Ed uno solo sarebbe anche troppo.
Tutto qui.
Re: Intanto in Polonia...
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fiume sand creek
Ma certo che me ne sento responsabile.
Ecco perché ho abbandonato l'incarico che mi avevano proposto.
Con tutta la buona volontà era superiore alle mie forze.
Quella povera donna era nel pallone più completo, trascurava se stessa, il marito ed i figli.
Questi ultimi condividevano la sua disperazione d il suo dolore insieme al padre.
E quella povera ragazza a languire in un letto in preda ad atroci sofferenze.
Ci sarebbe voluto un terapista per ogni membro della famiglia, da solo potevo fare ben poco se non nulla.
Al posto di quella povera infelice ci sarei potuto essere io, o peggio ancora mia figlia.
Come si fa a non sentirsi responsabile mentre cercavi di aiutare la madre a cambiarle le medicazioni mentre la figlia singhiozzava cercando di trattenere le urla?
Come si fa a non sentirsi responsabile mentre la madre scendeva nell'androne del palazzo dove abitava per poter piangere di disperazione senza che la figlia o il marito o gli altri figli se ne accorgesse?
Certo che mi sento responsabile, di essere impotente, di non avere poteri divini, di non aver potuto dare alla donna quell'aiuto che desideravo donar loro.
E mi sento inutile, mi sento colpevole, mi sento bisognoso di ubriacarmi per non pensare più a nulla e non posso farlo perché sono astemio, mi sento colpevole di non aver meritato la fortuna di avere una figlia sana di fronte alla quale posso sorridere e sentirmi orgoglioso di lei, mi sento colpevole di non sapere quanto sia più giusto tra il condannare una persona a vivere o a morire.
Tu lo sai?
Tu sai cosa sia giusto e cosa no?
non è colpa di nessuno di noi, né siamo inutili, facciamo soltanto ciò che siamo in grado di fare come hai fatto tu
se tu pensi che hai fatto davvero di tutto per aiutare allora non ti biasimare
non c'è bisogno di essere supereroi per cercare di far di tutto perché il proprio figlio/a possa vivere felice o avere un minimo di dignità
perché fino a prova contraria il desiderio di ogni genitore è il meglio che si possa dare ai propri figli
uccidere pensando di poter far del bene, senza avere speranza di poter migliorare la situazione non è mai la soluzione perché non so se il problema potrà essere risolto né so se questo sia il desiderio di mio figlio/a
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
fiume sand creek
La vita è il più prezioso dei doni.
Sono felice di essere vivo e di donare vita a chi amo.
Ma la sofferenza senza speranza propria e di chi ami, soprattutto se cronica e senza speranza, non è vita, solo sterile sopravvivenza.
Rispetto chi si contenta di tale surrogato, ma riconosco altrettanto rispetto a chi rifiuta una vita tale solo di nome.
quindi tu ora sei felice, non pensi che possa accadere anche chi ora sta male?
o siamo sicuri che chi sta mal deve per forza morire?
quindi quale è la scelta migliore, lottare per la vita o per la morte?
se lotto per la morte è vero che ho risolto il problema, ma non ho dato speranza di miglioramento alla persona che voglio bene
se lotto per la vita, lotto per migliorare la condizione di chi voglio bene
siamo davvero sicuri che la sofferenza senza speranza sia davvero sempre senza speranza?
Re: Intanto in Polonia...
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Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Se un soggetto è anti abortista e si limita a condannare chi desidera ricorrere a tale opzione per risolvere i propri problemi senza esporre o costruire valide alternative è ipocrita.
E ce ne sono a migliaia, ne ho conosciuto in numero sufficiente.
Ed uno solo sarebbe anche troppo.
Tutto qui.
ok allora adesso è chiaro, perché ripeto, da come scrivi sembrava tutt'altro