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Re: PRI, quale futuro?
Nei partiti si discute… i valori di riferimento uniscono gli iscritti… mentre le posizioni politiche e le strategie, in molti casi, dividono… ma si combatte nel partito… si vince e si perde… non si può, ogni volta che non se ne condivide la linea, approvata dalla maggioranza, uscire dal partito e andare da chi magari sposa quella linea in quel preciso, e magari breve, periodo storico ma non condivide nessuno dei valori di cui sopra. Ovviamente la discussione all’interno del partito deve essere autentica, leale e le regole interne devono essere rispettate. Si abbandona il partito quando non se ne condividono più i valori o quando il partito decide di cambiarli… anche se sappiamo bene che le motivazioni che portano alle scissioni sono spesso altri… e meno nobili.
Di sicuro, dividere l’atomo e sparpagliarlo a destra e a manca non porta a nulla…
La ri-costituente deve per prima cosa stabilire quali sono i valori da condividere… e questa credo sia la cosa più facile… grazie anche alla storia del partito. Successivamente, dopo l’adesione di tutti coloro che si riconoscono in questi valori, si apre la discussione sulle politiche da seguire a breve e a lungo termine… e tutti i repubblicani, votando, contribuiscono alla vita del partito e all’affermazione di questa o quell’altra posizione… e, come accade nei partiti democratici, qualcuno vincerà… altri perderanno… gli sconfitti saranno, magari, i vincitori di domani… in democrazia funziona così…
Ovviamente, come dicevo, bisogna prima mettere da parte vecchi rancori e dimenticare poltrone e prebende… chi insegue queste ultime può tranquillamente rivolgersi altrove… vi è un’ampia possibilità di scelta in tal senso.
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Re: PRI, quale futuro?
mettiamola così tanto per essere più chiari:
cosa si fa ad esempio se un ex comunista condivide il 100% delle idee del repubblicano tizio
mentre il repubblicano caio, pur avendo gli stessi riferimenti ideali, condivide politiche di destra?
quei due repubblicani devono stare nello stesso partito come maggioranza e minoranza oppure andare in un partito diverso e più coerente con quel che ritengono si debba fare ma culturalmente distante?
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Re: PRI, quale futuro?
citando ad esempio i valori di riferimento, ecco i valori di riferimento del PD:
http://www.partitodemocratico.it/gCl...9-600f3148f3e2
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Re: PRI, quale futuro?
Il PD lo lascerei stare... quando esso si costituì, il suo "Manifesto dei valori" non poteva che confortare tutti coloro i quali anelavano un partito riformatore in linea con le tradizioni della sinistra europea non comunista. Tuttavia, la vita dei partiti è piena di buoni propositi senza seguito.
Tu mi parli di comunisti e repubblicani. I comunisti provengono dal marxismo il quale, come si sa, difficilmente si concilia col mazzinianesimo... un comunista (ex o post) e un repubblicano possono anche avere a volte opionioni in comune, cosa che capita anche tra partiti agli antipodi, ma non credo possano militare nello stesso partito... a meno che uno dei due non decida di "abiurare" ... :D
Condividere un paio di opinioni, o anche qualcuna in più, non basta per militare nello stesso partito...
Se il PRI dichiara di essere un partito di sinistra democratica, laico e non marxista, è chiaro che non possano aderirvi né uomini di destra, né clericali, né marxisti... è vero, di questi tempi ne vediamo di tutti i colori... mi rendo conto... ma la politica, i valori, le tradizioni politiche e culturali sono altra cosa...
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Re: PRI, quale futuro?
La storia del PSI è indicativa in tal senso... di questi tempi, al posto di quel partito, nel quale militavano, negli anni '50, '60 e '70 i Nenni, i Basso, i Lombardi, i De Martino, i Mancini, avremmo 4-5 partitini...
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Re: PRI, quale futuro?
Capitolo "Voce Repubblicana" : credo che lo storico quotidiano del partito debba seguire le orme dell' "Avanti!" on-line... mi sfuggono i motivi per cui tale soluzione non venga ancora presa in considerazione...
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Re: PRI, quale futuro?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Frescobaldi
Il PD lo lascerei stare... quando esso si costituì, il suo "Manifesto dei valori" non poteva che confortare tutti coloro i quali anelavano un partito riformatore in linea con le tradizioni della sinistra europea non comunista. Tuttavia, la vita dei partiti è piena di buoni propositi senza seguito.
Tu mi parli di comunisti e repubblicani. I comunisti provengono dal marxismo il quale, come si sa, difficilmente si concilia col mazzinianesimo... un comunista (ex o post) e un repubblicano possono anche avere a volte opionioni in comune, cosa che capita anche tra partiti agli antipodi, ma non credo possano militare nello stesso partito... a meno che uno dei due non decida di "abiurare" ... :D
Condividere un paio di opinioni, o anche qualcuna in più, non basta per militare nello stesso partito...
Se il PRI dichiara di essere un partito di sinistra democratica, laico e non marxista, è chiaro che non possano aderirvi né uomini di destra, né clericali, né marxisti... è vero, di questi tempi ne vediamo di tutti i colori... mi rendo conto... ma la politica, i valori, le tradizioni politiche e culturali sono altra cosa...
perchè il PD tu lo vedi marxista?
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Re: PRI, quale futuro?
Il PD è un partito fondamentalmente "cattocomunista" (ho già scritto altrove che il termine non mi piace...ciononostante credo renda bene l'idea)... con tutto ciò che ne consegue...
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Re: PRI, quale futuro?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Frescobaldi
Il PD è un partito fondamentalmente "cattocomunista" (ho già scritto altrove che il termine non mi piace...ciononostante credo renda bene l'idea)... con tutto ciò che ne consegue...
in che senso cattocomunista?
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Re: PRI, quale futuro?
Citazione:
Originariamente Scritto da
MaIn
in che senso cattocomunista?
Eh... è un discorso lungo... si rischia un OT di diverse pagine... :D per capire meglio cosa intendo ti consiglio il libro di Massimo Teodori "Il vizietto cattocomunista"... lui sa spiegarlo molto meglio di me...
In ogni caso, ripeto, io il PD lo lascerei stare...