:snob:
Visualizzazione Stampabile
Discorso molto complesso, ho dovuto andare su Wikipedia per conoscere il significa del termine "pattern" che potremmo tradurre come "ripetitività". La tua conclusione mi sembra senz'altro buddhista, potrebbe essere anche questo, anche se non buddhista mi pare tutto il ragionamento che poi ti porta alla conclusione. Che dire? Interessante il tuo modo di interpretazione, molto più arduo che non la semplificazione bene/male delle religioni abramitiche, ma io rimango inguaribilmente materialista.
Beh certo, ma sono solo nostre congetture pensare che una eventuale specie animale non scoperta esista, può benissimo essere, però qui stiamo parlando dell'idea del divino che è sempre stata insita nell'uomo, un'idea che ha viaggiato pari pari con tutto il cammino umano, prima dell'inizio di questo cammino questa idea non esisteva, è stato il cammino umano a crearsi l'idea, la logica conseguenza mi sembra quindi ovvia: finito il cammino umano, finita l'idea.
Sempre? Non è detto, cioè non sappiamo cosa pensassero i nostri più lontani antenati. Esempi di religiosità noti li abbiamo risalenti ad alcune migliaia di anni fa, altri decisamente opinabili vecchi di 20 o 30mila anni. Ma prima? Nulla vita che in un futuro l'essere umano cessi di credere all'esistenza della divinità.
Però che l'essere umano creda o non creda a qualcosa se quella tal cosa esiste continuerà ad esistere indipendentemente dalla sua credenza. Così, specularmente il fatto che ci creda non la renderà esistente, se non esiste.
Riguardo all'esistenza di Dio la posizione più ragionevole mi sembra quella dell'ignosticismo. Ed ovviamente ciò non avrà influenza su Dio.
Altro discorso ovviamente sono le religioni, ma mi sembra evidente che, rimanendo al tema del thread, non si possa ragionevolmente argomentare che il concetto di "male" lo abbia dato un qualche dio.
Mi sembra che tutti concordiamo su ciò.
Ah...poi sono un fautore del Principio Antropico Ultimo, ma non ho la pretesa di dimostrarlo, lo trovo solo intellettualmente stimolante.
Capisco il tuo discorso ma partendo io dalla convinzione che l'esistenza di qualche cosa di superiore alla realtà visibile non sia reale, giungo inevitabilmente alla conclusione che sparito chi da "realtà" a questa cosa inesistente la stessa smette di esistere.
c'è molto materialismo nella mia interpretazione, in effetti lo stesso dio sarebbe indicato come il tutto.
diciamo che potrebbe essere la versione scientifica di quello che si intende di solito per Dio
un'entità onnipotente, onnisciente e onnipresente che coincide in questo caso con il multiverso stesso.
si può anche speculare che sia un'entità cosciente di se stessa, in se non è un'idea antiscientifica o astrusa, in fondo la coscienza non è altro che un pattern organizzato emergente di informazioni-materia. Il pensiero di Dio come il nostro, potrebbe benissimo essere un loop di feedback all'interno di una maglia immensamente più grande di un cervello umano, su scale grandi ma a trama molto più piccola e fitta della nostra, magari sulla scala di planck o addirittura a livelli non misurabili.
su questa interpretazione ci potrebbero essere mille speculazioni da fare, anche a livello di confronto con le varie religioni.
oltre alla questione dell'albero del bene e del male, per esempio:
ci siamo mai chiesti perché il porgere l'altra guancia? qual'è il significato recondito dell'amare il proprio nemico? forse nel rendersi conto che non ha nessun controllo? "padre perdona loro perché non sanno quello che fanno"... :capelli:
sono speculazioni curiose
e ci sarebbe spazio anche per l'Oltre, in quanto il multiverso/dio può essere tecnicamente infinito
Che ne pensi di questa: https://it.wikipedia.org/wiki/Scala_...oni_ipotetiche (tipo X)