Presidenti ed ex presidenti si sono molto spesi per avvisarci del reato di induzione all'astensione. Naturalmente in coincidenza di appelli finali, che solerzia.
Esister l'anti politica, esiste il clientelismo, ma non deve esistere l'anticlientelismo. Evitiamo che nasca un altro vizio, un altro reato tutto italiano!
Ma nessun vignettista, rinomato o scalcinato, nessun Bucchi che ha fatto o farà vighette su questo ammonimento, nuovo o vecchio reato che sia. Certe cose non si toccano. Sono simili a minacce. In Italia la satira, disegnata o raccontata, non esiste, monta solo su certi "casi" mediatici che fanno comodo, che poi sono quei casi che fanno comodo al parlamento unito e su cui ( su quelle questioni) voteranno tutti assieme. Si può avere opinioni su tutto, ma non su cosa i Breil lasciano ai polsi. Forse è colpa della libertà, che non acchiappa gruppi di persone giuste, che non stringe a sè.
Allora provo io a farne una.
Due bambini, uno piagnucolante e con l'occhio nero, davanti al genitore (o a Mattarella): "voleva indurmi a non votare!"
O un bambino che "rimprovera" la maestra, con le fattezze della Guidi, il giorno dopo che è rimasta a casa, assente ingiustificata, esclamando, con quella simpatia tipica dei bambini: "la capisco, signora maestra, c'erano interessi troppo grossi!"
Oppure un ologramma, un personaggio che a seconda della prospettiva come si guarda risulta un carcerato, o un vecchio, chissà perchè convocati nei pressi di una cabina elettorale, che si lanciano in proclami solidaristici mischiati a canzoni svanite nella coscienza: "Finchè eravamo giovani, o fuori, era tutta un'altra cosa, chissà perchè, chissà cos'è"




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