La percentuale di elettori veneti che si è recata a votare al referendum sulle trivellazioni in mare (media: 37,8%) è stata nettamente superiore alla media nazionale del 32,15%. Differente la % di elettori nelle diverse province: si passa da un massimo del 41,4% per Padova a un minimo del 29,1% per Belluno. Le altre province, in ordine discendente, hanno avuto queste percentuali di votanti: Venezia 39,7, Rovigo, 39,3, Vicenza 38,8, Treviso 37,5 e, infine, Verona con il 33,5%. Sarebbe interessante sapere quanto hanno inciso, sulla partecipazione al voto, le calcolate dichiarazioni astensionistiche di Renzi e quelle, meno prevedibili, di Napolitano. Di fronte a problemi che, direttamente o indirettamente, riguardano tutti gli italiani, assistiamo ormai da troppo tempo a una vere e propria disaffezione all'istituto referendario, che viaggia in parallelo con l'altrettanta indifferenza al voto politico ed amministrativo. L'astensione è ormai diventata un vero e proprio trucco contabile attraverso il quale si può far vincere la parte che non vuol cambiare niente. Forse sarebbe veramente il caso di pensare all'eliminazione del quorum, permettendo così al cittadino di partecipare per decidere veramente, rendendogli quella dignità che la politica ha calpestato con cinismo più di una volta.





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