
Originariamente Scritto da
Druuna
La flessibilità di un cubo di marmo ce l'avete voi, dal mio punto di vista.
Tra l'altro il problema è che interpretate alcune mie affermazioni come giudizi, quando non lo sono.
Esempio: se io dico che non necessariamente tutte le madri vogliono allattare o possono allattare, allora tu interpreti che io vorrei impedire l'allattamento o che "non riconosco" il valore dell'allattamento e cose simili.
Tanto per chiarire: non me ne frega niente di affermare che cosa l'allattamento dovrebbe o non dovrebbe essere, e non me ne frega niente di impedire o consigliare dei comportamenti.
Quello che sto cercando di dire, ma che a quanto pare è difficilissimo da comunicare, è che non esiste un valore assoluto riguardo cose come l'allattamento. Capisco che tu o altre persone possiate crederlo, in quanto non vi rendete conto di vivere dentro un sistema culturale in cui l'allattamento è considerato assolutamente positivo e quindi, chiunque metta in dubbio questo fatto è visto come "rigidamente oppositivo" o quelcavolochevuoi.
Io, dal mio punto di vista, osservo le persone, le loro idee e come le esprimono. Quindi per me è interessante vedervi difendere accanitamente delle posizioni, come le difendete e su cosa vi basate. Per me però non c'è una posizione migliore di un'altra. Per me sono tutte posizioni legate a determinate circostanze culturali e personali. Se 200 anni fa, nel posto xy, ritenevano schifoso o controindicato o animalesco allattare e oggi invece, nel posto yz, lo ritengono indispensabile, bellissimo, inevitabile, non prendo le parti degli uni o degli altri; semplicemente mi interessa capire come viene costruito, nella comunicazione, un valore o una differenza piuttosto che un'altra; come vengono condivisi; perchè si forma un fronte comune su una certa cosa e dopo 50 anni si forma un fronte dominante completamente opposto sulla stessa questione.
Se non è chiaro, pazienza, continuate a dire che sono assurda. Anche quella è un'informazione.