Re: LEGA: questi si che sono problemi...
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envie
Odiarlo? E perche' dovrei? Non mi ha mica fatto niente. Non parlerei di odio...ma che mi stia sui maroni per il suo fanatismo, ignoranza, demagogia e quant'altro, non lo nego... anzi.
Piu' o meno un po' come te e quelli che ti massomigliano.
Un personaggio lugubre e pericoloso e prima questo paese se ne libera e meglio e'.
Aspetta e vedrai.
be , sappiamo bene che parecchi italiani hanno nel dna il bisogno di essere sottomessi dallo straniero di turno ( prima erano tedeschi e slavi poi spagnoli e francesi ora africani) .
non tutti pero' . l'italiano si divide in servo e padrone , io so da che parte stare, tu aspetta pure i tuoi padroni
Re: LEGA: questi si che sono problemi...
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fiume sand creek
A cosa servono i dialetti?
Quali vantaggi ricevo dalla loro esistenza?
Quali svantaggi subirei dalla loro scomparsa?
Parlare in dialetto in famiglia o con gli amici, fare una battuta, organizzare recite o commedie dialettali, bandire concorsi di poesia in dialetto sono tutte modalità, per autonoma iniziativa dei cittadini, per tenere vivi i dialetti e ciò significa tenere viva la nostra identità, non a scapito delle altre identità, ma tutelando quelle differenze che rendono ricco il nostro paese.
Re: LEGA: questi si che sono problemi...
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CARLO NORD ITALIA
be , sappiamo bene che parecchi italiani hanno nel dna il bisogno di essere sottomessi dallo straniero di turno ( prima erano tedeschi e slavi poi spagnoli e francesi ora africani) .
non tutti pero' . l'italiano si divide in servo e padrone , io so da che parte stare, tu aspetta pure i tuoi padroni
Fatte cura'...
Re: LEGA: questi si che sono problemi...
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Entropia
Parlare in dialetto in famiglia o con gli amici, fare una battuta, organizzare recite o commedie dialettali, bandire concorsi di poesia in dialetto sono tutte modalità, per autonoma iniziativa dei cittadini, per tenere vivi i dialetti e ciò significa tenere viva la nostra identità, non a scapito delle altre identità, ma tutelando quelle differenze che rendono ricco il nostro paese.
I vernacoli che si sono persi nel corso dei secoli sono infiniti.
Stessa cosa per gli usi, le abitudini, le tradizioni.
Ho letto da qualche parte che nel VI° o VII° secolo la cena di natale nell'Europa occidentale era a base di rape, nel XIV° secolo invece era buona norma che uno degli abitanti di un palazzo stesse di fronte all'entrata dello stesso per controllare lo stato di salute di chi entrava o usciva.
Cosa abbiamo perso con l'oblio di tali tradizioni?
E cosa perderemmo con l'oblio di quelle attuali?
P.S.: Non è una polemica.
Re: LEGA: questi si che sono problemi...
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Originariamente Scritto da
fiume sand creek
I vernacoli che si sono persi nel corso dei secoli sono infiniti.
Stessa cosa per gli usi, le abitudini, le tradizioni.
Ho letto da qualche parte che nel VI° o VII° secolo la cena di natale nell'Europa occidentale era a base di rape, nel XIV° secolo invece era buona norma che uno degli abitanti di un palazzo stesse di fronte all'entrata dello stesso per controllare lo stato di salute di chi entrava o usciva.
Cosa abbiamo perso con l'oblio di tali tradizioni?
E cosa perderemmo con l'oblio di quelle attuali?
P.S.: Non è una polemica.
Mi riferisco al dialetto di tutti i giorni..Probabilmente la vera differenza fra la lingua e il dialetto è da riconnettere all’emotività che permane dietro l’uso dell’una o dell’altro. In altre parole, per noi l’italiano potrebbe essere la lingua della razionalità, della letteratura, della scienza, etc. Mentre il dialetto potrebbe essere la lingua dell’emotività: ci esprimiamo in dialetto quando siamo preda della rabbia, o manifestiamo sdegno o compiacimento genuini rispetto ad una particolare situazione della vita. Il dialetto, spesso proprio in questi frangenti, è intraducibile e l’italiano non sarebbe in grado di rendere quella determinata emozione e anche chi è solito esprimersi correttamente in italiano, si lascia trasportare dal dialetto di origine per esprimere la propria emozione.
Re: LEGA: questi si che sono problemi...
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Originariamente Scritto da
Entropia
Mi riferisco al dialetto di tutti i giorni..Probabilmente la vera differenza fra la lingua e il dialetto è da riconnettere all’emotività che permane dietro l’uso dell’una o dell’altro. In altre parole, per noi l’italiano potrebbe essere la lingua della razionalità, della letteratura, della scienza, etc. Mentre il dialetto potrebbe essere la lingua dell’emotività: ci esprimiamo in dialetto quando siamo preda della rabbia, o manifestiamo sdegno o compiacimento genuini rispetto ad una particolare situazione della vita. Il dialetto, spesso proprio in questi frangenti, è intraducibile e l’italiano non sarebbe in grado di rendere quella determinata emozione e anche chi è solito esprimersi correttamente in italiano, si lascia trasportare dal dialetto di origine per esprimere la propria emozione.
Temo che ci stiamo riferendo a temi diversi.
Il vernacolo barese odierno è diverso da quello del settecento o del periodo bizantino.
Il vernacolo veneziano odierno è diverso da quello della serenissima o degli Asburgo.
Nessuno ha proibito il vernacolo ieri, nessuno lo fa oggi.
Semplicemente i vernacoli si evolvono.
Non possiamo farli sopravvivere tutti.
Alcuni sopravviveranno, alcuni si modificheranno, altri moriranno.
Fa parte dello svilupparsi degli eventi storici.
Re: LEGA: questi si che sono problemi...
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Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Temo che ci stiamo riferendo a temi diversi.
Il vernacolo barese odierno è diverso da quello del settecento o del periodo bizantino.
Il vernacolo veneziano odierno è diverso da quello della serenissima o degli Asburgo.
Nessuno ha proibito il vernacolo ieri, nessuno lo fa oggi.
Semplicemente i vernacoli si evolvono.
Non possiamo farli sopravvivere tutti.
Alcuni sopravviveranno, alcuni si modificheranno, altri moriranno.
Fa parte dello svilupparsi degli eventi storici.
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Entropia ha scritto:
Mi riferisco al dialetto di tutti i giorni..Probabilmente la vera differenza fra la lingua e il dialetto è da riconnettere all’emotività che permane dietro l’uso dell’una o dell’altro. In altre parole, per noi l’italiano potrebbe essere la lingua della razionalità, della letteratura, della scienza, etc. Mentre il dialetto potrebbe essere la lingua dell’emotività: ci esprimiamo in dialetto quando siamo preda della rabbia, o manifestiamo sdegno o compiacimento genuini rispetto ad una particolare situazione della vita. Il dialetto, spesso proprio in questi frangenti, è intraducibile e l’italiano non sarebbe in grado di rendere quella determinata emozione e anche chi è solito esprimersi correttamente in italiano, si lascia trasportare dal dialetto di origine per esprimere la propria emozione.
Presto sarà il dialetto dell'alto Congo a essere il più parlato in Italia e a darci forti emozioni. :D
Re: LEGA: questi si che sono problemi...
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Originariamente Scritto da
fiume sand creek
I vernacoli che si sono persi nel corso dei secoli sono infiniti.
Stessa cosa per gli usi, le abitudini, le tradizioni.
Ho letto da qualche parte che nel VI° o VII° secolo la cena di natale nell'Europa occidentale era a base di rape, nel XIV° secolo invece era buona norma che uno degli abitanti di un palazzo stesse di fronte all'entrata dello stesso per controllare lo stato di salute di chi entrava o usciva.
Cosa abbiamo perso con l'oblio di tali tradizioni?
E cosa perderemmo con l'oblio di quelle attuali?
P.S.: Non è una polemica.
se noi consideriamo l'unico valore il denaro, l'identita i dialetti le tradizioni valgono zero.
fortunatamente non tutti ragionano come ragioni te. aPer molti il denaro e' SOLO uno strumento, non la ragione di vita.
senza polemica
Re: LEGA: questi si che sono problemi...
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CARLO NORD ITALIA
se noi consideriamo l'unico valore il denaro, l'identita i dialetti le tradizioni valgono zero.
fortunatamente non tutti ragionano come ragioni te. aPer molti il denaro e' SOLO uno strumento, non la ragione di vita.
senza polemica
Senza polemica ma se la Lega Nord non modifica lo statuto rimane secessionista io fossi in te voterei Casapound
Re: LEGA: questi si che sono problemi...
Citazione:
Originariamente Scritto da
gianc
Presto sarà il dialetto dell'alto Congo a essere il più parlato in Italia e a darci forti emozioni. :D
grazie alla lungimiranza della sinistra !
penso che i nostri nipoti ne avranno gente da maledire e spero che quelle maledizioni arrivino, dovunque essi siano.