Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    DALLA SOVRANITÀ DEGLI STATI A QUELLE DELLE MULTINAZIONALI
    “Penso che il TTIP non sia un accordo di libero scambio (…) Voi potete firmare un accordo di libero scambio con gli Usa, ma sarebbe di tre pagine“
    Così ha detto il premio Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz

    Il TTIP (il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti) invece di pagine ne ha 248,
    almeno quelle che Greenpeace è riuscita a svelare con la pubblicazione (non autorizzata) dei TTIP-leaks.
    è tenuto segreto e neanche fosse il caveaux di Fort Knox; controllato da guardie armate che impediscono persino ai parlamentari di poterlo consultare fuori dalle stanze che lo custodiscono.
    Eppure influirà sulla vita, la salute, il consumo, i diritti, il futuro di 800 milioni di persone, ma nessuno deve sapere di cosa si tratta:
    non lo devono sapere i cittadini, non lo devono sapere i parlamenti, non lo deve sapere la società civile
    La ragione, secondo molti, è che attraverso il Trattato una fetta enorme del potere sarà trasferito dai cittadini alle aziende,
    alle multinazionali che sono in prima fila nella gestione dell’accordo e nell’obbligo di segretezza.
    In altre parole, le sovranità nazionali diventeranno un soprammobile della storia a vantaggio delle sovranità delle corporation.

    IMPUNITÀ AI BANCHIERI
    Eppure ci potrebbe essere un ulteriore ambito sul quale influirebbe in maniera massiva il nuovo trattato: quello bancario.
    Qualche giorno fa il giornale economico tedesco Deutsche Wirtschafts Nachrichten (DWN) ha sollevato l’ipotesi che l’approvazione del TTIP impedirebbe
    i ricorsi e le cause contro istituti di credito e agenzie di rating quando queste si macchiano di reati di truffa, manipolazione del mercato e speculazione ai danni di Stati o di cittadini.

    ISDS
    Gli Stati Uniti stanno spingendo per ampliare, all’interno del Trattato, il campo d’intervento del cosiddetto ISDS (l’Istituto di Risoluzione delle Controversie tra investitore e Stato), lo strumento che consente
    alle multinazionali di aggirare eventuali norme nazionali dei singoli stati (nel caso fossero ritenute penalizzanti per l’attività dell’azienda) rivolgendosi ad una sorta di tribunale economico.
    Nato negli anni ‘50 come strumento di tutela delle aziende (soprattutto occidentali) dal rischio di espropriazioni da parte di governi (soprattutto nel Terzo Mondo),
    negli ultimi anni l’Istituto è diventato una cosa diversa: una sorta di strumento con cui le multinazionali possono fare causa agli Stati
    nel caso i governi applichino legislazioni o indirizzi strategici che le aziende ritengono contrarie o dannose per i propri interessi e i propri investimenti."

    TTIP e impunità per i banchieri ? Il blog di Giampaolo Rossi
    Addio Tomàs
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  2. #2
    Socialcapitalista
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    Predefinito Re: I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    Ttip, tutti i motivi (documentati) per opporsi
    Lo studio del Cerp del 2013 evidenzia come in caso di condizioni ottimali (taglio del 100% delle tariffe e del 25% delle Barriere non tariffarie) l’aumento del Pil
    sarebbe di +0,48% medio all’anno dal 2027. Numeri certamente non stratosferici che dovremmo aspettare per 12 anni. Non certo una risposta just-in-time alla crisi.

    Quali siano i settori a rischio lo spiega bene il rapporto Prometeia (2013) dove si evidenzia come la filiera chimica, l’industria della carta e del legno
    ma soprattutto l’agricoltura potrebbero essere vittime sacrificali del Ttip, proprio per il basso costo delle merci statunitensi.
    E la Bertelsmann Foundation sottolinea come l’aumento degli scambi transatlantici porterebbe a un ridimensionamento degli scambi intraeuropei con
    diminuzioni del 29% degli scambi tra Germania e Italia. Dati che il governo non cita mai, nelle stime che spesso utilizza a sostegno delle sue tesi.

    Un punto specifico merita l’Isds, l’Arbitrato internazionale sugli investimenti.
    Mentre le corti giuridiche convenzionali si rifanno alla legislazione vigente, con l’Isds valgono i termini contrattuali dell’accordo stipulato,
    dove sono inserite clausole che non necessariamente si ritrovano nelle leggi nazionali e su cui una corte giuridica convenzionale non può intervenire.
    In questo l’ambiguità del concetto di ‘investimento’ e di ‘esproprio indiretto’ permette ai giudici arbitrali di inserire come norme da sanzionare elementi collegati alle politiche dei Paesi.

    Allora: ‘protezionismo’ o ‘liberismo’? La risposta sta nel mezzo, si chiama ‘politica economica‘: grande spauracchio dei liberisti d’ogni dove.
    Gli Usa, campioni del liberismo, hanno usato tutti gli strumenti che avevano (anche il ‘Buy American’,
    che permette un sostegno all’economia locale tramite gli appalti pubblici, nel mirino del Ttip) per uscire dalla crisi economica.
    Politiche attive come nei Paesi emergenti, che dosano mercato e politiche economiche per orientare e programmare il proprio sviluppo.
    Ttip, tutti i motivi (documentati) per opporsi - Il Fatto Quotidiano
    Addio Tomàs
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  3. #3
    Socialcapitalista
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    Predefinito Re: I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    Ttip, Bruxelles svela gli intoppi legislativi nella cooperazione con gli Usa
    Oltre L’eventualità che le Pmi che costituiscono il tessuto produttivo europeo vengano schiacciate dal flusso di merci provenienti dagli Usa, non riuscendo a reggere alla concorrenza delle grandi multinazionali.
    è anche la prevista cooperazione legislativa tra Bruxelles e Washington, con le relative differenze di impostazione, a destare più di un dubbio.
    IL RUOLO DEGLI STAKEHOLDER NELLA FASE FORMATIVA DELLA LEGGE
    “Riflettendo su come unire i sistemi regolatori e legislativi statunitense ed europeo per promuovere la coerenza e la cooperazione
    – scrivono i due autori, Richard Parker della University of Connecticut School of Law e Alberto Alemanno, docente della HEC Paris & NYU School of Law – è utile comprendere come questi sistemi funzionino separatamente oggi”.
    I processi normativi nelle due aree richiedono “un esame dettagliato, cercando di incorporare gli input pubblici nelle loro policy”. Ma Usa ed Ue affrontano questi passaggi in modi diversi.
    Lo step “formativo” della legislazione, in cui l’atto è concepito e abbozzato, è “relativamente più aperto ed inclusivo a Bruxelles rispetto a Washington, almeno per la legislazione più importante.
    Tutte le proposte legislative considerate dal Parlamento europeo provengono dalla Commissione europea e sono il frutto di un elaborato processo amministrativo
    che generalmente include estese consultazioni con gli stakeholder, passando per altre fasi di giudizio fino all’adozione della proposta da parte della Commissione.
    Negli Usa – si legge – nessun path comparabile è richiesto per presentare una proposta di legge, che non ha bisogno di essere sottoposta ad un’analisi precisa da parte degli stakeholder prima di essere introdotta”.

    I MECCANISMI USA ED UE NELLA FASE DELIBERATIVA
    D’altro canto, nella fase “deliberativa” del processo legislativo, in cui le misure sono discusse, modificate ed infine votate o bocciate, “il Consiglio e il Parlamento seguono un processo grosso modo analogo a quello della House of Representatives e del Senato americani, con due eccezioni”. In primo luogo in sede di Commissione europea “riescono a passare più proposte che negli Usa”, inoltre “Il Congresso con un voto a maggioranza ha pieni poteri di modifica sulla proposta di legge,
    mentre nell’Ue senza voto all’unanimità non si possono adottare misure contenente emendamenti su cui la Commissione non sia d’accordo”.
    http://formiche.net/2014/06/08/ttip-...-scambio-cesp/
    Addio Tomàs
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  4. #4
    Socialcapitalista
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    Predefinito Re: I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    Pubblicato il 01/06/15 in Finanza
    TTIP, forse non tutti sanno che...
    Il TTIP potrebbe essere molto più che una minaccia al "Made in" e alle tutele dei consumatori:
    potrebbe ledere i diritti umanitari aprendo la porta a politiche basate esclusivamente sulle esigenze delle multinazionali.


    Accordi commerciali simili firmati in passato in altre parti del mondo hanno dimostrato che le grandi aziende sono riuscite a bloccare le politiche di Governo
    con il sostegno di Tribunali arbitrari che operano al di fuori della giurisdizione dei Tribunali nazionali.
    Lo stesso potrebbe avvenire nell'ambito del TTIP con l'ISDS (acronimo di Investor - state dispute settlement),
    lo strumento di diritto pubblico internazionale per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stato che garantisce ad un investitore il diritto di portare in Tribunale
    uno Stato estero (e qui entrerebbero in gioco i cosiddetti "Tribunali paralleli") se questo viene ritenuto colpevole di aver depresso i profitti societari adottando una particolare legislazione.

    Quanto rivelato dall'avvocato de Zayas al quotidiano Guardian risale a inizio maggio, e non ha avuto particolare risonanza mediatica, esattamente come i risultati della consultazione online
    pubblicati a gennaio dalla Commissione Europea che mostrano come il 97% delle persone interpellate circa il TTIP e l'ISDS abbia espresso opinione contraria.
    De Zayas, che ad aprile ha chiesto a Stati Uniti e Unione Europea di includere nei negoziati sul TTIP anche esperti di salute e ambientalisti,
    e che ad agosto pubblicherà una relazione sulle "tattiche" usate dalle multinazionali per avere la meglio sugli Stati e sui difetti del TTIP,
    ha ammesso che l'ONU fino ad oggi non è riuscita ad avere alcun coinvolgimento nei negoziati.
    L'unica speranza è che i politici si ravvedano, anche alla luce degli oltre 600 casi di dispute tra Corporate e Governi finiti in Tribunale e risolti, nella maggior parte dei casi, a favore della multinazionali,

    Qualche esempio eclatante? Il colosso energetico svedese Vattenfall ha citato in giudizio il Governo tedesco per la sua decisione di abolire il nucleare dopo i fatti di Fukushima.
    L'utility francese Veolia, invece, ha portato in Tribunale l'Egitto quando decise di alzare il salario minimo.
    TTIP, forse non tutti sanno che... - QuiFinanza - Qui Finanza
    Addio Tomàs
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  5. #5
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    Predefinito Re: I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    Chi tace acconsente
    Addio Tomàs
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  6. #6
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    Predefinito Re: I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    dire che il ttip abbia a che fare con le politiche sociali è la solita propaganda basata sulle bugie e la paura.
    non è un puro accordo di libero scambio, ma una deregulation dove si rinuncia per principio a trattare i vari aspetti del libero scambio
    Usa ed UE sono due cose diverse, sia sotto l'aspetto economico che politico, non si può semplicemente abolire tutte le regole senza trattare i particolari
    es. industria e agricoltura vanno trattate differentemente

    anche l'aspetto politico è importantissimo, perchè l'UE è un accordo fra piccoli stati sovrani, e ognuno di questi verrebbe schiacciato dal grande stato Usa
    con tale accordo di tipo associativo anche le politiche sociali dovranno uniformarsi fra gli stati del patto
    in pratica quelle sociali dei piccoli stati europei a quella Usa

    Mentre altrimenti sarebbe il modello americano a trovarsi in difficoltà rispetto alla più popolosa e in via di ingrandimento UE e alla Cina

    Questo accordo è il vero colpo di coda della presidenza Obama, come fu la crisi scatenata da Bush
    che con aria provocatoriamente innocente vorrebbe subordinare totalmente l'UE agli Usa e isolare la Cina e i BRIC.

    Oviamente non potrà mai essere accettato, e il solo proporlo è una grande provocazione
    ma dato che il provocatore è la massima potenza militare, si deve fingere di trattare
    Addio Tomàs
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  7. #7
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    Predefinito Re: I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    Mentre altrimenti sarebbe il modello americano a trovarsi in difficoltà rispetto alla più popolosa e in via di ingrandimento UE e alla Cina


  8. #8
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    Predefinito Re: I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    In Italia non esistono referendum sui trattati internazionali e da noi passerà tutto, renzi si è già schierato senza se e senza ma per il TTIP.
    Come ho già detto lo stanno anticipando deregolando totalmente l'immigrazione....

    Allora la questione immigrazione assume un senso compiuto e non accidentale
    cioè rompere tutti i vincoli di solidarietà faticosamente costruiti in Europa

    americanizzare in senso negativo, anomico, l'Europa
    e sto parlando dell'america del terrorismo e delle guerre di aggressione

    I nostri comunisti, ofani dell'Urss, si sono trovati subito un'altro padrone.
    Addio Tomàs
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  9. #9
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    Predefinito Re: I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Si, la Cina, dittatura a parte, è certo più propensa al modello socialdemocratico

    E questo vale anche per la Russia, che se si decidesse finalmente a modernizzarsi,
    non lo farebbe certo sul modello americano, ma su quello socialdemocratico.

    Allora non ci sarebbe più il modello svedese o tedesco a fronteggiare la più grande economia degli Usa

    Ci sarebbero UE, Cina, Russia,
    che porterebbero con loro il resto del mondo
    allora il modello Usa della finta democrazia, del finto terrorismo e del vero individualismo selvaggio, correrebbe rischi mortali
    Addio Tomàs
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  10. #10
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    Predefinito Re: I veri rischi del TTIP fra USA ed UE

    è lo stesso Stiglitz che lodava la politica economica di Chavez in Venezuela??
    http://upsidedownworld.org/main/news...visits-caracas

    https://www.theguardian.com/business...ezuela.banking

    ahahahahah
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

 

 

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