La Legge 104/92 stabilisce il diritto per il lavoratore dipendente di avere dei giorni di permesso retribuiti per assistere famigliari e congiunti consentendo, così, un notevole risparmio di risorse alla Sanità.
Ci sono, però, dei problemi...
Anzitutto pare che nel settore privato il ricorso alla legge riguardi lo 1,5% dei lavoratori mentre nella squola si arriva al 13%... ( ?!?)
Vi ricorrono i docenti di ruolo in misura superiore al 10% mentre i precari sono sotto il 5%
Ci sono stranezze regionali: in Sardegna si arriva al 18% mentre in Piemonte si supera di poco l'8%
Vi ricorre circa il 25% del personale non docente, 1 su 4
A Menfi, in un istituto squolastico, 70 insegnanti su 170 risultarono nel 2014 malati o beneficiari della 104 e adesso la cosa è in mano alla magistratura.
Ci sono situazione strane in cui, sfruttando bene i tempi e le pieghe della legge, il dipendente truffatore si fa dare 3 giorni a fine mese e altri 3 all'inizio del mese successivo che userà per andarsene in vacanza. Altri sono riusciti addirittura a farsi riconosce più di una 104 oppure a prolungare i benefici oltre i due anni previsti.
Senza contare che il docente beneficiario della 104 è avvantaggiato nelle graduatorie per diventare di ruolo.
La stampella idiota, con la mancanza di originalità che la contraddistingue, ha già definito questi signori i "furbetti della 104" ma noi, che non ci lasciamo ingannare dai titoli dei giornali, sappiamo benissimo come definirli.
Kobra




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