un tipico ideale nietzschiano, la serenità
"Che cos’è, infatti, la libertà? Avere la volontà di essere autoresponsabili. Mantenere saldamente la distanza che ci separa. Divenire indifferenti agli stenti, alle avversità, alla privazione, persino alla vita. Essere pronti a sacrificare degli esseri umani alla propria causa, senza escludere noi stessi. Libertà significa che gli istinti virili, gli istinti che gioiscono della guerra e della vittoria, hanno la signoria su altri istinti, per esempio quelli della «felicità». L’uomo divenuto libero, e tanto più lo spirito divenuto libero, calpesta la spregevole sorta di benessere di cui sognano i mercantucoli, i cristiani, le mucche, le femmine, gli inglesi e gli altri democratici. L’uomo libero è guerriero."
la famosa "piena realizzazione delle potenzialità umane" con cui Nietzsche disprezzatore delle "idee moderne" è stato arruolato alla dialettica del progresso col pretesto della corda tesa
certo se la competizione comportasse guai per chi detiene i capitali nei paradisi fiscali e non solo per chi volteggia sulle impalcature rimanendo in sedia a rotelle funzionerebbe meglio l'argomento "è nell'interesse di ognuno una società più solidale", giusto per non suonare come il tacchino "senza il Ringraziamento si vivrebbe tutti meglio"






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