
Originariamente Scritto da
Biordo
i sudditi di sua maestà britannica ormai sbeffeggiati da tutti:
Brexit. Londra a caccia di intese commerciali
Abe chiede alla May di mettersi in coda: precedenza alla Ue
Il Sole 24 Ore
LONDRA
La tradizionale cerimonia del tè è andata bene, ma la missione in Giappone resta tutta in salita per Theresa May. La premier britannica, in visita ufficiale di tre giorni, ha incontrato il premier giapponese Shinzo Abe. L’obiettivo è porre le basi per un accordo commerciale tra i due Paesi post-Brexit. Il Governo giapponese, però, ha messo in chiaro che la priorità di Tokyo è definire l’intesa commerciale con l’Unione Europea, e che i negoziati con Londra non potranno iniziare finché la Gran Bretagna non avrà formalmente lasciato la Ue.
Per la May la visita è un’occasione per dimostrare che la Gran Bretagna ha un futuro radioso di potenza commerciale globale anche dopo Brexit, e per rafforzare la sua posizione, indebolita dal recente insuccesso elettorale che ha privato il Governo conservatore della maggioranza assoluta a Westminster.
Uno dei maggiori benefici di Brexit, ha ribadito ieri la May, è poter liberamente stringere accordi commerciali bilaterali con altri Paesi in tutto il mondo. Dopo il marzo 2018, data prevista di uscita dalla Ue, «gli accordi commerciali che la Ue ha con altri Paesi possono essere trasformati in accordi con il Regno Unito. E poi starà a noi e al singolo Paese rinegoziare e cambiare i termini dell’accordo. Daremo certezza alle imprese, è quello che vogliono».
L’intesa Giappone-Ue che deve essere finalizzata sarà il modello per un futuro accordo tra Gran Bretagna e Giappone, secondo la May. «Siamo stati uno dei Paesi Ue che hanno spinto la Ue a procedere con questo accordo con il Giappone, perché è importante», ha detto. A Londra il leader liberaldemocratico Vince Cable ha definito ridicola la «strategia commerciale copia e incolla» della May.
Il Giappone intanto ha espresso serie preoccupazioni sull’impatto di Brexit e sulla mancanza di certezze sui futuri rapporti tra Gran Bretagna e Ue. Tomohiko Taniguchi, consigliere economico del premier, ha detto che «crisi è una parola forte, ma sicuramente c’è un senso di disagio su Brexit tra gli imprenditori giapponesi». Oltre mille imprese giapponesi hanno investito 40 miliardi di sterline in Gran Bretagna e danno lavoro a 140mila persone, ma non vogliono perdere l’accesso al mercato unico Ue.