
Originariamente Scritto da
Midìl
In sostanza, non ci si può lamentare se l'Europa non evita che gli stati europei siano in condizione di stato cliente della potenza egemone di turno, se non si completa la costruzione dell'Europa. Perché un'Europa a metà, è già tanto se fa la metà di quello che potrebbe fare se completata.
Tutti gli stati membri dell'Unione Europea sono democrazie. Come sono entrati, così possono uscire. E l'obiettivo, cioè l'integrazione politica, è noto fin dall'inizio.
Che serva una casa è stabilito dai proprietari, che sono i popoli europei che esprimono la propria volontà in libere e democratiche elezioni. La Norvegia ha deciso che non era interessata. La Slovenia invece ha aderito. Il Regno Unito ci ha ripensato.
Detto questo, anch'io preferirei un progetto unico dettagliato, "federale", da realizzarsi in tempi brevi. Purtroppo, la costruzione è complessa, e, trattandosi di un condominio, i vari condomini, pur sostanzialmente d'accordo (magari con qualche eccezione) sulla necessità della costruzione, continuano a discutere sui dettagli, ritardando i lavori, che i condomini hanno comunque deciso di far partire, altrimenti non sarebbero partiti mai. Così, si presentano, piano piano, nuove esigenze, nuove "tendenze" negli stili architettonici, e, in corso d'opera, si decidono modifiche, ritocchi, e via dicendo. Se, invece, si fosse stati più rapidi, l'edificio sarebbe completo, e si potrebbe, poi, col tempo, provvedere a migliorie e ristrutturazioni. Per certi versi, mi ricorda la costruzione di quelle grandi chiese, che vanno avanti per generazioni, talvolta con variazioni del progetto. Alla fine il risultato magari è anche maestoso. Però, intanto, per lungo tempo, l'edificio può non sembrare esattamente un'opera d'arte (ma in una chiesa di solito non bisogna viverci, per cui si può pazientare, senza essere tormentati da pioggia e spifferi). Ma questo non significa che sia una cattiva idea la costruzione. Piuttosto, significa che sarebbe il caso di procedere più speditamente.
Saluti.
Midìl