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Discussione: La fine della sinistra

  1. #21
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Riferimento: La fine della sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da el cuntadin Visualizza Messaggio
    è vero, il titolo del thread centra poco con l'articolo. che la bastonatura, o comunque l'aggressione, di un galantuomo quale Rinaldini, da parte di uno sparuto drappello di meridionali, significhi che la sinistra è alla frutta, è una mia interpretazione.
    Fatte le debite proporzioni appare un gesto simbolico come la cacciata di Lama dall'Università di Roma, gesto che avviò la stagione terroristica.
    Il PCI dovette prendere atto che il rapporto coi gruppi extraparlamentari gli era sfuggito di mano etc. etc.

    E' grave inoltre che sia capitato alla FIOM e proprio a Rinaldini che è considerato l'operaista della CGIL.

    Qualcuno, sempre l'altra sera da Santoro, faceva notare che sull'industria automobilistica campano un milione di occupati e, aggiungo io, circa 4 milioni di persone contando le famiglie di questi.
    Non sono segnali da prendere sottogamba.

  2. #22
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    Predefinito Riferimento: I compagni se le suonano tra loro

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    E' chiaro che sono fascisti, e che si tratta di una azione squadristica.
    Sono comunisti, marxisti. Aggressori e aggrediti.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #23
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Riferimento: I compagni se le suonano tra loro

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Sono comunisti, marxisti. Aggressori e aggrediti.
    ne sei sicuro che si tratti di uno scontro tra comunisti? che i torinesi ed il modenese Rinaldini siano comunisti, non ci piove. che lo siano i napoletani che hanno scaraventato dal palco il segretario della Fiom, ho dei dubbi. si tratta di napoletani e dubito che da quelle parti si lascino travolgere dagli ideali. Franza o Spagna, purchè si magna!:sofico::gluglu:

  4. #24
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    Predefinito Riferimento: La fine della sinistra

    Vedo qui che qualcuno è persino "contento", della degenerazione degli scontri.

    Quando si capirà che se il malumore e le schegge impazzite non hanno piu' referenti istituzionali alla fine cominciano a sparare sarà sempre troppo tardi.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  5. #25
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    Predefinito Riferimento: La fine della sinistra

    La CGIL e la FIOM hanno fatto parte di quel blocco di potere che tra il 2006 ed il 2008 ha governato l'Italia in modo criminale e filo-padronale: basti pensare a come la CGIL invitò i lavoratori a votare Sì all'accordo sul contratto di lavoro. E vediamo quello che fa la CGIL anche oggi, in cui in un paese come L'Italia, anziché auspicare una radicalizzazione del dissenso sociale, si augura che qui non accadano i sequestri dei padroni che avvengono in Francia, insomma, opera di contenimento e ottundimento del dissenso sociale.
    Di fronte a questo quadro, non vedo cosa vi sia di strano, comico, infame o alieno - anzi, mi appare solo comprensibile - nel semplice fatto che non tutti coloro che si rifanno al marxismo ed auspicano il socialismo, non condividano i modi di fare di una certa sinistra istituzionale italiana, la stessa che, nonostante sia sull'orlo della propria scomparsa, continhua ad avere quell'atteggiamento spocchioso per cui dà del "fascista" a quanti non si attengano alle sue demenziali direttive.

  6. #26
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    Predefinito Riferimento: La fine della sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    Vedo qui che qualcuno è persino "contento", della degenerazione degli scontri.

    Quando si capirà che se il malumore e le schegge impazzite non hanno piu' referenti istituzionali alla fine cominciano a sparare sarà sempre troppo tardi.

    Ragionamento perfetto.
    Forse si può aggiungere che il disastro è stato lasciato troppo ad incancrenire e dopo l'inizio diventerà praticamente molto difficile interrompere.

  7. #27
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    Predefinito Riferimento: La fine della sinistra

    i Cobas han paura che la FIOM recuperi il suo ruolo a sinistra che ha un po' trascurato(e su cui i cobas campano).per questo tale gesto...che li condannerà ancora di più

  8. #28
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    Predefinito Riferimento: La fine della sinistra

    "Squadrismo fascista"? "Invidia e paura verso la FIOM"? Queste sono le accuse.
    Qui di seguito la (nostra) verità:

    -----------------------------------------------------------


    OLTRE LA CONTESTAZIONE A RINALDINI CI SONO LE CONTRADDIZIONI DELLA LOTTA ALLA FIAT
    Comunicato della Rete dei Comunisti

    Lo scalpore intorno alla notizia della forte contestazione contro Gianni Rinaldini della FIOM al corteo dei lavoratori FIAT di Torino, omette di segnalare alcune questioni che – al contrario – riteniamo vadano sottolineate con forza.


    1. La caduta di Rinaldini dal palco di Torino, grazie alla contestazione di alcuni operai Fiat di Pomigliano D’Arco, è uno di quei fatti che rompe una sorta di incantesimo consolidato in gran parte della sinistra italiana (incluse molte organizzazioni comuniste) e che ha continuato a concepire unicamente nella FIOM il soggetto portatore di istanze progressiste e alternative nel movimento sindacale. I lavoratori che hanno contestato il segretario della FIOM rompendo, forse l'ultimo simulacro di in "piccolo mondo antico" oggi completamente mutato, pongono un problema a tutte quelle soggettività politiche che si interrogano su come riavviare una prospettiva di avanzamento sociale e di radicale trasformazione, nei posti di lavoro e nella intera società. La stessa cosa era accaduta alle assemblee alla Fiat nel 1980 e abbiamo ancora negli occhi e nelle orecchie la rabbiosa disperazione di tanti operai e delegati verso il compagno "Pio Galli" che alla fine aveva firmato e difeso - anche lui- l'accordo che "salvò la Fiat" con 23.000 licenziamenti di lavoratori.


    2. Il dato che saltava agli occhi nella manifestazione nazionale degli operai di tutto il gruppo Fiat a Torino, era la scarsa partecipazione proprio degli operai “torinesi” che contrastava con la partecipazione numerosa e combattiva degli operai degli stabilimenti del sud a rischio chiusura.

    Le parole di Marchionne il giorno precedente la manifestazione, sono state prese come rassicuranti da tutti i soggetti coinvolti tranne che dagli operai delle fabbriche meridionali della Fiat che più delle altre sentono aria di licenziamenti di massa. Il rischio che si concretizzi la “desolidarizzazione” tra gli operai dei vari stabilimenti era visibilmente presente nella manifestazione di Torino

    Non è un caso che la contestazione sia stata condotta, principalmente, dai lavoratori di Pomigliano in gran parte iscritti allo Slai/Cobas e deportati nel capannone-confino di Nola. Questo segmento operaio, come i loro compagni di Termini Imerese, di Termoli o di Melfi, è quello che in cambio della cosiddetta garanzia di un salario inadeguato ha dovuto ingoiare, un organizzazione dello sfruttamento bestiale ma, tecnicamente scientifica, che ha fatto realizzare enormi profitti alla FIAT. Oggi questi lavoratori, molti dei quali con mogli e figli disoccupati, vedono svanire il loro posto di lavoro ed assistono sconcertati e sfiduciati il prolungarsi dell’azione collaborazionista di CGIL-CISL-UIL e dell’UGL.


    3. E’ evidente poi, come in un contesto di così alta e giustificata tensione sociale, non bastino più le “parole di fuoco” di Rinaldini contro Marchionne quando i dirigenti della Cgil e Fiom, sul piano territoriale ed aziendale, sottoscrivono accordi capestro per i lavoratori. Ed è ancora più evidente come, anche a ridosso della vertenza FIAT dentro cui si sta ulteriormente, consumando l’inadeguatezza e la lunga crisi della sinistra (che già si era vista nella vertenza Alitalia), i lavoratori iniziano ad agire con modalità non propriamente compatibili con il bon ton con il quale il riformismo nostrano (a differenza della Francia o di altri paesi europei) ha sempre ingabbiato le modalità del conflitto.


    4. La contestazione di Rinaldini è un fatto clamoroso ma apre, materialmente, una fase politica e sindacale nella quale i comunisti e la soggettività anticapitalista dovranno, necessariamente, svolgere una possibile funzione più avanzata anche se molto difficile e complessa che punti alla ri/costruzione di relazioni sociali e collegamenti veri con i diversificati comparti del blocco sociale popolare oggi profondamente diviso. E' questa una condizione decisiva per ridare linfa vitale ad una soggettività che non si rassegna ad un ruolo di sterile ed ininfluente testimonianza.



    5. La sacrosanta incazzatura dei lavoratori FIAT necessita di dotarsi di strumenti di discussione e di lotta che riescano ad imporre una inversione di tendenza nei rapporti di forza tra l’impresa e gli operai. Si tratta di superare perciò il clima di disorientamento, divisione e di sfiducia nel proprio potenziale di lotta che serpeggia tra gli operai dei vari stabilimenti Fiat e che sta impedendo il concretizzarsi di una dura risposta dei lavoratori all’altezza della posta in gioco.


    6. Mentre il management della FIAT allarga il suo disegno antisociale negli Stati Uniti ed in Germania, e mentre può innestarsi, anche inconsapevolmente una preoccupante concorrenza al ribasso tra i lavoratori all’interno del nostro paese e nei vari paesi e stabilimenti, occorre ricalibrare l’azione politica in atto. Nessun posto di lavoro deve andare perduto, nessuna fabbrica deve chiudere, nessuna contrapposizione e concorrenza tra lavoratori dei vari stabilimenti e paesi coinvolti in questa vertenza, nessuna differenziazione salariale e normativa tra lavoratori impegnati alla FIAT e quelli collocati nell’ indotto. Insomma, per non regalare la giornata di lotta di Torino agli sciacalli dei media o alla rendita di posizione di una sinistra sindacale ormai in deficit di credibilità e compatibilizzata, c’è bisogno di scelte coraggiose e conseguenti. L’incalzare della crisi e dell’offensiva antioperaia a larga scala ci ricorda che il tempo delle camarille e degli infiniti tatticismi è finito.


    17 maggio

    La Rete dei Comunisti

    18-05-09OltreContestazioneRinaldini

  9. #29
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    Predefinito Riferimento: La fine della sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    Vedo qui che qualcuno è persino "contento", della degenerazione degli scontri.

    Quando si capirà che se il malumore e le schegge impazzite non hanno piu' referenti istituzionali alla fine cominciano a sparare sarà sempre troppo tardi.
    Ho letto oggi una bella definizione: il mondo del lavoro è diventato "il ghetto dei vinti".

    Azzeccatissimo. Il sindacato torni a fare il sindacato senza strusciarsi coi Prodi, con gli Amato e coi Ciampi. Questo sta pagando, insieme alla sinistra.

    Le schegge impazzite che si dovessero mettere a sparare favoriranno solo i poteri forti sovranazionali. Avranno il loro palcoscenico da sceneggiata proprio per questo, diranno le loro cazzate e poi i fregnoni si faranno l'ergastolo e i furbacchioni si pentono.
    Copione già visto.

 

 
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