



23.000 euro (pubblici) all'anno per l'azienda di famiglia dove lavora per 'permessi retribuiti', sicuramente una cosa 'contro la casta'. Onestà, onestà......
Bocconiana, sì. A differenza del suo unico collega in Consiglio Vittorio Bertola (ingegnere che bene incarna l’anima nerd smanettona del movimento e male ha digerito il rifiuto di candidare anche lui in ticket con lei, prendendosela con «l’apparato appiattito su Appendino»), quello di Chiara è il mondo della buona borghesia imprenditoriale torinese.
Il padre Domenico è stato per trent’anni dirigente ed è ora vicepresidente esecutivo di Prima Industrie, macchinari laser, presidente il Gianfranco Carbonato che guida Confindustria Piemonte: un pedigree rassicurante per quegli ambienti ed elettori che sulla decrescita felice non punterebbero un penny; lei stessa auspica per Torino «una nuova industrializzazione», mica solo turismo e loisir.
In Bocconi sceglie Economia internazionale e management, laurea con lode, tesi di marketing sulle strategie di entrata nel mercato cinese, materiale di prima mano visto che suo padre era responsabile dello sviluppo internazionale e a lui si deve l’apertura di vari stabilimenti Prima Industrie in Cina.
Finisce nel mirino per i 23 mila euro di “permesso retribuito” che l’azienda del marito dove continua a lavorare incassa ogni anno dal Comune;
L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist


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Referendum – Il NO alla riforma costituzionale passa in testa anche per IPR (+4% sul SI). Affluenza prevista al 50%, quota degli indecisi sempre rilevante.
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Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)