





LEGA NORD: ZAIA, CHI RUBA NON COMMETTE SOLO UN REATO, TRADISCE UN'IDEA
(ASCA) - Venezia, 1 ott - C'e' rabbia nella Lega Nord del Veneto per l'arresto di un suo assessore a San Michele al Tagliamento. A seguito di questo e di altri episodi, il segretario del carroccio veneto, Gianpaolo Gobbo, ha chiesto ai segretari provinciali di fargli avere l'elenco delle persone inquisite. Il presidente della Regione, Luca Zaia, oggi commenta che ''rubare e' un reato'', ma gia' sabato scorso, al primo giorno della scuola per militanti della Lega, a Belluno, aveva usato parole di fuoco. ''Chi ruba non commette solo reato, tradisce un'idea, il popolo, la fiducia.
Il nostro partito ha il dovere di fare una riflessione interna, abbiamo l'obbligo di porre la questione morale'' aveva detto Zaia ai suoi. ''Il partito crede nei giovani, ma non siamo gli yuppies degli anni '80, ci vuole predisposizione e bisogna ricordare che abbiamo una grossa responsabilita': chi ruba non commette solo reato, tradisce un'idea. Il nostro partito ha il dovere di fare una riflessione interna, abbiamo l'obbligo di porre la questione morale. Anche tra di noi c'e' chi pensa che la politica sia una scorciatoia, ma essere ambiziosi e' diverso dall'arraffare''.


Mi chiarisca, dottor Zaia, la differenza che intercorre tra chi estorce tangenti e chi invece prende i soldi direttamente dalle tasche dei cittadini con le tasse per ingrassare amici e sodàli a suon di contributi e prebende.
Me lo chiarisca perchè io non ci vedo alcuna differenza
Ultima modifica di Furlan; 04-10-10 alle 11:08




Caro Jot,
adesso non saprei rispondere alla domanda se la bancarotta è reato complesso che comprende al suo interno anche il furto ma certo questa 'gente' - e lo dico con enorme amarezza - si è sbizzarrita nell'ambito di tutti i XIII titoli dellla parte speciale del cod. pen. e finanche quelli previsti dalle leggi speciali; doveroso precisare che si è però ben guardata dopo l'iniziale bluff di rendersi 'colpevole' di reati contro la personalità dello stato italione (es. art. 241).
STOP IMMIGRATION - START REPATRIATION
- Standing Up For Great Lombardy -


Come disse ai tempi un ex senatore friulano della lega degli anni ruggenti : "ogni battaglia per l' indipendenza ha avuto i suoi caduti, noi al massimo abbiamo avuto qualche inciampato"


[QUOTE=Jack's Return Home;1504868]
"Socio fondatore della Credit Nord?!?!?"ma se questo non sa cosa sia una banca,siamo proprio allo sbaraglio.E pensare che suo figlio prenderà le redini del padre,mi viene da rimpiangere solo a pensare.




Il leghista che previde gli scandali
«Più merito e meno padrini»
Nel suo libro il vicentino Lovat anticipa la questione morale interna
VICENZA - Oggi lo dicono tutti, a partire dal condottiero della Liga veneta Gian Paolo Gobbo che, ancora ieri, dichiarava al Giornale: «Certi episodi danneggiano il movimento, espelleremo gli indagati». Lui lo diceva, anzi, lo metteva nero su bianco più di sei mesi fa, alla vigilia del trionfo leghista alle Regionali con Luca Zaia, utilizzando concetti che oggi suonano profetici: «Il mio terrore - è la citazione testuale - è un’evoluzione della Lega Nord falsata dalla conquista del potere e improvvisamente non più coerente... Temo l’assalto alla diligenza... Gente affamata di soldi e di poltrone, che ha un’idea vaga e distorta del leghismo ma che si affretterà a dimostrarsi più leghista della Lega, combinando chissà cosa». Ciò che attribuisce un’intensità particolare alle parole di Davide Lovat, ex immobiliarista vicentino quarantenne con laurea in Scienze politiche e studi avanzati in Teologia, è il fatto che sono pronunciate dall’interno del movimento: la sua è l’analisi di un convinto leghista con 18 anni di militanza alle spalle e un posticino nel direttivo provinciale del Carroccio di Vicenza. Si potranno leggere a giorni, all’interno del libro scritto in forma di dialogo con il giornalista Antonio Gesualdi dal titolo «Tu sarai leghista! Leghista sarai tu!», elaborato prima delle elezioni di marzo ma in uscita questa settimana per le edizioni Linee Infinite.
Lovat, oggi la «questione morale» nella Lega è all’ordine del giorno, dopo i ripetuti episodi di malagestione verificatisi negli ultimi mesi. Lei come l’ha intuita? «Diciamo che a certe conclusioni si può arrivare per ragionamento, quando se ne hanno gli strumenti. Come avevo previsto che la Lega alle Regionali avrebbe sfondato il 35% dei consensi, così ho ragionato, anzi, abbiamo ragionato sulle conseguenze. Il mio timore è che ora, viste le dimensioni del successo elettorale, molti salgano sul carro e ne approfittino».
Lei scrive: i leghisti sono, per lo più, persone molto buone e molto oneste. Questo non basta più come antidoto? «C’è stata una crescita enorme e molto rapida, il rischio che io vedo è che il movimento non faccia in tempo a strutturarsi in modo tale da sopportare il peso delle nuove responsabilità. Sono d’accordo con quanto ha dichiarato il nostro segretario nazionale, Gobbo: quando l’evidenza dei fatti lo richiede, chi ha sbagliato dev’essere buttato fuori».
Questa è la toppa a posteriori. Ma per prevenire cosa si può fare? «Due cose. La prima: un controllo capillare su tutte le persone che vengono candidate per la Lega a occupare ruoli di gestione pubblica, come avveniva quando eravamo più piccoli. La seconda: i percorsi di avanzamento politico nel movimento siano frutto del merito. Cioè di competenze, qualifiche, onestà specchiata. Se, al contrario, si continuerà a dare spazio ai pupilli di questo o quel padrino importante, le cantonate si potranno sempre prendere».
Non le chiediamo di fare i nomi, ma lei, evidentemente, parla di «padrinaggi» per conoscenza diretta. «Volete i nomi? Basta prendere certi curricula di leghisti e confrontarli con la posizione occupata da quelle persone nella cosa pubblica. Si capirebbero molte cose. La grande questione, che investe la Lega ma anche gli altri partiti, sta nella selezione delle classe politica. E c’è anche un fatto generazionale: quando noi "giovani" proviamo a moralizzare dall’interno, molto spesso veniamo impallinati dai Mandarini del partito».
Diranno: Lovat critica perché nella Lega non ha ottenuto quello che chiedeva. «Sono dentro da 18 anni e sempre in modo gratuito, non ho mai chiesto niente. Non mi sono neppure proposto per qualche candidatura, perché, magari sbagliando, ho sempre pensato: il giorno in cui avranno bisogno del sottoscritto, me lo chiederanno. Non me l’hanno chiesto. In Lega non ho padrini né casacche di squadra, probabilmente i pezzi grossi sanno che non sono irregimentabile».
Il vostro libro, pensato 6 mesi fa, esce con un tempismo straordinario, neanche lo aveste fatto apposta. «L’uscita in questi giorni è una coincidenza temporale ma non è casuale, a saper leggere le cose. Io dico questo: la Lega non è sporca e, su questo, metterei entrambe le mani. Ma è come una grande stanza dove si è accumulata la polvere: le pulizie vanno fatte in continuazione, non una volta ogni tanto».
Il leghista che previde gli scandali «Più merito e meno padrini» - Corriere del Veneto